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Crisi Salernitana: Cosmi in bilico, rischia già contro il Potenza
Il caldo torrido, gli infortunati messi in fila nel pallottoliere, il calciomercato sul banco degli imputati. E, poi, casomai, tra qualche partita verranno inseriti nell’elenco anche le zanzare, i ragni violino, le zolle del campo, gli arbitri, il sistema che ce l’ha con noi, i gombloddi e i “noncelovoglionodire”.
Ora, la Salernitana, da più di un anno (ben prima dell’avvento di Cosmi) alla ricerca di una propria identità anche tattica (adatta, volendo, il più possibile anche alla serie C, dove risiede per la seconda stagione consecutiva), avrà sicuramente più di un rimpianto per la mancata vittoria nel derby contro la Cavese, ma non può campare di un alibi dietro l’altro, per le sue prestazioni spesso inguardabili, talvolta discutibili, talvolta indecifrabili, con risultati che continuano a non arrivare.
Con 2 punti in tre giornate e a -7 dall’attuale trio in testa (Picerno, Potenza e Sorrento), la Bersagliera resta ancora una squadra né carne, né pesce, con le energie mentali che, nel massimo picco, non incidono in modo così deciso, e nel fisiologico “declino”, (quei naturali momenti di black out, che possono avvenire durante i match) possono portare più facilmente a distrazioni e disattenzioni e ad un’incapacità sistematica di reagire di fronte alle difficoltà.
E’ più di un campanello d’allarme, quello che bussa forte, in casa Salernitana. Di fronte a tutto questo, con l’aggiunta della “patata bollente” Lescano scoppiata per il mancato schieramento del prolifico bomber argentino nell’undici iniziale della scorsa domenica, l’errore più grande che la società potrebbe commettere sarebbe quello di scaricare tutte le responsabilità su Serse Cosmi.
Esistono peccati mortali originali, esistono colpe, esistono sbagli che possono capitare e Cosmi non è immune da essi.
Ma ne esiste uno su tutti di peccato originale e si trova nel vertice della piramide: la società dove vuole andare? Qual è il suo scopo, in questo momento? E’ questo che non s’è proprio capito.
Dalla scala alimentare granata sembra più che, alle legittime spiegazioni da fornire alla piazza dei tifosi (che, a fine partita, hanno affondato la squadra con una colonna sonora di fischi), non si veda l’ora di trovare un acquirente per vendere.
E, intanto, tra tuoni e fulmini, s’imbarca acqua da tutte le parti, con la panchina di Cosmi a rischio e appesa al filo già nel match di venerdì sera contro la capolista Potenza.
Ma non può essere Cosmi il capro espiatorio di una programmazione che si fa fatica a intravedere e di un’unità di vedute con il direttore sportivo Faggiano che tutto appare tranne che unita.
Se prendi un mister che sai come gioca (perché, si presuma, tu ti sia informato) e quali uomini adeguati vorrebbe per il suo modo di giocare (perché, si presuma, li abbia chiesti) e poi questi calciatori, come dire, arrivano, non arrivano “e poi vediamo”, probabilmente non è affatto Cosmi il colpevole principale di questa situazione.
Per lo meno, non l’unico. Tanti i fantasmi di questa Salernitana.
Che ad essere scacciato non sia solo chi s’è impegnato per provare a dare una scossa all’intero ambiente.
(Foto: Depositphotos)
