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Tre cose su….Benevento-Audace Cerignola
SINCERAMENTE
Mezzo passo falso per il Benevento in una coincidenza di risultati favorevoli ad avanzare in classifica.
Mezzo passo indietro se consideriamo che fino a dieci minuti dalla fine si trovava in vantaggio di un gol col minimo sforzo e di fronte non aveva l’Inter, ma una coriacea e coraggiosa Audace Cerignola che ha fatto quello che ha potuto per arrivare dalle parti di Paleari. Finchè non gli è stata servita su un piatto d’argento l’occasione d’oro della vita.
Che ha sfruttato. Dietro la lavagna soprattutto l’atteggiamento dei giallorossi nella ripresa, che è apparso rinunciatario e che ha consentito al Cerignola di raccogliere un pari davvero insperato. “Sinceramente” è andata male!
RICOMINCIAMO TUTTO
Nei mille volti della squadra di Auteri, criticità che nella consueta conferenza stampa il tecnico ha ben sottolineato, è stato proprio l’atteggiamento di attesa che la partita finisse a condannare i giallorossi a non raccogliere 3 punti fondamentali.
La parola d’ordine che sembrava si fossero dati in campo era di addormentare la gara nel reparto arretrato, non costruire a centrocampo e quelle palle che arrivavano girarle a tutti i costi agli esterni, destra o sinistra che fosse, e subito telefonare al numero di chi accorreva in area. Connessione che a volte si prendeva, ma più spesso no.
Ma non per stanchezza.
La squadra non è appara stanca e neanche svogliata. Insomma quella di difendere esclusivamente il vantaggio è stata una precisa scelta dei calciatori. Risultato? Possesso palla inferiore, palle perse come se non ci fosse un domani e numero totale dei tiri in porta 5, per una prestazione incolore e, a tratti, surreale.
Il massiccio turn-over ha influito? Certo che, con otto punte di diamante tutte in panca, è un bel rischio da assumersi e, indubbiamente, il livello di gioco nel ritmo e nel possesso cambia. Ma, nonostante ciò, il Benevento è rimasto in vantaggio fino a dieci dal termine.
Un particolare non di poco conto. Domenica sera sarà la grande prova del fuoco: ricomincia tutto dal big-match a Picerno.
CASA MIA
Carmelo Imbriani, l’indiscusso e amato capitano giallorosso dal 2006 al 2009, nel vedere da lassù il puntuale e commovente omaggio tributatogli dai suoi tifosi nel giorno in cui cadeva l’anniversario della sua morte, può ben dire da dove si trova in questo momento, parafrasando la canzone di Ghali, che “quella di Benevento è casa mia”. E casa sua lo è stata e lo è tuttora.
Undici anni fa la scomparsa. Soprattutto la curva l’ha ricordato con il coro toccante ed emozionante, che quando si ripeteva alzava sempre più il volume dei decibel, “Carmelo vive con noi”.
Un’intonazione che, cacciando fuori tutta la voce in gola, non è solo un coro, ma una certezza. A partire dall’essere riuscito a lasciare ai posteri un bellissimo ricordo di sè.
Quello di un capitano, di un allenatore, di un uomo che, nell’andarsene troppo presto, ha trasmesso segni di bene agli altri, soprattutto nella semplicità della sua bontà, gentilezza, generosità.
