Angolo del tifoso
ANGOLO MILAN – Illusionisti e colli di bottiglia
Nella partita decisiva dentro-fuori per la corsa Champions, il Milan si scioglie e, senza mai giocare una partita degna della posta in gioco, perde contro una Lazio agguerrita e affilata come una lama.
La line-up iniziale vedeva schierati tutti i titolari, con la sola assenza di Ibrahimovic, sostituito da un Mandzukic si volenteroso ma mai in partita e in condizione.
La prima occasione è per gli ospiti, Reina si oppone e appena un minuto dopo sará Correa a entrare in area avversaria e beffare Donnarumma con un tocco sporco ma efficace.
La reazione del Milan tarda a venire, i rossoneri accusano il colpo, la Lazio dimostra di aver capito la lezione della partita persa contro il Napoli e chiude lo sportello dei regali. Ha sete di vendetta e i quattro difensori di Pioli avranno il loro ben da fare per fermare l’attacco biancoceleste, da subito con una marcia in più. Milinkovic crea, Luis Alberto ricama e Correa e Immobile la buttano dentro. Il pericolo con questi due è sempre in agguato, e si vede.
La squadra sembra scarica, molto imprecisa. Continui passaggi sbagliati e in controtempo e mai una verticalizzazione come si deve. Un passaggio è troppo corto, uno è troppo lungo, uno è troppo avanti e un altro troppo indietro. Nessun coraggio sotto porta e nessuna velocitá di manovra, qualche pallone buttato in avanti aspettando che si accenda Rebic dal torpore in cui sembra immerso. O che Theo Hernandez dia segnali di presenza.
Pessimo il francese. Da gennaio a oggi mai in condizione, ben quattro mesi in vacanza senza mai uno squillo. Troppo anche per lui, che di castagne al fuoco ne ha tolte tante, e tante volte. Pessima la sua leggerezza, la sua imprecisione ai limiti della complicitá. È lo specchio del momento, proprio lui che è stato lo specchio di una squadra capace di sorprendere.
Eppure non può essere così buio all’improvviso. Non si può cadere nel tranello Inferno-Paradiso. A ben vedere e a mente lucida, un elemento importante sul campo c’è e non si può non notare. Da giugno 2020, ossia dalla ripresa in seguito alla sosta forzata causa Covid-19, il Milan non si è mai fermato. Solo due settimane in estate e una settimana in inverno. Gioca da agosto, avendo dovuto affrontare il turno preliminare di qualificazione all’Europa League e ad oggi, aprile 2021, non si possono non riconoscere gli effetti di questo tour de force. Se persino Kessie comincia ad arrancare giá al 60’ allora davvero il problema fisico è ben più grande e, soprattutto, non è da confondere con lo scarso impegno.
Il collo della bottiglia è sempre stretto e adesso ancora di più: sembra debba passarci un elefante appesantito come questo Milan. Pioli non è un illusionista ma dovrá anche lui fare qualcosa in più per non mandare in rovina una qualificazione in Champions che sembrava cosa sicura fino a poche settimane fa.
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