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Angolo del tifoso

ANGOLO SPEZIA – Dieci ragazzi

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Ancora un partita giocata in dieci, l’ennesima di questo campionato.

Per dirla alla Battisti: “dieci ragazzi per me, posson bastare”. Testo e musica di Vincenzo Italiano, che ancora una volta dimostra di essere un valido maestro nel dirigere un gruppo di giocatori che non si emoziona sui palcoscenici della massima serie e che sa interpretare ottimamente lo spartito.

Nonostante la stecca iniziale di Vignali – esuberanza scusabile, dettata anche dalla mentalità aggressiva che il mister ha inculcato ai suoi e ingigantita​ dalla percezione televisiva che il Var utilizza – i motivi per applaudire la prestazione degli aquilotti ci sono tutti.

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“Uno lo voglio perchè, sa bene ….” impostare.

Agoume è il giocatore rivelazione di questa e delle ultime partite: dirige sapientemente il gioco e smista con saggezza ogni pallone. Capace di accelerare e rallentare il ritmo a seconda delle situazioni, riesce a tenere a bada Segre e Linetty.

“Capelli biondi da accarezzare”: quelli di Estevez, lanciato nella mischia per dare muscoli e forza e che si sdoppia in due nell’aiutare Maggiore sulla fascia destra e nel difendere al centro. Non sazio, l’argentino cerca di dare manforte all’attacco, provando anche la conclusione.

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“Uno lo voglio perchè, ancora non sa cos’è …” il timore. Piccoli, il gigante col viso da bambino che lotta senza paura contro tutta la difesa granata. Sembra un drago sputa fuoco e per poco non incenerisce Sirigu, che rischia di bruciarsi i guantoni per parare la sua conclusione nel primo tempo.

Un primo tempo che ha visto le conclusioni pericolose di Gyasi, un paio di secondi prima di quella di Piccoli e, di Pobega, sempre bravo a salire in coffa per vedere​ come e dove colpire gli avversari.

Passano i minuti ma le uniche occasioni sono proprio quelle dello Spezia. Provedel potrebbe anche andare a farsi un giro al Museo Egizio per approfittare della visita a Torino in pulman con i suoi compagni di scuola, tanto è lenta la manovra del Torino.

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Quando anche Giampaolo si accorge di essere in superiorità numerica, il tecnico abruzzese inserisce Zaza in attacco per sconfiggere la solitudine di Belotti, ma il gioco del Torino non ne beneficia.

Tanto alto è il pressing dei giocatori aquilotti, che per poco Marchizza non trova il goal del meritato vantaggio.

Nonostante tutti noi tifosi aspettassimo una distribuzione più equa dei cartellini gialli da parte del direttore di gara, le nostre speranze di poter assistere a una gara giocata in parità numerica vengono comunque compensate dalla soddisfazione di vedere uno Spezia che non arretra di un centimetro.

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Tutti sono pronti nel dare una mano al compagno e ad appoggiare a turno le azioni in attacco. Solo al novantesimo il Torino riesce a rendersi davvero pericoloso col palo di Ansaldi, ma è un palo che non fa paura.

Per il resto, solo altri quattro minuti di cross in area dove Terzi, Chabot e Provedel riescono sempre a disinnescare gli attaccanti granata.

Un buon punto che fa bene alla classifica e consente di respirare una buona aria, fatta di certezze legate al gioco​ e al carattere di un gruppo straordinario di persone.

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