Nazionali
STORIE MONDIALI – A novanta minuti dall’eternità
Ogni Mondiale lascia in eredità una storia destinata a sopravvivere al tempo. In Russia, nell’estate del 2018, quella storia porta i colori biancorossi della Croazia.
Una nazione di poco più di quattro milioni di abitanti si presenta ai nastri di partenza senza il peso delle favorite. Le attenzioni sono tutte rivolte alla Germania campione in carica, al Brasile di Neymar, all’Argentina di Messi e alla Francia di Mbappé.
Eppure, partita dopo partita, la squadra guidata da Zlatko Dalić riesce a spingersi dove nessuna selezione croata era mai arrivata.
La generazione d’oro
La Croazia può contare su una delle migliori generazioni della propria storia calcistica. Luka Modrić è il leader tecnico della squadra, affiancato da Ivan Rakitić, Marcelo Brozović e Ivan Perišić. In attacco l’esperienza e il carattere di Mario Mandžukić rappresentano un punto di riferimento fondamentale, mentre tra i pali Danijel Subašić offre sicurezza ed esperienza.
Una squadra completa, costruita attorno a giocatori protagonisti nei migliori club europei e pronta a raccogliere l’eredità della storica nazionale che conquistò il terzo posto nel Mondiale del 1998.
Un girone dominato
L’esordio contro la Nigeria regala subito tre punti preziosi. È però nella seconda partita che la Croazia mostra al mondo le proprie ambizioni.
Contro l’Argentina di Lionel Messi arriva una prestazione straordinaria. Rebic porta avanti i croati approfittando di un errore del portiere Caballero, Modrić trova un magnifico gol dalla distanza e Rakitić chiude definitivamente la gara nel finale.
Il 3-0 contro l’Albiceleste è uno dei risultati più sorprendenti dell’intera competizione.
La successiva vittoria contro l’Islanda consente alla Croazia di chiudere il girone a punteggio pieno, confermandosi tra le squadre più convincenti del torneo.
Ottavi e quarti di finale
Agli ottavi di finale l’avversario è la Danimarca. Dopo appena quattro minuti il risultato è già sull’1-1 e da quel momento la partita si trasforma in una lunga battaglia.
Nei supplementari Modrić fallisce un calcio di rigore che avrebbe potuto evitare la lotteria finale, ma dagli undici metri emerge tutta la forza mentale della squadra.
Subašić diventa l’eroe della serata e regala ai croati la qualificazione.
Nei quarti di finale contro la Russia padrona di casa la storia si ripete. Dopo 120 minuti combattutissimi, la sfida viene nuovamente decisa ai rigori.
Ancora una volta la Croazia mantiene il sangue freddo e conquista una storica semifinale.
La semifinale della storia
A Mosca l’ultimo ostacolo verso la finale è rappresentato dall’Inghilterra. La partita si mette subito in salita per i croati. Dopo appena cinque minuti Kieran Trippier porta avanti i Tre Leoni con una splendida punizione.
La Croazia però non si scompone.
Nel secondo tempo Ivan Perišić trova il gol del pareggio e trascina la sfida ai supplementari. Quando i rigori sembrano ormai inevitabili, Mario Mandžukić controlla un pallone vagante in area e supera Pickford con un preciso diagonale.
È il gol che cambia la storia del calcio croato. Per la prima volta la Croazia raggiunge una finale mondiale.
La finale
Il 15 luglio 2018, allo stadio Luzhniki di Mosca, la Croazia affronta la Francia. I croati arrivano all’appuntamento dopo tre partite consecutive terminate oltre il novantesimo minuto. Le energie non sono più quelle dei giorni migliori, ma la squadra continua a lottare con orgoglio.
La Francia passa in vantaggio grazie a un’autorete di Mandžukić, ma Perišić ristabilisce immediatamente l’equilibrio. Nella ripresa, però, la maggiore freschezza dei francesi fa la differenza. Griezmann, Pogba e Mbappé indirizzano definitivamente la sfida verso il 4-2 finale.
Il sogno mondiale si interrompe a un passo dal traguardo.
Una nazione che ha vinto comunque
Nonostante la sconfitta, la Croazia lascia la Russia tra gli applausi di tutto il mondo. Una nazione giovane, nata dalle difficoltà e dalle ferite della guerra, è riuscita a sfidare le più grandi potenze calcistiche del pianeta arrivando a novanta minuti dal titolo mondiale.
Luka Modrić viene premiato come miglior giocatore del torneo, simbolo perfetto di una squadra che ha saputo unire talento, sacrificio e spirito di appartenenza.
La Croazia non ha alzato la Coppa del Mondo. Ha però conquistato qualcosa che nessuno potrà mai toglierle: un posto nella storia del calcio.
Perché alcune squadre vengono ricordate per ciò che vincono. Altre per le emozioni che riescono a regalare. La Croazia del 2018 appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
(Foto DepositPhotos)
