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Terremoto in casa Roma, Ranieri ai saluti

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Gasperini Ranieri Roma
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La Roma attraversa ore ad altissima tensione. È infatti imminente l’interruzione del rapporto tra il Ranieri e il club capitolino, epilogo di circa due settimane di attriti — pubblici e privati — con Gasperini arrivato in estate nella Capitale per inaugurare un nuovo ciclo tecnico pluriennale.
Una crisi nata lontano dai riflettori, cresciuta attraverso dichiarazioni incrociate e culminata oggi con una scelta societaria destinata a cambiare gli equilibri interni della Roma.

Il primo botta e risposta tra Gasperini e Ranieri

La frattura emerge alla vigilia della partita contro il Pisa del 9 aprile, quando Gian Piero Gasperini decide di esporsi pubblicamente criticando la strategia di mercato del club. Il tecnico sottolinea come, prima di cedere o rivoluzionare una rosa, sia fondamentale comprendere il valore degli innesti. Il riferimento ai circa trenta giocatori arrivati alla Roma, con pochi realmente utilizzati, appare come una critica diretta alla programmazione sportiva.

Pur evitando accuse esplicite, il messaggio è chiaro: secondo Gasperini servirebbe una maggiore selezione qualitativa piuttosto che un ricambio numericamente elevato.
Le parole dell’allenatore aprono immediatamente un caso mediatico.

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La risposta di Claudio Ranieri arriva il giorno successivo e non lascia spazio a interpretazioni morbide. Il dirigente ricorda come la scelta dell’allenatore sia stata condivisa dalla società dopo diversi tentativi estivi e ribadisce che tutti i giocatori acquistati erano stati approvati dal tecnico. Ranieri difende il lavoro svolto e chiarisce di non voler ricoprire il ruolo di garante personale di nessuno, segnando così il primo vero strappo pubblico.

Le versioni opposte sul mercato

Nei giorni successivi Gasperini prova a riportare la discussione su toni meno conflittuali. Sottolinea di non avere lamentele specifiche sui calciatori e ribadisce di aver avuto libertà decisionale, soprattutto sui profili meno conosciuti. Secondo il tecnico non sarebbe mai esistita una contrapposizione diretta con Ranieri, ma soltanto difficoltà operative che hanno portato alla situazione attuale.

Nonostante il tentativo di ridimensionare lo scontro, il clima resta freddo. Le dichiarazioni dei due protagonisti mostrano visioni differenti sul progetto tecnico: da una parte l’allenatore orientato alla costruzione progressiva della squadra, dall’altra la dirigenza impegnata a difendere le scelte strategiche della società. La distanza tra le parti, ormai evidente, continua ad alimentare indiscrezioni e tensioni interne.

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Il nuovo sfogo prima dell’Atalanta

Il 17 aprile, alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, Gasperini torna sull’argomento spiegando come l’intervista rilasciata da Ranieri lo abbia colto completamente di sorpresa. L’allenatore racconta di non aver mai percepito, nei mesi precedenti, toni diversi nei rapporti personali e professionali con il dirigente.

Da quel momento, afferma, la sua priorità è stata evitare ulteriori polemiche per non danneggiare la squadra e il pubblico. Gasperini evidenzia come l’attenzione dovesse restare sulla partita e sugli obiettivi sportivi ancora raggiungibili, spiegando di aver scelto il silenzio nonostante le numerose critiche ricevute durante la settimana.

Le sue parole contribuiscono però ad aumentare la percezione di una frattura ormai difficilmente ricomponibile.

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Il climax: le parole sulla lealtà e la decisione dei Friedkin

Il punto di rottura definitivo arriva oggi. Claudio Ranieri interviene nuovamente sottolineando come la lealtà rappresenti il valore più importante, sia nei confronti dei tifosi sia verso la proprietà che sostiene economicamente il progetto.

Poco dopo arriva lo sviluppo più clamoroso: la famiglia Friedkin decide di confermare la centralità del progetto tecnico affidato a Gian Piero Gasperini, aprendo alla separazione con il senior advisor. Una scelta che appare come la conclusione dell’aut aut interno maturato negli ultimi giorni.

(Foto: Depositphotos)

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