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E’ l’anno della Strega: incredibile la cavalcata del Benevento verso la serie B

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Vigorito Benevento
Tempo di lettura: 3 minuti

A Salerno, il Benevento strega la Salernitana; a Benevento, in un parco pubblico, scoppia la festa e il conseguente carosello di auto, per le vie della città, per il ritorno in serie B dei giallorossi nel pomeriggio di Pasquetta.
Un’esplosione di gioia spontanea e istintiva. I giallorossi sono ebbri di gioia per un traguardo atteso da tre anni. Certo, non era scontato.

Ma le intenzioni e, soprattutto, la pianificazione del tutto portava a quella freccia verso la B. A volte in salita, a volte irta di ostacoli e ingarbugliata di spine da dipanare. Non è stato facile.

Ripartire, ricostruendo almeno due squadre diverse in questi tre campionati, cambiando il designato Auteri due volte (ma quella dell’anno scorso andò maluccio) e coronando così un sogno, frutto di passione (quella del presidente Vigorito, in primis, anche il primo a continuare a credere nel progetto, investendo soldi su soldi, ma anche l’entusiasmo dei tanti tifosi è stato trascinante e coinvolgente per i calciatori), lavoro, dedizione e costanza.

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E’ andata bene in questa stagione, promuovendo Floro Flores dalla Primavera alla guida della prima squadra (alla primissima esperienza) e non abbattendosi al primo reale momento nero di difficoltà a Cosenza. Prontamente superato con una reazione da oscar del calcio, con la cinquina casalinga alla Salernitana.
Da lì, una cavalcata senza precedenti, tra gol che piovevano e l’attesa col contagocce dell’aritmetica certezza della promozione, che ha fatto non poco sudare.

Invincibile macchina da gol

Alzi la mano chi dava per scontato che, dopo un terzo posto nel 2023/2024 (uscì alle semifinali con la Carrarese) e un sesto piazzamento nel 2024/2025 (venne sbattuta fuori dalla Juventus Next Gen al primo turno), il Benevento si sarebbe rimesso in carreggiata non per lottare o sgomitare, ma per vincere e finanche dominare? Vero che, ad inizio stagione, era data tra le favorite.
Ma i dubbi e i punti interrogativi frullavano non poco in testa.
Vigorito e la società tutta sono riusciti a mettere (anzi a rimettere) in piedi una corazzata tutta corsa, spregiudicatezza ed efficacia (decisivo ed efficace il killer instinct dei vari Tumminello, Salvemini e Manconi, i bomber giallorossi che hanno raggiunto la doppia cifra con ben 13 gol ciascuno), ma anche con un signor centrocampo capace di far filtrare pochissimo dall’esterno, se non la luce di cui brillano Maita e Prisco.
Come non citare, poi, Lamesta, miglior assistman della categoria con 15 passaggi decisivi e 9 cioccolatini siglati, e il difensore goleador Pierozzi, con all’attivo ben 7 reti? E che dire di Mignani? Non titolarissimo, ma ha inciso comunque con ben 8 reti.

Insomma, chiaramente i meriti e la gloria vanno divisi tra tutto il gruppo: realizzare 71 reti in un girone infernale come quello C della serie C (il miglior attacco dell’intera categoria) non è possibile, se non è tutta la squadra a girare come una pazza creativa tale da sfornare azioni e conclusioni da qualunque tipo di distanza.

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Una macchina da gol costruita da tanti segugi della rete, che fiutano la preda e trovano il modo di stanarla, prima, e abbatterla, dopo. E ciò è sempre avvenuto con l’apporto decisivo di interpreti diversi.

Tra l’altro, a tre giornate dal termine, con 17 risultati utili di fila e anche con la seconda miglior difesa del girone, quella del Benevento resta la striscia positiva più lunga di tutta la Serie C.
Una squadra forte e completa, che ha dominato il torneo. Su questo non c’è nulla da obiettare, francamente. Soprattutto il reparto avanzato ha funzionato alla grande.

E’ finalmente serie B!

ll Benevento, dunque, tornerà a calcare i campi della serie B dopo tre anni. Ieri pomeriggio ne ha fatte le spese la Salernitana, scivolata al quinto posto, che stava mantenendo le redini di uno 0-0 domestico, pur subendo in lungo e il largo il dominio giallorosso. Probabilmente, fin da adesso, la testa andrà al pianificare un mercato che dovrà sistemare assetti ed equilibri, ed essere competitivo per la serie cadetta.
Ma, adesso, è l’ora della festa. Meritata, non c’è che dire. Più che meritata.
Dopo la retrocessione dalla B, il primo anno in C indubbiamente aveva affascinato, con la carezza del sogno di tornare nel secondo Olimpo calcistico italiano, il secondo aveva decisamente stordito, ma il terzo è stato l’anno della Strega.

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Nu juorno buono, come canterebbe Rocco Hunt.

(Foto: Depositphotos)

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