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PREPARTITA ITALIA – 90 minuti attesi da 12 anni

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Kean Retegui Italia
Tempo di lettura: 3 minuti

24 giugno 2014. Una data che 12 anni fa in Italia pensammo potesse passare alla storia per il morso di Suarez su Chiellini e per la deludente spedizione in Brasile targata Cesare Prandelli. Nessuno poteva immaginare che potesse invece essere l’inizio della fine. O forse sì.

Le avvisaglie c’erano tutte: pochi investimenti sui vivai, poco talento e poca programmazione. Ed ecco che 12 anni dopo ci ritroviamo a reputare la partita della vita quella di domani contro la Bosnia, perché nel mezzo ci sono state due mancate partecipazioni. Evento mai successo nella storia del nostro paese.

Nessuna alternativa

I dubbi e le preoccupazioni per una terza mancata partecipazione consecutiva sono però da spazzare via. Il ghiaccio infatti è stato già rotto contro l’Irlanda del Nord e adesso c’è un ultimo gradino da salire prima di staccare il tanto agognato pass per l’America. Il ct Gattuso sa bene cosa significhi caricarsi sulle spalle il destino di un’intera nazione, ma è proprio questa adrenalina e questa voglia d’azzurro che lo ha spinto a prendere in mano la patata più bollente possibile.

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In questo senso domani non ci saranno alternative alla vittoria. Se da un lato infatti la Bosnia ha poco da perdere (unica partecipazione nel 2014), dall’altro lato invece gli azzurri hanno tutto in gioco. La carriera, la possibilità di fare la prima presenza ad un mondiale e anche la chance di mettere un tassello per una eventuale rinascita del calcio italiano. Troppo spesso negli ultimi quest’ultimo è stato sopraffatto da paesi che fino a qualche anno fa erano calcisticamente inferiori.

Per fare tutto ciò bisognerà mettere in Bosnia tutto quanto si è visto nel secondo tempo di giovedì scorso. Ritmo, voglia, qualità e soprattutto quel pizzico di sfrontatezza necessario. D’altra parte di fronte ci sarà una nazionale 75esima nel ranking FIFA, da rispettare sicuramente ma non da temere.

Le caratteristiche della Bosnia

La nazionale che fu di Pjanic e che adesso è capitanata dall’eterno Dzeko è certamente un avversario alla portata, ma con caratteristiche che l’Italia ha dimostrato di poter soffrire. Rispetto al Galles infatti i bosniaci giostreranno il match ad un ritmo più simile a quello dell’Irlanda del Nord. Grande compattezza dietro, poco dinamismo e poca velocità.

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Un modo di interpretare la gara che da un lato faciliterà gli azzurri poco inclini ai ritmi forsennati in stile Premier League del Galles, ma che dall’altro potrà creare problemi soprattutto in mancanza di persone capaci di saltare l’uomo. Oltre a Dzeko ci saranno in più da tenere d’occhio calciatori con qualità. Da Alajbegovic, già acquistato dal Leverkusen, a Muharemovic, già conosciuto per il suo campionato al Sassuolo. Da non sottovalutare infine anche Demirovic, protagonista di un’ottima annata in Bundesliga condita da 9 gol e 2 assist.

Si giocherà nel piccolo catino di Zenica. Stadio obsoleto e ridotto a 8 mila posti, ma che saprà però creare un’atmosfera del tutto invisa agli azzurri. A maggior ragione dopo l’esultanza di Dimarco e compagni al momento della qualificazione dei bosniaci contro il più temuto Galles. La sfida dunque è aperta.

La probabile formazione dell’Italia

Venendo alle scelte di formazione, mister Gattuso appare improntato a confermare quelli che lo hanno portato a giocarsi la qualificazione in Bosnia. Tra i pali dunque Donnarumma che guiderà il 3-5-2 ormai ben conosciuto da tutti i giocatori. Il terzetto sarà ancora composto da Mancini, Bastoni e Calafiori, mentre la linea a 5 vedrà Politano e Dimarco larghi con Locatelli, Barella e Tonali in mezzo. Con l’ex Milan faro guida dopo il grande momento di forma mostrato tra Irlanda del Nord e Newcastle.

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In avanti potrebbe partire ancora la coppia Kean-Retegui, nonostante la forma dell’ex Atalanta sia più deficitaria rispetto a quella di Pio Esposito pronto a subentrare. Piccola curiosità: l’Italia partirà per Sarajevo solo oggi per via del terreno di gioco di Zenica degradato. Una eventuale rifinitura sul campo del match, dopo la recente nevicata, avrebbe infatti rischiato di deteriorarlo ancora di più.

(Foto:DepositPhotos)

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