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ANCHE MENO: Le pagelle di Catanzaro – Avellino 1-0

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Besaggio Avellino
Tempo di lettura: 4 minuti

Catanzaro – Avellino: 1 – 0

Sono sicuro che quelle interrogazioni infami, quelle da 3 fisso, capitavano sempre dopo partite del genere, con il professore di cattivo umore e tu che non avevi studiato niente.
Queste sono le sconfitte che ti restano appiccicate addosso. Quelle che ti fanno chiudere la giornata con la rabbia nello stomaco e quell’amaro in bocca che non va via nemmeno se ti finisci tutto il pandoro comprato in anticipo per Natale.

Ero sinceramente preoccupato per questa trasferta: squadra tosta il Catanzaro, quadrata, con individualità importanti in rampa di lancio e allenata da un tecnico preparato. Eppure l’Avellino non sfigura affatto. Anzi. Giochiamo a testa alta, alla pari, per lunghi tratti persino meglio. Il possesso palla è spesso della compagine di casa, ma le occasioni vere, quelle che fanno stringere i denti, le creiamo quasi sempre noi.

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I compiti a casa, soprattutto nella fase difensiva, stanno finalmente dando i loro frutti. La squadra è più compatta, più corta, più consapevole. L’inversione di tendenza sui gol subiti è sotto gli occhi di tutti. Peccato però per quelle amnesie che continuano a costarci carissime: in una di queste incassiamo l’ennesimo eurogol della stagione.

Brucia. Brucia tanto. Perché questa sconfitta non la meritavamo, soprattutto considerando un gol annullato che grida vendetta e una traversa che probabilmente sta ancora tremando.
Sabato torniamo al Partenio con qualche ferita aperta e sanguinante. Arriva un’altra corazzata: il Palermo di Pippo Inzaghi. Squadra carica, sazia di successi uno dietro l’altro. Toccherà sperare in un calo di tensione, o in qualche miracolo di Mamma Schiavona. Cose che, su quei gradoni, ho già visto accadere.

P.S.
Messaggio privato ai miei studenti che mi leggono: ripetete bene oggi.

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Le pagelle dell’Avellino

Daffara: 6,5

Vola, combatte e si immola con qualche uscita sicura che trasmette fiducia a tutto il reparto. Il ragazzo studia, cresce e migliora partita dopo partita. Se proprio vogliamo essere pignoli, sul gol subito appare leggermente indeciso: forse la palla la vede partire tardi e lo sorprende. Ma la prestazione resta ampiamente positiva.

Enrici: 6,5

Buona partita per Patrick. Difende con ordine e grande rigore di posizione, contribuendo – insieme ai compagni di reparto – a spegnere le principali fonti di gioco del Catanzaro. Sempre attento nelle letture, raramente fuori tempo, dà sicurezza all’intera linea difensiva. Si propone con continuità anche in appoggio al centrocampo e interpreta con intelligenza il ruolo del difensore moderno, accompagnando l’azione e facendosi trovare spesso nei pressi dell’area avversaria. Sul gol non ha alcuna responsabilità: la sensazione è che stia crescendo, con consapevolezza sempre maggiore.

Simic: 6,5

Annulla praticamente Iemmello. Gioca con personalità e carisma, guidando il reparto difensivo con sicurezza. Nel secondo tempo qualche uscita di troppo e qualche rischio evitabile abbassano leggermente il voto, ma resta – come spesso accade – uno dei migliori in campo.

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Fontanarosa: 6

Riproposto come braccetto nella difesa a tre. Sbaglia poco, quasi nulla, e mantiene una discreta disciplina tattica. Resta però quella sua imprevedibilità comportamentale che, in quella zona del campo, continua a mettermi una certa ansia.

Missori: 6,5

La solita partita dell’esterno biancoverde: tanta corsa, grande disponibilità al sacrificio e continui movimenti su tutta la fascia, sia in fase difensiva che offensiva. Questa volta manca il guizzo decisivo, il cross velenoso o la giocata che porta al gol, ma la prestazione resta solida.

Cancellotti: 6

Gioca senza paura, sempre a testa alta. Molta attenzione in copertura e qualche sgaloppata interessante. Serve però più spinta su quella fascia, ma l’anagrafe – da ultratrentenne – inizia inevitabilmente a presentare il conto.

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Palumbo: 6,5

Primo tempo di altissimo livello. Gioca tra le linee, trasporta palla e detta geometrie con qualità e intelligenza. È il collegamento costante tra difesa e attacco. Nel secondo tempo cala fisicamente e la prestazione ne risente. La sostituzione gli evita di arrivare completamente in debito d’ossigeno.

Kumi: 5,5

Prova sempre la giocata particolare: tacchi, veli, lanci arditi. Ci sono momenti in cui l’esibizione del talento diventa controproducente. Anche l’infortunio sembra figlio di questo continuo strafare e finisce per toglierci un elemento importante nello scacchiere dell’undici titolare. Questo voto non è una bocciatura, è uno sprone. Non va aggiunto nulla, anzi, va tolto. La parola d’ordine da oggi al rientro in campo è una sola: “Anche meno”.

Sounas: 7 (MVP)

Basta fare un giro sulle pagine social del Catanzaro Calcio per leggere rimpianti e nostalgia. Partita speciale per Dimitrios, bandiera e beniamino di entrambe le piazze. Oggi però veste il biancoverde e lo fa senza alcuna esitazione, incidendo con qualità, intelligenza e spirito di sacrificio. Gioca con la naturalezza di chi il calcio lo parla fluentemente. Se non fosse per quella maledetta traversa, avrebbe firmato l’ennesimo assist, l’ennesima pennellata di calcio vero. Un artista in questa specialità. E per continuità, personalità e abnegazione sta entrando di diritto, nella mia rosa ideale dell’Avellino di tutti i tempi.

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Biasci: 5

Ormai lo sappiamo: Biasci è l’uomo dei gol pesanti. Piede caldo, lucidità sotto porta. Ma ha un limite evidente: ha bisogno di qualcuno che lo metta in condizione, che gli serva il pallone perfetto. Senza, diventa evanescente. Primo tempo inguardabile. Nella ripresa entra con tutt’altro piglio: recupera palloni, crossa, attacca la profondità. Colpisce una traversa che grida ancora vendetta. E poi poco altro. Troppo poco.

Tutino: 5

Nel primo tempo è tra i più attivi dell’attacco irpino. Ci prova in tutti i modi, spesso a vuoto. Poi lentamente scompare, fino alla sostituzione. La pazienza – e le speranze – stanno finendo. Quelle urla d’incitamento rischiano presto di trasformarsi in urla di rabbia. E confesso che sto per mollare anch’io.

I subentrati dell’Avellino

Besaggio: 6,5

Entra e dà immediatamente qualità alla manovra offensiva. Il gol segnato era assolutamente regolare: annullarlo senza attendere nemmeno un check VAR è un’ingiustizia evidente. L’infortunio di Kumi può aprirgli spazio: va sfruttata al massimo questa occasione.

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Russo: 5

Il jazz è meraviglioso quando sorprende con ritmo e genialità. Ma quando manca il tempo giusto diventa una sequenza infinita di virtuosismi inutili. Prendo in prestito le parole di un grande filosofo contemporaneo, Alex Drastico:
“Un minuto, due minuti, tre minuti… poi rompi i coglioni, va.”

Patierno: 5

Fa a spallate con tutti senza mai riuscire a toccare un pallone giocabile. Personalità indiscussa, ma oggi poco altro. Domenica prossima è la sua partita: lo sa lui, lo sappiamo noi. È già proiettato lì.

Crespi: s.v.

Che lotti e si sbatta come un indemoniato è fuori discussione. Che la categoria sia quella giusta, invece, è tutto da discutere. Un prestito in Serie C potrebbe rivelarsi molto utile per la sua crescita.

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(Foto: Depositphotos)

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