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Fiorentina, allarme in porta: De Gea in crisi e numeri difensivi da incubo
La Fiorentina continua a sprofondare in classifica e, dopo quattordici giornate senza neppure una vittoria, un tema sta emergendo con forza: la porta viola non è più protetta come un tempo.
La squadra di Vanoli ha incassato ventiquattro gol in quattordici partite, risultando la seconda peggior difesa del campionato. I soli due clean sheet ottenuti, l’ultimo dei quali risalente al 28 settembre contro il Pisa, evidenziano una fragilità crescente che coinvolge l’intero reparto arretrato ma che chiama in causa anche David De Gea, apparso irriconoscibile rispetto alla scorsa stagione.
Nell’ultima partita contro il Sassuolo, giocata al Mapei Stadium, il tecnico ha scelto di proteggere il gruppo, liquidando le critiche allo spagnolo con un “oggi non c’è Tizio, c’è la Fiorentina”. Tuttavia, sia il tiro di Volpato che ha portato all’1-1, sia la mancata uscita sull’inserimento di Muharemovic, hanno confermato difficoltà che ormai da settimane si stanno manifestando in modo evidente.
Le due reti subite contro la formazione emiliana rappresentano infatti un campanello d’allarme chiaro: gli errori non sono casi isolati, ma parte di una tendenza pericolosa.
Il tiro dalla distanza è diventato una delle principali criticità del portiere iberico. Il gol di Volpato si aggiunge a quello di Leao contro il Milan e a quello di Kostic contro la Juventus, situazioni nelle quali la reattività e la lettura del portiere non sono state all’altezza. A questi episodi si sommano la mancata presa su Luperto nella gara inaugurale contro il Cagliari, la rete subita sul primo palo da Addai nel match contro il Como e la smanacciata inefficace che ha favorito il gol di Colombo nella sfida contro il Genoa. Tutti segnali di un rendimento crollato in modo drastico.
Anche i numeri confermano il momento negativo. Se nella scorsa stagione, dopo quattordici giornate, la Fiorentina aveva incassato solo dieci reti e registrato sette clean sheet, oggi la situazione è radicalmente diversa. La differenza tra gol subiti e gol attesi, che un anno fa era sostanzialmente neutra, è ora salita a +2.3, valore che indica come De Gea abbia subito più gol rispetto a quelli che il modello statistico suggerirebbe. Parallelamente, la percentuale di parate è precipitata dall’87,1% al 70,4%, evidenziando una perdita di efficacia che si riflette sulla solidità complessiva del reparto.
Anche nelle uscite e nella gestione dei cross si nota un peggioramento sensibile. Se la scorsa stagione intercettava il 3,6% dei traversoni, oggi si è scesi all’1,6%, meno della metà. Perfino il gioco con i piedi mostra un’involuzione, con la precisione nei lanci lunghi passata dal 47,3% al 33,7%. Tutti questi dati, letti insieme, compongono la fotografia di un portiere in difficoltà, la cui flessione sta contribuendo in modo determinante alla crisi della Fiorentina.
Il club viola, ultimo in classifica e ancora a secco di vittorie, non può permettersi ulteriori passi falsi. Ritrovare stabilità tra i pali non è più solo un obiettivo, ma una necessità urgente per provare a invertire una stagione che fin qui ha mostrato soltanto ombre.
Se De Gea tornerà ad essere il punto di riferimento affidabile della scorsa annata, la Fiorentina avrà una possibilità di risalita; in caso contrario, la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente.
(Foto: Depositphotos)
