News
Salernitana: Paura Villa, la testa è dura e meno male…
Uno scatto rapido, un colpo sordo e, infine, un rumoroso tonfo.
Tutti a pregare, in quegli inesorabili giri di lancetta, che quel perdurare nel rimanere steso non fosse così grave, ma solo frutto dello scontro, farina del sacco della botta presa e data nel duello, conseguenza del pesante impatto, magari, fantasiosamente, di un minuto speso a terra in una simulazione.
Niente di tutto questo. Il frontale di testa accidentale o, se preferite, la testata frontale tra Villa della Salernitana e Piovanello del Crotone, che nei primissimi secondi lasciava presagire che ad aver avuto la peggio fosse stato il centravanti dei calabresi, ha lasciato un segno traumatico non solo in Villa, che ha anche perso i sensi per qualche minuto prima di riprenderli, ma anche in tutti noi che abbiamo visto quei flash. Anzi, sembrava fosse passato di lì proprio Flash, per quanto velocemente s’è svolto il tutto.
A mille all’ora, con il cuore che correva all’impazzata e quattro dannatissimi e interminabili minuti, dopo, per capire se il giovane esterno di Segrate sarebbe uscito cosciente dal campo. Compagni di squadra giustamente preoccupati e spaventati, Donnarumma impazzito dal dolore, scioccato e turbato a tal punto da andare a prendere lui la barella, non accorgendosi che, prontamente, era stata presa.
Una volta sulla barella, Villa, è apparso da subito cosciente, segno che il pericolo era scampato e che i volti spaventati e impotenti potevano, finalmente, lasciare spazio alla speranza. Ma, da quel momento, anche se la paura era passata, si attendeva il responso degli esami: trauma cranico e una ferita lacero-contusa al labbro.
L’atmosfera non è stata più la stessa. Il giocatore aveva ripreso conoscenza, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti. La fatalità di quello scontro di gioco, in pochi istanti, aveva tolto il respiro a compagni, avversari, tifosi, arbitri vari, dirigenti, magazzinieri. Soprattutto per la paura di non vederlo mai più, il nuovo idolo delle folle di Salerno.
E’ un vero e proprio gioiellino in campo, Luca Villa, arrivato quest’anno alla Salernitana dal Padova, le azioni più decisive della squadra, fin qui, hanno sempre avuto lui, come protagonista diretto o divino ispiratore. Non a caso, una volta fuori dal campo, come metronomo tecnico di garanzia, prudente tattico e spregiudicato in velocità e grinta, la Salernitana ha balbettato più di altre volte.
Il suo impiego o meno segna la differenza che c’è tra un istrice, come mamma l’ha fatta, e un istrice menomata, mutilata degli aculei. Non che la Salernitana brilli sempre di luce splendente con il suo apporto (forse, per Raffaele, sarebbe finalmente ora di prendere un po’ d’appunti sulle cose che non vanno). Ma la sua assenza si nota, è pesante e determinante.
Avremmo perso un giovane di 26 anni, nel fior fiore degli anni, un campione, uno dalla testa dura, come s’è definito lui dall’ospedale.
E meno che male che è dura. Che sia il segreto delle sue prestazioni?
(Foto: Depositphotos)
