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ANGOLO NAPOLI – Perché volete esonerare Conte?

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Napoli Conte
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ANGOLO NAPOLI – Perché volete esonerare Conte?

Lunedì 10 novembre. Mattina. Ti svegli, ti metti a computer ed all’improvviso i social sembrano una macchina del tempo. Non capisci come ma ti ritrovi nel novembre del 2023.

Esonero. Gente ovunque che parla di esonero. Hai ancora negli occhi il secondo gol del Bologna e stai lì ad interrogarti sulla sequenza fallo subito-reazione-giallo-punizione contro che ti ha disorientato ieri pomeriggio. Ed invece intorno a te sembra il day after della prodezza di Kovalenko.

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Pe carità, non sono mai stato un fan dell’esonero a campionato in corso. Preferirei schiantarmi dando fiducia a chi ha iniziato il percorso piuttosto che sprofondare nell’abisso di una squadra che passa di mano in mano. Ma io ero contrario anche all’esonero di Garcia. Sarà colpa delle mie idee che vedono il cambio allenatore come una sorta di eutanasia che serve alle società per non far arrabbiare troppo i tifosi. Poi è naturale che c’è caso e caso. Di Matteo vinse la Champions. Nicola ti salva le squadre dalla retrocessione. Ma non mi sembrano questi il caso del Napoli.

E questo perché quello che mi manda in confusione è proprio l’unanimità di questo coro che invoca l’esonero, ed io che invece non capisco da dove nasca questa pretesa. Solo 2 punti dal primo posto in campionato, una qualificazione in Champions ancora aperta, una rosa che adesso sta recuperando pezzi e che altri ne recupererà da qui in avanti. Una squadra in costruzione, un Napoli che vuole crescere ed evolversi, diventare più bello e forte rispetto a quello che pochi mesi fa ha alzato al cielo il quarto scudetto, e che in questo incontra naturali incidenti di percorso.

Ed invece no, quella insostenibile nostalgia della precarietà che porta a chiedere di cambiare. Criticare e chiedere di cambiare. Puntare il dito (l’allenatore, il capitano, il presidente) e chiedere di cambiare. Senza fare sconti a nessuno. Senza avere mai un dubbio.

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Io invece di dubbi ne ho tanti sulle letture di queste ultime partite. Di come il campionato sia cambiato dopo la batosta inflitta all’Inter. Delle tante difficoltà arrivate dalle soste delle Nazionali. Mi preoccupano gli infortuni, mi preoccupa la Coppa d’Africa. Mi preoccupa che l’Atalanta derelitta di queste settimane cambi allenatore proprio prima di venire al Maradona.

Da tifoso mi concentrerei su quello. Con una preghiera a Big Rom e mille scuse a De Bruyne per quello che ha dovuto sentire dai suoi tifosi. Quelli che applaudivano i commentatori che dicevano “meglio senza di lui”, e adesso mettono un like agli stessi commentatori che dicono “via Conte”.

Fossi la Società, invece, mi affiderei a Conte. Giusto parlarsi, chiarirsi, ma anche chiedere al mister di completare il lavoro: i tre anni di orizzonte che il Napoli già si era dato.

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Poi ognuno prenderà le proprie decisioni. Magari ascoltando la piazza. O invece andando avanti per la propria strada.

E magari domattina io mi sveglierò, e sarò tornato nel 2025. Il Napoli Campione d’Italia e due partite importantissime da vincere contro Atalanta e Qarabag.

(Foto: DepositPhotos)

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