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ANCHE MENO – Le pagelle dell’Avellino

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Biancolino Avellino
Tempo di lettura: 3 minuti

Avellino – Spezia 0-4

“– Canà, la vedo strano. Come si sente?”
“– Come uno che ha mangiato una tonnellata e mezza di merda. Pesante da digerire, sa?”

Ci sono partite difficili da commentare.
E oggi, francamente, l’Avellino è stato come un pugile che sale sul ring con il pigiama addosso e la sveglia puntata nel secondo tempo.

Difficile anche arrabbiarsi: troppo facile cercare colpe, maledire il modulo, accusare i soliti sospetti. Troppo comodo dare la colpa all’arbitro, al giocatore o al karma calcistico. Il punto è che non eravamo più abituati a prendere imbarcate del genere.
La gestione Biancolino aveva costruito un muro di cemento armato, e improvvisamente quel muro ha ceduto come fosse fatto di cartongesso Ikea.

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Eppure, fino a un certo punto, la squadra era entrata in campo come al solito: compatta, con un’idea di calcio che definire “confusa” è un eufemismo, ma sempre pronta a ripartire, a tentare la fiammata. Poi, puff. Questo schema si ripete da due partite, sei gol presi, zero fatti: il conto è presentato.

Sembra il momento di ogni grande film in cui l’eroe cade, guarda il vuoto e capisce che o si rialza o finisce nei titoli di coda. E come in ogni storia che si rispetti, ora serve il mentore. Quello che entra in scena con lo sguardo deciso, spolvera la lavagna tattica e trova le parole giuste per rimettere insieme i cocci. Per dare speranza. Lo spogliatoio aspetta. La piazza aspetta. Io pure.

Finita la partita, sono andato in bagno, mi sono guardato allo specchio intensamente e mi sono tagliato la barba. Non per scaramanzia, dovevo alleggerirmi. Domani guarderò la partita con un occhio diverso. Domani è un altro giorno.

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Le pagelle dell’Avellino

Iannarilli – 5,5
Difficile dargli colpe dirette, ma il tabellino non fa sconti. Alla fine sembrava quel bambino col volto impiastricciato di cioccolato che giura: “Non l’ho mangiata io la torta”.

Cancellotti – 5,5
Fino al 63’ sembrava il solito soldatino diligente. Poi qualcuno deve avergli aggiornato il firmware e sono arrivati quattro gol dal suo lato. Hacker russi?

Simic – 6
Partita ordinata, composta. A fine gara era convinto di aver pareggiato. Qualcuno gli dica la verità, ma con molto tatto.

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Fontanarosa – 5
Cavallo pazzo. Tira maglie, entra fuori tempo, regala palloni, ma almeno ci mette anima e caos. È come guardare Trainspotting in differita: non capisci tutto, ma non riesci a distogliere lo sguardo.

Missori – 5,5
Io continuo a sperare. Prima o poi arriverà quella giocata, quel cross, quell’attimo che ti fa dire “eccolo!”. Fino ad allora, aspetto. Sono irpino testa dura.

Cagnano – 4,5
Del terzino gladiatorio che solcava quella fascia c’è rimasta solo la statua. Posata lì come monito. Ad imperitura memoria. Bella, granitica. Immobile.

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Palmiero – 4
Luca…che ti devo dire. Il rosso è un inciampo. Potenzialmente pericoloso. Ci sta. Fa male. Punto. Nel calcio conta l’ultima palla che tocchi. Hai lottato, corso, ragionato, eppure resterai “quello che ci ha lasciati in dieci”. La memoria del tifoso è spietata, non conosce le intenzioni. È ingiusto.

Sounas – 6
Signor giudice, signori della giuria, può mai essere un caso che appena uscito Sounas, l’Avellino subisce ben quattro gol? Non ho altro da aggiungere, vostro onore. Difesa chiusa.

Besaggio – 6,5 (MVP)
Una delle poche luci nella notte fonda. Gioca con coraggio, si inserisce, inventa. La fortuna però ha guardato altrove. Se la sorte avesse toccato i suoi piedi, racconteremmo un altro finale. Purtroppo mio nonno non si chiama Flipper.

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Biasci – 4,5
In ombra da settimane. Non tira, non inventa, non rischia. Ci sono problemi di connessione. Sarà perche hanno tolto i tralicci del Wi-Fi  dalle torri faro. Va riavviato.

Crespi – 6
Lotta, sbuffa, sgomita. Tecnica ancora da lucidare, ma l’impegno non manca mai. Vince a mani basse il “Premio Maglia Sudata”. Magre consolazioni.

I subentrati dell’Avellino

Milani – 6
Rientra dalla Nazionale con entusiasmo e buoni segnali. Gioca un secondo tempo discreto. Ora serve solo trovare l’amalgama con la squadra.

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Palumbo – 5
Non capirò mai perché non giochi titolare. Ha visione, tocco, intelligenza. Poi entra e fa errori che ti fanno dire “ah, ecco perché”. Martin, guardati il secondo tempo cento volte. T’agg mparà e t’agg perder.

Gybuaa – 5,5
Non ancora dentro il meccanismo, ma almeno ci prova. E si vede. In un pomeriggio del genere, già questo è un lusso.

Russo – 6
Il suo momento è sempre il 60’. Entra, spacca, suda, dribbla l’aria stessa pur di fare qualcosa.
Tentare non è riuscire. Riuscire non è tentare.

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Tutino – S.V.

Veni, vidi, perdidi. Tutto qua

(Foto: Depositphotos)

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