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PUNTO A C – Salernitana, Crotone e quel toro da portare sul groppone

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Punto C Serie C
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C’è un’immagine sulla prima fuga in solitaria del girone C, ad opera della Salernitana, che probabilmente descrive meglio di qualsiasi altra cosa l’attuale momento. E’ un’immagine che proviene dall’antica Crotone. Milone di Crotone, esistito veramente nella seconda metà del VI secolo Avanti Cristo, famoso per essere stato il condottiero che permise alla sua città d’origine di sconfiggere la rivale Sibari e per aver vinto diverse volte le Olimpiadi in varie discipline, è rappresentato nelle immagini, secondo la leggenda, come un ragazzo che, per allenarsi, porta sulle spalle un toro. Questo perché? Perché tale leggenda narra che il giovane Milone portasse tutti i giorni un vitello appena nato sulle spalle.

Col tempo, l’animale crebbe fino a diventare un portentoso toro e, per la costanza del suo esercizio quotidiano, Milone divenne così forte da poter sollevare e portare sulle spalle il toro adulto. La Salernitana sembra rappresentare, in questo momento, proprio quest’icona. Deve fare il suo dovere quotidiano (come Milone), sbaragliando la concorrenza e conquistando vittorie (come Milone) senza badare tanto alle prestazioni. Fino a saper portare il fardello di un Toro sulle spalle (come Milone). E piano piano, gara dopo gara, ci sta arrivando.

Massimo risultato col minimo sforzo (ma ha rischiato molto, nel recupero della terza giornata contro la sorprendente rapidità dell’Atalanta U23), poco gioco ma molta concretezza, poco spettacolo ma molta autorevolezza. La squadra di Raffaele bada al sodo e si vede. Il cuore e il carattere iniziano a plasmarsi. E così, la Salernitana, dopo Siracusa, Cosenza e Sorrento, batte anche l’Atalanta U23, calando il poker di vittorie e, nel giro di un mese, allungando il passo in vetta alla classifica. Successo meritato per i granata che, nella ripresa, hanno legittimato il vantaggio, sfiorando per due volte il raddoppio e recriminando anche per un rigore prima dato e poi revocato. Adesso i granata sono primi da soli, a punteggio pieno, con tre punti di vantaggio su Catania e Benevento.

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La prima ha tremendamente impattato sul muro del Cosenza per 4-1. Un primo stop stagionale che fa rumore, considerando che, oltre che macchina da gol, la squadra di Mimmo Toscano era sembrata anche elegante come visione di gioco e prestazioni. La batosta l’ha decisamente ridimensionata e resa battibile. Soprattutto se pensiamo ai troppi errori in campo e ad una gestione della gara molto confusa dopo aver subito la prima rete al 36’. Forse non se lo aspettava, in un momento di caos, e la difesa è andata in tilt. Complice anche una pressione molto efficace dei calabresi sui siciliani, che li ha nettamente imbambolati. Nulla a che vedere con la bellezza che gli etnei avevano, fin qui, mostrato. Campanello d’allarme o battuta d’arresto in un battito di ali di una farfalla? Che, si sa, anche quest’ultimo può portare, nel tempo, ad un eventuale uragano. Mentre il Benevento ha passeggiato ad occhi chiusi, ma con fari ben accesi, a Siracusa. Una bella prova di forza firmata da Salvemini e da un Manconi bis. Dicevamo di Milone di Crotone all’inizio.

Oltre alla capolista, anche lo stesso Crotone, uscito con un punto dal campo del Potenza, sta portando un toro pesantissimo sul groppone nell’accusa di essere sul libro paga della ‘ndrangheta. Un toro che rischia di rimanere una macchia difficilmente cancellabile. Il Tribunale di Catanzaro, infatti, ha disposto l’amministrazione giudiziaria per i prossimi 12 mesi per la società. Un commissariamento causato da un’asfissiante controllo della criminalità organizzata, secondo Procura e Questura.

In una nota diffusa dalla Dda viene specificato che “sono emersi sufficienti indizi per ritenere che l’attività economica della FC Crotone srl, compresa quella di carattere imprenditoriale, sia stata sottoposta, nel corso dell’ultimo decennio, direttamente o quantomeno indirettamente, a condizioni di intimidazione e assoggettamento ad opera di esponenti di locali cosche di ‘ndrangheta, esercitando un asfissiante controllo del territorio di Crotone e delle relative attività imprenditoriali, compresa la FC Crotone srl, certamente più rilevante ed appetibile”. Nella relazione si parla di un decennio d’influenza e di condizione di assoggettamento della criminalità organizzata locale. Alla società, adesso, il sacrosanto diritto di difendersi da tale accusa.

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Che, qualora si dimostrasse fondata soprattutto in termini di complicità e connivenze, rivelerebbe che non è solo questione della presenza di un’ombra, ma che quell’ombra avrebbe una forma ben precisa e inquietante. Sarebbe una sconfitta ben più grave delle partite che si perdono sul campo. Sarebbe, per una società sportiva, la sconfitta della legalità e dell’etica.

(Foto: DepositPhotos)

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