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ANGOLO JUVENTUS – L’annata giusta o l’uomo giusto?

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Yildiz Juventus
Tempo di lettura: 3 minuti

La Juventus fa il suo esordio casalingo con una vittoria per 2 a 0 con il combattivo Parma del giovanissimo neo allenatore Carlos Cuesta.
Dopo una estate di patimenti sul mercato e un precampionato tutto sommato confortante c’era bisogno di un debutto convincente.
Nessuno si aspetta trionfi immediati ma, come ha ricordato anche il tecnico Igor Tudor, “la Juventus non parte mai per arrivare quinta o sesta”.
Quindi, profilo basso e tanto lavoro ma la squadra può coltivare qualche legittima ambizione di successo e la tifoseria si può permettere persino dei voli di fantasia. L’importante è che si prosegua su questa strada, che vada tutto liscio e non ci siano troppi rovesci della sorte nei momenti cruciali della stagione.

A questo punto si tratterà solo di stabilire se questo sia l’anno buono per i bianconeri oppure sono state scelte le persone idonee a far sì che diventi tale. L’annata giusta o l’uomo giusto?

Solido e concreto

Solido lo è di certo. Basta valutare la sua imponente mole. Che sia anche concreto ne ha già dato prova a sufficienza. Mister Tudor è l’uomo Juve per eccellenza, non solo per il suo passato di calciatore nelle file bianconere. E’ perfettamente allineato ai pensieri della dirigenza, non polemizza sulle scelte di mercato, lavora con il materiale che ha e aspetta con fiducia ulteriori sviluppi. Si impegna per dare una identità precisa al gruppo, non si avventura in schemi astrusi e predilige un gioco veloce, dove si verticalizza prima possibile e si cerca immediatamente il giocatore più abile a giostrare negli spazi stretti.

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Non si atteggia a profeta della panchina ma sa bene che questa è la sua grande occasione per fare il salto di qualità nella sua carriera di tecnico. Sta a lui cogliere l’attimo propizio o fare di tutto perché lo divenga. L’annata giusta o l’uomo giusto?

Pilastro in retroguardia

Alcune sue perentorie chiusure e, soprattutto, un suo provvidenziale salvataggio hanno allargato il cuore dei tifosi. Quanto è mancato Gleison Bremer l’anno scorso. Senza quel disgraziato infortunio a Lipsia l’intera stagione dei bianconeri sarebbe stata diversa. Troppo importante la presenza del centrale brasiliano (adesso ufficialmente anche vice capitano) in mezzo all’area di rigore: le sue letture tempestive e la rapidità nel far ripartire l’azione sono fondamentali.
Il diretto interessato fa sfoggio di naturale modestia e assicura che non basta il suo rientro per garantire lo scudetto. Certo che no ma uno come lui è sempre meglio averlo che non averlo.
Sarà più facile assicurare la solidità della retroguardia e un bel numero di gol incassati in meno rispetto al recente passato è  un buona base di partenza.
Avere la migliore difesa del campionato non assicura la vittoria ma è comunque la strada migliore per arrivarci. Anche la fascia sulla testa rimanda al gladiatorio Giorgio Chiellini, uomo di lotta in campo e di affermazioni al triplice fischio. L’annata giusta o l’uomo giusto?

Debutto con rete

E, una volta blindato il fortino là dietro, si deve necessariamente pensare a penetrare con efficacia in quello avversario. Quest’anno l’onore e l’onere di stare in prima linea tocca a Jonathan David, 25enne canadese proveniente dal Lille.
Ha dalla sue ottime referenze, negli ultimi cinque campionati in Francia è sempre andato in doppia cifra come numero di realizzazioni. Ma per qualcuno non è un accredito sufficiente.
Si dice che il torneo transalpino non sia molto probante, dato il livello agonistico modesto. E che comunque l’effettivo valore di un calciatore si misura quando scende sui nostri campi. Pertanto, il buon David, alla sua prima da titolare, deve dimostrare con i fatti (e i gol) di essere all’altezza del compito. Il suo primo tempo è goffo, forse lo tradisce la voglia di strafare, oltre che di bucare la rete avversaria.
Ma, ad inizio ripresa, alla prima occasione buona si fa trovare nel posto adatto ed infila con destrezza la sua prima rete in bianconero. Un ottimo indizio sulla sua volontà di evolversi, man mano, nell’elemento adatto ai desiderata della Vecchia Signora per il prossimo futuro. L’annata giusta o l’uomo giusto?

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Al centro del progetto

E di chi può essere opera l’assist per il primo gol del bomber canadese se non di Kenan Yildiz ? Il numero dieci (una maglia un destino) è più che mai il presente della squadra, oltre ad esserne il futuro. Il tecnico ha piena fiducia in lui: nonostante sia un ventenne ne ha fatto il perno della squadra, al centro del progetto la dirigenza l’ha messo già da tempo.
Agisce da trequartista, è libero di svariare ovunque sul fronte d’attacco, ha l’obbligo di puntare l’uomo e creare gioco secondo il suo estro. Nei primi 45 minuti studia il campo e l’avversario, punzecchia il marcatore appena possibile e cerca di far allungare gli avversari. Nella ripresa esibisce tutti i pezzi migliori del repertorio: finte, dribbling, sterzate e guizzi da capogiro. Manda in gol il centravanti esordiente e si ripete poco dopo, chiudendo un perfetto contropiede in coppia con quello di scorta, Dusan Vlahovic, la riserva da un milione di euro al mese di stipendio. Sul serbo, data la perdurante incertezza sul suo destino, non ci pronunciamo.
Ma sul ragazzo turco ci sentiamo di scommettere: è lui quello che può tramutare una stagione ordinaria in straordinaria. L’annata giusta o l’uomo giusto?

(Foto: Depositphotos)

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