Approfondimenti
ANGOLO SALERNITANA – Segnale disturbato
Divieti, restrizioni e interferenze: serata complicata, si sapeva.
Morde il freno la Salernitana, in una notte d’autunno dal clima dolce quasi quanto la classifica.
Non s’è vista, nel primo tempo: a Salerno sicuro, ma pure a Firenze.
Non dirò svampita ma nemmeno assatanata, la Rock Band di Nicola cambia spartito e stona, dove imperversano sprazzi del vero Italiano. La migliore performance della Fiorentina, che trova in Ikone la spada d’ebano che ci mette poco a trafiggerci. Il minimo scarto, al gong, è addirittura una buona notizia, laddove s’è barcollato sull’orlo del knock out.
Sono bastate due mosse due affinché la Salernitana si mettesse all’altezza. Finalmente Maggiore e cosissìa: la qualità la conoscevamo, ne scopriamo los huevos. Impatto deciso e frontale. Che regala allo screanzato Franchi (così vi vogliamo!) un delizioso Gelato al Cioccolato.
La panchina -è nelle cose- definisce i contorni del match: quella di casa è superiore. Saponara, a queste latitudini, è addirittura uno spreco: Jovic era di punta del Real. Ho detto tutto.
La sconfitta è pizzicata di zanzara: infastidisce, non è grave. Il segnale mi pare però positivo: stanno crescendo un po’ tutti, e pure Nicola apprezza meglio la profondità di una rosa affatto banale.
Ora Monza, senza tregua né respiro: avremo ben modo di riposare.
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