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Angolo del tifoso

ANGOLO MILAN – Milan andamento lento

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Nel campo di patate “Giuseppe Meazza” di Milano, il Milan non ottiene più di un pareggio contro una Juventus da combattimento, ma mai davvero pericolosa. Se si dovesse considerare il Milan, una pretendente per lo Scudetto, sicuramente è un pareggio questo che ha tolto due punti. In chiave di qualificazione Champions League 2022-2023, allora potrebe essere un punto politico. Tutto sommato guadagnato. Ma quando si affronta una rivale storica e si è ancora in corsa per il titolo nazionale, è dura accettare punti politici.  

La partita

Pioli nel dopo partita dichiarerà che se si vogliono risultati eccezionali, si dovranno garantire prestazioni eccellenti e se eccellenza fa rima con completezza, allora questa squadra realmente è lontana dall’essere eccezionale. Ci sono le potenzialità, ma per liberarle tutte, in un quadro armonico e di rendimento costante, c’è bisogno di ancora un paio, forse tre, innesti di livello. Il Milan tiene stretto in mano il comando della partita, la Juventus si appoggia molto su la sua fascia destra, dove Cuadrado e Dybala cercano di far valere la loro tecnica, ma quanto al resto c’è poco. Morata gioca tanto di sponda per i compagni ma sotto porta non riesce ad incedere. Il Milan dal canto suo, sicuramente può vantare il miglior possesso palla, ma quanto ad occasioni in attacco, la carenza di gol preoccupa. Serve a poco tenere palla se poi non si riesce a finalizzare. Tanti passaggi sempre in orizzontale e mai una verticalizzazione costruita bene da dietro, sfruttando le tante ripartenze che la Juventus ha concesso. Manca la cattiveria e l’imprevedibilità. È evidente che la catena di destra della formazione di Pioli non è neanche lontanamente paragonabile a quella di sinistra. E questo fa la manovra rossonera, parecchio prevedibile.

Servono innesti

Questa squadra ha trovato un grande terzino sinistro in Theo Hernandez, una grande ala sinistra in Leao, un grande centrale difensivo in Tomori e un grande centrocampista in Tonali. 3 anni di nuova direzione sportiva, 4 innesti di livello assoluto. La strada da percorrere è questa e se si vuol’essere una squadra completa, adesso bisogna trovare un grande 10 e una grande ala destra. È evidente. Brahim Diaz oramai non è più neanche un caso. È un calciatore che sta attraversando un evidente blocco di crescita di rendimento. Non inventa mai nulla, non risolve mai nulla, non accelera l’azione, anzi se può la rallenta, con sempre un tocco in orizzontale in più. Non è questo un 10 che può servire in una squadra che fa fatica a concludere a rete. Su la destra, Messias non si è mai visto. Non ha mai saltato l’uomo, non si è mai reso pericoloso, troppe volte a terra, mai neanche un cross. È costato talmente poco che ha già giustificato il suo acquisto, ma il rendimento in classifica non è relazionabile con i dati di bilancio.

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Mercato chiuso

E a proposito di bilanci, Maldini su l’argomento è stato molto chiaro. Ancora una volta. Non ci saranno acquisti di grandi nomi nella sessione invernale. Forse in quella estiva ma a condizione che la squadra si qualifichi alla Champions League. Tradotto: non ci saranno Supereroi che arriveranno adesso, si è iniziata la stagione con una squadra e quella squadra dovrà portarla a termine. E la sosta che sposta la ripresa del campionato, di 2 settimane, servirà a prendere un giro di tempo in più, per pensare bene agli ultimi 3 mesi di campionato.

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