FISCHIO D’INIZIO NAPOLI – Alla ricerca della vera identità

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Un Napoli isterico e con gravi problemi di personalità, dopo la buona prestazione di Cagliari, è incappato nell’assurda sconfitta casalinga contro lo Spezia. Gli azzurri, nella seconda gara del 2021, sono stati sopraffatti più dalla propria testa che dall’avversario. Incapace a far gol ed inspiegabilmente spenta in difesa, la squadra di Gattuso è subito chiamata a mettersi in discussione, ospite dell’Udinese nella gara valida per la diciassettesima giornata di questo campionato.

Le statistiche

Alla Dacia Arena, andrà in scena il settantasettesimo scontro diretto tra le due formazioni, il trentottesimo in casa dei bianconeri. Il bilancio dei risultati è favorevole ai padroni di casa che si sono aggiudicati, fin qui, tredici incontri. I partenopei, dal canto loro, si difendono bene, avendo portato via punti dal Friuli in venticinque occasioni, frutto di diciotto pareggi e sette vittorie. I padroni di casa, nonostante comandino le statistiche, sono lontani dalla vittoria dal 3 aprile 2016. Cinque anni orsono i bianconeri si aggiudicarono l’incontro per 3-1 in una gara controversa a causa di decisioni arbitrali molto contestate. Il 20 ottobre 2018 si è registrata l’ultima vittoria corsara, un rotondo 0-3 maturato grazie alle reti di Fabian Ruiz, Mertens e Rog. L’ultimo pareggio è della scorsa stagione, il 17 dicembre 2019 quando Napoli e Udinese si divisero la posta con l’1-1 finale.

Il direttore di gara

A dirigere la gara del Friuli, che vedrà il fischio d’inizio alle ore 15.00, è stato designato Fabrizio Pasqua della sezione di Tivoli. Il trentottenne fischietto nocerino di nascita, per l’occasione, sarà coadiuvato da Marinelli nel ruolo di quarto uomo e dalla coppia Nasca-Tolfo al VAR.

Pasqua, in carriera, ha incrociato il Napoli nella massima Serie in sei occasioni, gare in cui gli azzurri hanno collezionato tre vittorie, due sconfitte ed un pareggio.

Gli azzurri in Friuli saranno attesi da una gara tutt’altro che semplice, nonostante i numeri e la classifica non siano dalla parte dei padroni di casa. I bianconeri fanno della difesa un punto di forza e, considerando la scarsa vena realizzativa dei partenopei, c’è da stare in campana. L’Udinese guidata da Gotti, a cui manca la vittoria dal 12 dicembre nella trasferta di Torino, ha collezionato tre pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque gare ed arriva alla sfida coi partenopei con qualche problema di formazione.

Gotti e i problemi di formazione

Il tecnico rodigino, per la sfida al Napoli, conta ben otto infortunati e in attacco ha gli uomini contati. Davanti al portiere Musso, stante le tante assenze, con ogni probabilità ci sarà qualche variante all’assetto tattico, per cui il classico 3-5-2 potrebbe trasformarsi in 3-4-2-1. In difesa sembrano certi di una maglia Becao e Samir, mentre per la terza maglia c’è indecisione tra De Maio e Bonifazi. Sugli esterni agiranno Stryger Larsen e Zeegelaar, in mediana in coppia con Wallace c’è indecisione tra Arslan e Mandragora con Pereyra e De Paul che agiranno alle spalle di Lasagna unica punta.

L’undici anti Udinese

Anche Gattuso è alle prese con un’assenza importante certa, quella di Oshimen, mentre è in via di guarigione definitiva Mertens che risulta convocato a sorpresa insieme a Demme e Koulibaly. Tra i pali potrebbe essere nuovamente il turno di Meret che così sfiderebbe il suo passato.

Davanti al portiere friulano dovrebbe essere confermata la coppia di centrali Manolas-Maksimovic, anche se il serbo non ha convinto nelle ultime uscite. In preallarme resta Rrahmani, anche se sarà difficile vedere in campo il kossovaro dal primo minuto in un momento così delicato. Per Koulibaly, tornato tra i disponibili, esistono flibili speranze di vederlo in campo da subito. Sugli esterni c’è grande indecisione. Di Lorenzo è evidentemente stanco: i problemi di tenuta del terzino della nazionale sono palesi ma purtroppo la coperta in questo ruolo è estremamente corta. Chi sembra sicuro di una maglia da titolare è l’albanese Hysaj, che però non è certo del lato d’intervento. Mario Rui potrebbe lasciargli il posto sulla corsia mancina, nel caso verrà chiesto l’estremo sacrificio a Di Lorenzo che resterebbe al suo posto.

In mediana, nonostante la convocazione, non dovrebbe partire titolare Demme e con Fabian Ruiz estremamente deludente, si va alla ricerca del compagno di reparto di Bakayoko. Lo spagnolo potrebbe avere l’ennesima prova d’appello. In preallarme c’è Lobotka, nonostante in quel ruolo lo slovacco non convince.

L’esperimento, molto criticato dalla piazza, con Lozano punta centrale dovrebbe far optare per l’impiego del messicano nel ruolo di ala destra. L’assenza di una punta centrale di ruolo ha scatenato critiche a iosa, anche se, ad onor del vero, le reti sbagliate dai partenopei contro lo Spezia negli ultimi sedici metri sollevano in gran parte Gattuso dalle responsabilità. Sul lato opposto agirà come sempre Insigne, autore di una prova imbarazzante contro i liguri in veste di realizzatore. A fare da pendolo tra mediana e attacco confermatissimo Zielinski, utile a supportare Petagna unica punta di ruolo disponibile in attesa del recupero definitivo di Mertens.

Conclusioni

La gara in terra friulana è di una delicatezza estrema: il Napoli ha bisogno di ritrovare se stesso sotto il profilo mentale. L’oscena prestazione di tre giorni fa ha scatenato turbolenze pericolosissime. L’augurio è che dopo la tempesta arrivi il sereno. La speranza è che contro lo Spezia al Diego Armando Maradona si sia toccato il fondo e che già da oggi ricominci la risalita.

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