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Roma, parte il casting: Friedkin giudice e giuria
Macerie e cantieri in costruzione: se dovessero essere utilizzati dei termini per descrivere la Roma, questi calzerebbero a pennello. Dan Friedkin sta provando in tutti i modi di risollevare i giallorossi dopo aver raccolto la disastrosa eredità di James Pallotta: conti in profondo rosso, squadra spaccata e dirigenza di ricomporre. Oggi, dopo un mercato decoroso, il neopresidente si avvia nella ricostruzione della “sua Roma”. Destiling della borsa, acquisizione delle altre quote e nuovo aumento di capitale nelle casse della società; inoltre il progetto “stadio”, che stuzzica tanto il magnate texano e che potrebbe diventare uno dei perni della nuova gestione – spostandolo, però, da Tor di Valle a Fiumicino.
Ma bisogna partire dal basso. Dalle cose tangibili. Friedkin lo sa bene, ed ha inizialmente deciso di puntellare in basso, prima di puntare in alto. Sono ufficialmente aperti i “casting” per due ruoli dirigenziali lasciati vacanti dall’ex direzione Pallotta: direttore sportivo e direttore generale.
Stando a Calciomercato.com, il primo seggio vede due nomi in lizza: quello di Ralf Rangnick e quello di Fabio Paratici. Il primo piace molto, sia per gestione che per idee di gioco, ma restano dubbi sull’ingerenza del tedesco e sul suo adattarsi ad un ambiente totalmente nuovo; la scelta “protettiva” potrebbe essere quella del DS della Juventus, in possibile uscita dai bianconeri dopo aver raccolto la difficile eredità di Beppe Marotta. Sullo sfondo, anche Rossi del Sassuolo, Berta dell’Atletico Madrid e Campos del Lille.
Il secondo ruolo è quello più spinoso: un direttore generale che sappia fare il suo mestiere è davvero arduo da trovare. Sopratutto perché dovrà far da mentore al giovane Ryan, figlio di Dan, a cui il magnate lascerà la gestione del club. Si è tanto pensato ad Umberto Gandini, ora alla Lega italiana di Basket, che già per due anni è stato giallorosso, e che potrebbe anche lasciare l’attuale carica per il progetto della Lupa. Sullo sfondo Damiano Tommasi, che però ha già rifiutato la posizione da dirigente, e anche Francesco Calvo, nome “interno” che potrebbe essere promosso ad interim.
Nel frattempo, non tramonta la – romantica – idea Totti. Chi legge quotidianamente Le Bombe di Vlad sa bene quanto il capitalo giallorosso abbia contato, nel passaggio da Pallotta a Friedkin. Il numero dieci si sarebbe mosso in prima persona per trovare – e convincere – la cordata attualmente alla presidenza della Roma. A più riprese si è parlato di un suo possibile ruolo all’interno della società, ma pare che per l’avvento ufficiale di Totti – attualmente giovane procuratore – sembra ci vorrà ancora un po’. Macerie e cantieri in costruzione: che l’era di Friedkin abbia inizio.
