Approfondimenti
CORNER CAFE’ – Un Diavolo che non fa paura a nessuno
Leggendo ieri alcuni dei leitmotiv della giornata calcistica, mi son quasi detto contento di non essere un tifoso del Milan. La bufera che tra ieri e l’altro ieri s’è venuta a creare a Milanello, anzi, non la augurerei nemmeno al peggior nemico – calcistico, s’intende. Perché se le due persone più autorevoli del Diavolo – uno per meriti sportivi, l’altro aziendali – si scontrano al posto di convergere, con tanto di frizioni e rottura dello spogliatoio, c’è qualcosa che non va. E non va in Ivan Gazidis, l’amministratore delegato – alcuni direbbero anche borioso – del Milan, che non guarda altro che ad un profitto fondato sulla lungimiranza e le giovani leve. Che poi, riescano o meno campioni, non importa; e non va in Zlatan Ibrahimovic, che ha deciso di continuare imperterrito in una battaglia che sapeva – lo sapevano tutti, del resto – già persa in partenza. Passione, dice lui; vittimismo narcisistico, azzarderei io.
Lo scontro incontro è avvenuto mercoledì, al ritorno sui campi di Milanello. E non è stata una vittoria. Chi le ha prese di più, invece, è stato proprio il Milan, che ne esce incrinato, quasi spezzato, sotto pressioni che non hanno niente a che fare col campo. Qualcuno forse dovrebbe ricordar loro che su quel campo, tra qualche ora, dovrebbero pure tornarci per sfidare la Juventus. Di cui si può dir tutto, tranne che i panni sporchi non se li lavino in famiglia. Ma, a quanto pare, oggi del Milan si può parlare solo così. Comunque andrà la sfida di Coppa Italia, o più in generale tutto questo turbillon, una cosa è certa: il Diavolo, ora come ora, non fa più paura a nessuno.
