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#LBDV – Ercolessi #ACasaConVlad: “Calcio e Futsal sono due sport propedeutici”
Ospite del giorno della nostra trasmissione social #ACasaConVlad è Marco Ercolessi, capitano della Nazionale di Calcio a 5 Italiana.
“Il calcio a 5 ed il calcio a 11 possono essere due sport propedeutici reciprocamente – dichiara Ercolessi – , ed è una tematica che si affronta ormai da anni. In Spagna c’è una grande cultura di calcio a 5 perchè ci sono dei colossi che hanno le squadre. Secondo me, il Futsal può rivelarsi utile anche per i più piccoli, per crescere con tempi e spazi più adatti a loro. E poi tanti personaggi del calcio hanno preso spunto da quello a 5. Credo che questo possa essere il futuro”.
“Sono stato molto vicino, lo scorso anno, ad andare in Spagna – rivela il calciatore, aggiungendo che “nel frattempo molte squadra italiane mi hanno pressato, quindi ho scelto di rimanere qui. Dopo l’anno a Ferrara sono stato vicino anche al Benfica, ma quando ci sono dei contratti in essere diventa tutto più difficile”.
La carriera di Marco parte inizialmente nel calcio a 11. “Ho fatto tutta la trafila nel Padova. Arrivato agli Allievi Nazionali mi proposero di fare un anno in prestito nel Futsal. Accettai e da lì mi sono innamorato di questo sport”.
Sulla Luparense: “Dà dispiacere che una squadra così importante sia scomparsa. Purtroppo questo è uno sport molto legato allo sponsor, l’aspetto economico non può essere paragonato a quello del calcio”.
Il periodo d’oro della sua carriera è a cavallo degli anni ’10: “E’ stato un periodo molto positivo. Con la Marca ho voluto mettermi in gioco ad alti livelli e questo è stato un po’ l’inizio. Facemmo un campionato discreto, poi demmo il nostro meglio nei playoff. I due rimpianti rimangono le due Coppe Italia perse con la Marca e la Luparense”.
Un ricordo di Rogerio: “Ho avuto un grandissimo rapporto con lui. Inizialmente eravamo polemici entrambi, ma ci siamo sempre trovati bene. Cercavo di rubare da lui la sua professionalità e la voglia di vincere”.
Sull’Acqua e Sapone: “In quella squadra c’erano diversi calciatori forti. In certi contesti hai la fortuna di giocare con tanti campioni e di apprendere da loro cos’è il carisma”.
Sulla grande vittoria dell’Europeo in Belgio: “E’ stata una delle vittorie più belle realizzate in carriera. Il fatto di giocare la finale con quindicimila persone è stato emozionante. Partì male quell’esperienza: perdemmo la prima partita contro la Slovenia e ci massacrarono di critiche. Quel percorso ci ha uniti e ci ha portati poi alla vittoria finale. Dopo aver vinto l’Europeo c’era tutta la voglia di cercare di riconfermarci. Ma sono venute fuori, in questi anni, altre realtà, oltre a quelle scontate che possono essere Portogallo, Spagna e Brasile, e forse abbiamo un po’ sottovalutato quest’aspetto”.
