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DAI E VAI – La quinta giornata di Serie A in tre tocchi

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Dai e Vai la Serie A in tre tocchi
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Dai e Vai, la giornata di Serie A in tre tocchi 

LA PARTITA

Al triplice fischio finale il tabellone dice Frosinone-Como 2-0. Nella partita che vedeva di fronte le due squadre più belle di questo inizio di Serie A, vincono i ciociari che in classifica raggiungono proprio il Como. Ed è giusto così, non solo per la partita vinta meritatamente dai padroni di casa, ma perché vittoria e classifica rappresentano il coronamento di un percorso, quello di Massimiliano Alvini, che con il bel gioco sta costruendo un vero miracolo sportivo. Adesso il Frosinone è quinto in classifica, ha 10 punti, e nessun avrebbe potuto pronosticare un inizio di campionato così con i ciociari a -3 dalla vetta e 3 vittorie in 5 partite.

IL PERSONAGGIO

Ha lavorato in silenzio, senza dire una parola neanche dopo che gli erano stati tolti prima Marco Palestra (impossibile trattenerlo dall’Atalanta) e poi Sebastiano Esposito (che con il Cagliari si è lasciato proprio male). Ha lavorato con gli uomini che aveva, ha rischiato lanciando subito titolare Alessandro Romano (20 anni) e puntando su Jacopo Fazzini (23 anni) e Paul Mendy (19 anni) e adesso il Cagliari è lì, quarto in classifica, dietro solo a Inter, Roma e Lazio.  Un lavoro straordinario quello che sta facendo Fabio Pisacane dopo la salvezza conquistata l’anno scorso.

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IL FATTO

C’è un nuovo metro arbitrale, o forse potremmo dire  addirittura “metodo” arbitrale. Si lascia correre di più, si fischia in pratica pochissimo e non si va quasi mai al Var. E così partite più veloci, meno perdite di tempo ed anche più gol anche grazie alle nuove regole. Quindi funziona? Al momento questa nuova gestione delle gare sembra riscuotere grande entusiasmo, ma attenzione. Servirà nel tempo uniformità di giudizio ed attenti a non esagerare, resta sempre calcio e non può essere rugby.

Tradotto: il gioco sta beneficiando delle nuove regole e del nuovo corso arbitrale ma la trattenuta di Kalulu su Rowe è sempre fallo, non c’è interpretazione che tenga. Se c’è danno procurato è fallo. Ed allo stesso modo, se non fischi perché Rrahmani è a terra in area e si tocca il volto e permetti a Lautaro di fare gol, allora non puoi fermare l’azione perché dopo tre giornate Dragusin si rotola a terra in area e si tocca il volto.

(Foto: Depositphotos)

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