Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – Finalmente si segna
E finalmente venne il giorno della concretezza. Dopo averla cercata, invocata, rimpianta e perfino maledetta nelle prime uscite stagionali, la Juventus la ritrova tutta insieme nella serata europea dello Stadium e rifila un sonoro 5 a 0 agli olandesi del NEC.
Non era certamente l’avversario più attrezzato che potesse capitare sulla strada dei bianconeri, ma il modo con cui gli uomini di Spalletti hanno affrontato la partita merita comunque di essere sottolineato.
Cinque gol, cinque marcatori diversi, una gara indirizzata già nel primo tempo e la piacevole sensazione che, almeno per una sera, ogni pallone giocabile sia finito dalle parti giuste. Insomma, dopo averla cercata disperatamente, la concretezza ha deciso di tornare a Torino. Finalmente si segna.
Buona la prima
Ci sono partite che hanno bisogno di tempo per prendere una direzione precisa e altre nelle quali basta poco per capire da che parte tirerà il vento. Questa appartiene decisamente alla seconda categoria.
Passano appena nove minuti e il puntero Nico Gonzalez approfitta di una giocata in profondità per presentarsi davanti al portiere olandese e depositare in rete il pallone dell’1 a 0. Un gol che arriva quasi a certificare l’atteggiamento con cui la Juventus ha deciso di affrontare la serata: pochi fronzoli, qualche verticalizzazione in più e la voglia di fare male appena se ne presenta l’occasione.
Il NEC prova a reagire ma non riesce a mettere davvero paura ai padroni di casa. La Juventus continua a giocare nella metà campo avversaria e al 24′ trova il raddoppio con Kerim Alajbegovic.
Il giovane trequartista bosniaco riceve palla al limite dell’area e lascia partire una conclusione potente che si infila alle spalle del portiere avversario. Prima gioia con la maglia della Juventus e partita che comincia a prendere una piega decisamente interessante. Una volta tanto, non c’è bisogno di costruire dieci occasioni per festeggiare un gol. Finalmente si segna.
Woltemade dal dischetto
Ma la serata, evidentemente, ha deciso di essere generosa. Al 35′ Nico Gonzalez entra in area e viene atterrato. L’arbitro indica il dischetto e sul pallone si presenta Nick Woltemade. Il centravanti tedesco prende la rincorsa, guarda il portiere e lo spiazza senza troppi complimenti. Tre a zero e partita praticamente in archivio prima ancora dell’intervallo.
A questo punto viene quasi naturale fare un confronto con quanto accaduto appena qualche settimana fa. Contro il Milan la Juventus aveva prodotto gioco, occasioni e buone intenzioni senza riuscire a tradurre tutto questo in un risultato all’altezza della prestazione. Stavolta succede esattamente il contrario: ogni volta che c’è l’opportunità di affondare il colpo, i bianconeri non si fanno pregare. Non sarà una rivoluzione tattica e probabilmente non sarà nemmeno una sentenza sul reale valore della squadra, ma intanto cinque reti fanno sempre un certo effetto. Finalmente si segna.
Cinque gol, cinque firme
La ripresa potrebbe trasformarsi nella classica passerella di una partita già decisa e, per certi versi, lo diventa. Spalletti concede spazio a chi ha bisogno di mettere minuti nelle gambe, il NEC prova a limitare i danni e la Juventus abbassa comprensibilmente il ritmo. Ma non rinuncia del tutto all’idea di fare ancora male.
E infatti, quando meno te lo aspetti, arriva il quarto gol. Kolo Muani prende palla sulla fascia, si invola e mette in mezzo un pallone sul quale si avventa Zeki Çelik. Il turco, che tutto sembra fuorché un centravanti, si trova invece al posto giusto nel momento giusto e firma il 4 a 0. Anche per lui è la prima rete in bianconero.
Ma non è finita. Perché cinque minuti più tardi tocca proprio al centravanti francese mettere il proprio nome sul tabellino: lancio lungo, difesa del NEC sorpresa, portiere saltato e pallone comodamente accompagnato dentro la porta vuota. Cinque a zero. Cinque marcatori diversi. E, soprattutto, nessuno che abbia avuto particolare voglia di complicarsi la vita sottoporta. Finalmente si segna.
Il più atteso
E proprio Kolo Muani merita un capitolo a parte. Perché se c’è un giocatore che aveva bisogno di una serata del genere, quello è probabilmente lui. Il francese era arrivato alla Juventus con l’etichetta di centravanti capace di garantire gol, profondità e presenza nell’area avversaria. Le prime uscite, però, avevano restituito un giocatore ancora alla ricerca della condizione migliore e, soprattutto, del feeling con la porta.
Contro il NEC gli bastano pochi minuti per cambiare il racconto della sua serata. Prima confeziona l’assist per Çelik, poi si mette in proprio e realizza il quinto gol. Non sarà certo questa prestazione e nemmeno un gol segnato in una sfida da dentro o fuori a cancellare le perplessità accumulate finora. Ma è pur sempre un segnale.
A volte un centravanti ha bisogno semplicemente di vedere il pallone entrare nella porta per ritrovare fiducia nei propri mezzi. E se il gol arriva dopo una bella fuga in profondità, ancora meglio. La concretezza, quella tanto cercata, stavolta ha bussato anche alla porta del francese. Finalmente si segna.
Una notte da non sprecare
Naturalmente sarebbe un errore attribuire a questa partita significati che non può avere. Il NEC non è il Milan e una goleada in Europa League non basta a certificare che tutti i problemi della Juventus siano improvvisamente evaporati. Però sarebbe altrettanto sbagliato liquidare il 5 a 0 come una semplice scampagnata europea.
Perché Spalletti aveva urgente bisogno di una risposta e i suoi uomini gliel’hanno data nel modo più convincente possibile. Hanno segnato tanto, hanno distribuito le responsabilità offensive, hanno trovato il gol con giocatori diversi e hanno concesso pochissimo agli avversari.
Soprattutto, hanno fatto una cosa che nelle ultime settimane era sembrata terribilmente complicata: hanno trasformato la superiorità in reti. Cinque, per la precisione. Finalmente si segna.
(Foto: Depositphotos)
