Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – Beffa al novantaquattresimo
La Juventus perde una partita che aveva avuto il torto di considerare vinta due volte e che invece il Sassuolo si prende all’ultimo respiro, quando ormai il pareggio sembrava scritto e le squadre stavano già mentalmente facendo i conti con il risultato.
Finisce 3-2 per i neroverdi, al termine di una gara che la squadra di Luciano Spalletti ha avuto più volte la possibilità di indirizzare dalla propria parte senza riuscire a darle una sistemazione definitiva. Non è stata una brutta Juventus, tutt’altro.
Per larghi tratti ha mostrato una manovra ordinata, una discreta personalità e la capacità di reagire alle difficoltà. Ma stavolta non è bastato. Il problema, più che il gioco, è stato quello di non aver saputo chiudere una partita che si è trasformata progressivamente in una specie di roulette russa.
E quando si arriva a giocarsela sull’ultimo pallone, può succedere di tutto. Anche che a condannarti sia un ex.
Partenza bianconera
La Juventus parte con il piglio della squadra che vuole mettere subito le cose in chiaro. Dopo appena due minuti Nico González colpisce la traversa con una conclusione dal limite che fa capire immediatamente al Sassuolo che la serata potrebbe essere lunga.
I bianconeri tengono maggiormente il pallone, provano a muovere la difesa avversaria e cercano con insistenza il modo di entrare negli spazi. Il Sassuolo, almeno inizialmente, pensa soprattutto a non concedere troppo.
La partita però rimane bloccata. I padroni di casa, con pazienza, riescono a prendere le misure agli avversari e la Juventus, pur mantenendo una certa superiorità territoriale, non trova quella giocata capace di trasformare la buona predisposizione in vantaggio concreto.
Insomma, una di quelle partite nelle quali il primo gol rischia di diventare molto più importante del solito.
E infatti sarà proprio così.
Il lampo di Esposito
Il secondo tempo cambia completamente faccia alla gara. Il Sassuolo prende coraggio e al 65’ trova il modo di colpire. Nemanja Matić vede il movimento di Sebastiano Esposito e gli consegna un pallone perfetto nello spazio.
L’attaccante scatta in profondità, controlla e davanti a Vicario non si lascia prendere dall’agitazione.
Diagonale preciso e pallone in rete.
Sassuolo avanti 1-0.
La Juventus è costretta a rincorrere una partita che fino a quel momento aveva gestito con sufficiente autorevolezza. Spalletti corre ai ripari e inserisce forze fresche, tra cui Edon Zhegrova. Una mossa destinata a rivelarsi decisiva.
La rimonta che sembra compiuta
Passano diciassette minuti e proprio Zhegrova rimette tutto in equilibrio. Un’uscita non perfetta di Muric lascia il pallone a disposizione dell’attaccante juventino, che non si fa pregare e con il sinistro trova la porta.
1-1.
La Juventus ha rimesso in piedi la partita e adesso sembra poter completare la rimonta. Il Sassuolo accusa il colpo, i bianconeri aumentano la pressione e la sensazione è che l’inerzia sia passata definitivamente dalla parte degli ospiti.
Ma il calcio, soprattutto quando decide di essere cattivo, non concede certezze.
Il folle finale
Quando il cronometro entra negli ultimi minuti, succede praticamente di tutto.
All’89’ il Sassuolo torna avanti. Darryl Bakola inventa una bella giocata e serve Kieron Bowie, che con un preciso sinistro rasoterra batte Vicario.
2-1.
Sembra la beffa per una Juventus che aveva appena ritrovato l’equilibrio. Sembra.
Perché appena due minuti più tardi, ancora Zhegrova, ancora lui, trova il modo di rimettere tutto in ordine. Scambio con Kolo Muani, conclusione di prima e pallone alle spalle di Muric.
2-2.
Doppietta personale e Juventus nuovamente in salvo.
A quel punto, con il recupero ormai agli sgoccioli, il pareggio appare il naturale epilogo di una partita pazza. Un punto ciascuno e tutti a casa. Sembrerebbe.
La beffa dell’ex
Ed è proprio qui che arriva il dettaglio che rende la sconfitta ancora più indigesta.
Quarto minuto di recupero. La Juventus perde palla e si ritrova scoperta. Il Sassuolo riparte rapidamente. Laurienté serve Vasilije Adzic.
Sì, proprio lui.
L’ex juventino riceve, entra nello spazio e ha davanti a sé quel mezzo secondo che nel calcio vale spesso una partita intera. Non ci pensa due volte. Destrezza, freddezza e destro sul secondo palo.
3-2.
Il pallone entra quando ormai non c’è più tempo per replicare.
Fine.
Una Juventus che aveva rimontato dopo essere andata sotto si ritrova nuovamente al tappeto sull’ultima azione. E a farle male è proprio un giocatore che conosce bene l’altra metà del campo.
Occasione sprecata
La sconfitta lascia quindi più di qualche rimpianto. Non tanto perché la Juventus abbia giocato una partita disastrosa — tutt’altro — quanto perché non è riuscita a trasformare una prestazione complessivamente positiva in un risultato positivo.
In partite del genere servono anche cinismo e attenzione, soprattutto nei minuti finali, quando basta una distrazione per cancellare novanta minuti di lavoro.
Il Sassuolo ha avuto il merito di crederci fino all’ultimo e di sfruttare ogni esitazione dei bianconeri. La Juventus, invece, ha avuto due volte la possibilità di chiudere definitivamente la faccenda e due volte ha lasciato rientrare gli avversari.
Poi è arrivato Adzic.
Il calcio è anche questo: una traversa dopo due minuti, una rimonta, un’altra rimonta ancora e infine un pallone che sembra innocuo e che invece diventa il colpo di grazia.
Sassuolo 3, Juventus 2.
Una sconfitta difficile da digerire, proprio perché per lunghi tratti la Juventus aveva dato l’impressione di meritare molto di più. Ma quando una partita arriva al novantaquattresimo ancora in bilico, la qualità non basta più.
Serve anche non concedere all’avversario l’ultima parola.
(Foto: Depositphotos)
