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PUNTO A C – Il granata sbiadito della Salernitana e i colori sgargianti del Latina

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Salernitana
Tempo di lettura: 3 minuti

Diciamola tutta. Una prima partita di campionato è poco significativa di elementi decisivi, non rilascia né patenti di guida né sentenze di condanna, non è indicativa né di glorie già arrivate e portate in trionfo né di allarmi da lanciare.
Nella serie C, che si disputa nell’area meridionale del Paese, poi, la giungla amazzonica apparirebbe un deserto rispetto alle protagoniste in campo del girone C. Detto questo, tutto secondo copione tranne che per la faticata fatta dalla Salernitana e per uno spumeggiante Latina che s’è sbarazzato della linea verde dell’Atalanta. Dei granata s’è salvata solo la necessità di iniziare ad ingranare e di portare a casa i primi 3 punti.
Punto. Per il resto, contro un Siracusa rimaneggiato nella rosa ma meritevole di un pari che ha cercato con giocatori classe 2006 e 2008, alla primissima esperienza tra i professionisti della C e della B, né un atteggiamento calcolato di fronte ad un avversario di minor forza, né la pesantezza nelle gambe e nelle idee che s’è vista, possono essere attenuanti di una prestazione incolore e indecorosa.
La gestione della gara e i grossolani errori sottoporta in superiorità numerica, poi, la precipitano in una realtà molto incerta, alla quale la società dovrà porre rimedio quanto prima. E la clessidra dei giorni che mancano al termine del calciomercato sta scendendo inesorabile. Sgargiante e apprezzabile sotto diversi aspetti (trame, buon ritmo e molta qualità in mezzo al campo) è invece apparso il Latina che, dopo la qualificazione in Coppa Italia, vince la “prima” all’esordio in campionato.

Lo a fa a spese dell’Atalanta U23. Lo fa in modo cinico con una bella girata di Riccardi, ma pienamente convincente di voler rimanere protagonista della stagione. Lo fa gestendo bene l’esuberanza, anche in personalità, dei giovani della Dea. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Ma c’è un’enorme ed evidente differenza tra la vittoria di misura della Salernitana e quella del Latina.

Delle altre favorite per il testa a testa, sulla griglia della vigilia, il Catania ha cucinato a fuoco lento il Foggia. La squadra di Toscano ha fatto polpette (ben 6) di quella di Delio Rossi, alla ricerca di elementi in grado di poter lottare realmente per una tranquilla salvezza. Mentre, infine, le altre due, Crotone e Benevento se la vedevano subito sul ring dello “Scida”.
L’hanno spuntata i giallorossi per 2-1, ma la compagine allenata da Longo s’è confermata osso duro e grintoso soprattutto nella fase offensiva: spregiudicata, indemoniata, furibonda. Il Benevento di Auteri ha messo un freno agli indomabili bufali siciliani, dimostrando anche una concretezza maggiore e più fresca e pimpante rispetto alla scorsa stagione. Concretezza che ha bisogno dei suoi luuunghissimiii tempi quando si parla dell’introduzione dello strumento del FVS (Football Video Support).
Spieghiamo brevemente di che cosa si tratta. Grazie al nuovo sistema del FSV, detto anche “VAR Light”, le squadre possono richiedere al quarto uomo la revisione di episodi specifici (ogni allenatore ha a disposizione, in ogni match, due card per richiederla) assegnazione o annullamento di un gol, rigori, fuorigioco, espulsioni dirette e scambi di identità.
Sarà lo stesso quarto uomo a esaminare su un monitor l’azione incriminata: e, nel caso, ritenga che il reclamo sia motivato, chiamerà l’arbitro a rivedere l’azione e sarà il direttore di gara a decidere se mantenere la decisione presa sul campo oppure se cambiarla, ribaltandola. I frame utilizzati sono quelli presi dalle telecamere presenti allo stadio. Questo significa che, anche a seconda dei terreni di gioco, il sistema sarà più o meno efficace.
Come detto, le squadre in campo hanno a disposizione dall’inizio del match due card. In caso di esito positivo della chiamata corretta, la card non sarà sprecata. Per esempio, una squadra chiede un fuorigioco: in caso di decisione di fuorigioco da parte dell’arbitro, la compagine avrà ancora a disposizione due card.
In caso, invece, di esito negativo, la card sarà sprecata e la squadra, da quel momento, avrà a disposizione una sola chiamata. Ora, esistono altre fattispecie, ma fermiamoci a queste citate e tralasciamo volutamente il caso Carpi. Perché già quelle che si sono verificate, che hanno riguardato soprattutto fuorigioco e gol annullati, sono state, un po’ su tutti i campi, lente e lunghe con minuti di recupero interminabili concessi al termine dei due tempi di gioco.

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Ora, siamo alla prima giornata e sicuramente si tratta di un passo in avanti molto importante verso una maggiore regolarità dei campionati, ma è altrettanto vero che per i 90 minuti di una partita non devono diventare i biblici tempi medi della fila al supermercato durante il Covid.

Una leggera revisione nella metodologia di questo utile e prezioso strumento appare indispensabile. Non vorremo ritrovarci negli stadi eterne maratone Mentana, facendo l’alba.

(Foto: Depositphotos)

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