I nostri Social

News

Si è spento Calisto Tanzi, ex proprietario del Parma

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 2 minuti

Si è spento all’età di 83 anni, l’ex proprietario del Parma Calisto Tanzi, una vita vissuta tra l’azienda, il calcio ed i processi, che lo portarono ad una condanna di 18 anni con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Con la sua scomparsa se ne va un pezzo importante dell’imprenditoria italiana degli anni Ottanta-Novanta, caratterizzato da un elevato grado di innovazione di prodotto ma anche accompagnato purtroppo da spericolate incursioni nella finanza che portarono la sua Parmalat, che aveva inventato il latte a lunga conservazione, al crac scoperto nel 2003.

L’ammanco lasciato dalla società, mascherato dal falso in bilancio, si aggirava sui 14 miliardi di euro: con l’accusa di bancarotta fraudolenta Tanzi fu rinviato a giudizio e in seguito condannato a 17 anni di reclusione, per la quale si trovava ai domiciliari, con condanne anche a dirigenti, revisori dei conti e sindaci.

Pubblicità

Nel 1973 il giro d’affari del Gruppo era pari a 20 miliardi di lire, saliti a ben 550 nel 1983. Nel mezzo, tra gli anni ’70 e ’80 Tanzi investì nella promozione commerciale dei propri marchi e negli anni Ottanta acquisto il Parma Calcio, neopromosso in serie A e che durante la sua gestione conquistò i suoi più grandi successi, tra cui la Coppa delle Coppe nell’indimenticabile notte di Wembley nel 1993.

Le difficoltà maggiori per Tanzi cominciano nel 1999 quando acquistò Eurolat dal gruppo Cirio di Sergio Cragnotti per un prezzo esorbitante, oltre 700 miliardi di lire, per consentire a Cragnotti di rientrare dei debiti con la Banca di Roma di Cesare Geronzi. Uno schema che, secondo gli inquirenti, si ripetè anche quando nel 2002 Tanzi decise di comprare le acque minerali da Giuseppe Ciarrapico, anche lui indebitato con Banca di Roma. Si pagavano debiti, insomma, contraendo altri debiti.

Nel 2003 Tanzi chiamò Bondi al capezzale di Parmalat, ma il super-consulente subito si rese conto che Parmalat non poteva fare fronte pagamento di un bond di 150 milioni di euro in scadenza di lì a poco. Il 27 dicembre dello stesso anno Tanzi venne arrestato e cominciò così, dopo l’avventura economica, anche la sua vicenda giudiziaria, culminata a dicembre del 2010 con la condanna a 18 anni di reclusione per aver creato quella che, secondo la definizione degli inquirenti, era diventata «la più grande fabbrica di debiti della storia del capitalismo europeo».

Pubblicità

(Foto: Sito Ufficiale Parma)

in evidenza