Angolo del tifoso
ANGOLO SPEZIA – Belin, che Speza
Ci sono serate in cui tutto può succedere, anche che una neopromossa possa battere la prima in classifica, ma quando una squadra domina l’avversario con il gioco, mostrando coraggio e lottando strenuamente su ogni pallone come se fosse l’ultimo, allora la vittoria che ne consegue è solo la semplice risultante.
Inizia forte lo Spezia, forte come il vento di tramontana che sferza il Picco.
I ragazzi di Italiano cercano di soffocare in partenza ogni possibile azione rossonera, con un pressing ultra offensivo.
La velocità di Agudelo e la sagacia tattica di Vignali e Bastoni, che accompagnano gli esterni aquilotti nel recupero palla, costringono il Milan a lanciare per la testa di Ibrahimovic, ma il giocatore svedese finisce per restare francobollato dai corazzieri Erlic e Ismajli.
Neanche Theo Hernandez riesce ripartire in velocità con le sue proverbiali sgroppate, perchè sulla sua strada trova un attento Gyasi che lo segue come un’ombra.
Lo Spezia nel primo tempo gioca bene ma non segna solo perchè Donnarumma compie un autentico miracolo su staffilata di Saponara.
Nel secondo tempo mezza Italia si aspetta un calo fisico degli aquilotti e invece le aquile hanno un approccio ancora più veemente.
Ad un certo punto la metà campo rossonera sembra pendere verso la porta di Donnarumma.
La palla rilanciata dai rossoneri ritorna a rotolare nella direzione opposta, sotto la spinta dei giocatori aquilotti che avanzano in massa con continue sovrapposizioni.
A sinistra Saponara e Bastoni iniziano a bullizzare il malcapitato Dalot, che si ritrova a giocare al posto di Calabria che una settimana fa ha pensato fosse meglio “pulirsi” la diffida in vista del derby di Milano.
Lo Spezia resta compatto e bellissimo da vedere.
Con un movimento a fisarmonica si contrae al centro e, una volta recuperata la palla, si allarga velocemente per accerchiare l’area rossonera con le sue maglie bianche.
Solo per troppa foga non riesce a trovare il tiro decisivo.
Il ritmo resta però troppo alto per questo Milan e, nell’ennesima manovra avvolgente, lo Spezia riesce a segnare finalmente il meritato goal del vantaggio grazie ad un’azione in percussione in stile quasi da football americano – per la felicità dei nuovi proprietari statunitensi – e arrivando con la palla quasi in porta.
All’azione del goal partecipano tutti i centrocampisti che si inseriscono in massa nell’area avversaria, ma alla fine è Maggiore, lo spezzino con la fascia da capitano sul braccio, a depositare in rete, facendo urlare di gioia tutta la città.
È il suo primo goal in serie A e se lo ricorderà per sempre (e non solo lui).
Non si ferma lo Spezia, non c’è il timore di non farcela. Nessuna paura di fronte ai più esperti attaccanti rossoneri.
Ancora Saponara viene steso un pelo prima di entrare in area.
Punizione a favore di Bastoni che disegna un arcobaleno che si esaurisce nel sette alla sinistra di Donnarumma. Altro goal di uno spezzino e altra ammucchiata di maglie bianche sul prato per festeggiare.
Il Milan ci capisce poco o nulla, Agudelo con le sue veroniche a velocità supersonica sembra uscito dalla Playstation.
Estevez e Vignali continuano a imperversare sulla destra.
Solo un paio di centimetri di troppo negano ad Acampora il terzo goal perchè il suo tiro si stampa sull’incrocio della porta. È l’ultima azione.
Al fischio finale un’intera città vorrebbe correre ad abbracciare i suoi eroi allo stadio.
Ognuno di noi avrà fatto fatica ad addormentarsi. Con la testa sul cuscino, avremo rivissuto ancora ad occhi aperti questa immensa gioia.
E la mattina seguente, incontrando i nostri amici e familiari, li avremo salutati dicendo: ”belin, che Speza! “
