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Cos’è il TMS: semplificazione e trasparenza a servizio dei club

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In queste ore dall’Inghilterra il The Guardian ha condotto una sorta di inchiesta sui trasferimenti di Neto e Jordao, ex calciatori della Lazio prelevati in precedenza dallo Sporting Braga (e non Lisbona, precisazione dovuta come vedremo in seguito) e rivenduti in un secondo momento al Wolverhampton.

Il quotidiano britannico ha sollevato i dubbi su possibili incongruenze nei pagamenti tra i club per i due calciatori in questione. Finita sotto la lente d’ingrandimento due questioni in particolare. Sul bilancio d’esercizio della Lazio infatti sarebbe risultato un versamento nelle casse dello Sporting Lisbona, piuttosto che dello Sporting Braga. Un errore che  a primo impatto potrebbe rendere vano il tutto. Anzi, no.

Arrivato tempestivamente il chiarimento del segretario generale biancoceleste, Armando Calveri, che parla di un semplice “errore del nostro dipartimento finanziario che è stato ingannato dai nomi simili dei due club.”

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Sospette inesattezze anche per quanto concerne la somma totale per Neto, per il quale i biancocelesti elenca un pagamento di 11 milioni, il Braga di 9. La discrepanza – come confermato dallo stesso Calveri – sarebbe giustificata dal diverso metodo fiscale dei due club. “Tutti gli importi relativi al trasferimento sono dichiarati nel Fifa TMS“, chiosa il segretario. Ma cos’è il TMS? Scopriamolo insieme!

SEMPLIFICAZIONE E TRASPARENZA A SERVIZIO DEI CLUB

Perché un trasferimento non può essere messo in discussione, nonostante due soggetti economici decidano di trascrivere a bilancio cifre cosiddette dissimilari tra loro? La spiegazione semplice risiede nel FIFA TMS, che lo stesso organismo internazionale identifica come un “sistema di informazioni e dati su Internet avente come obiettivo principale la semplificazione del processo di trasferimento internazionale dei calciatori, il miglioramento della trasparenza e l’ottimizzazione del flusso di informazioni”.

E’ importante sottolineare che qualsiasi acquisizione senza un TMS valido, non può essere deliberato dalla FIFA stessa. Dunque, rifacendo menzione ai trasferimenti di Neto e Jordao, non possono essere rimesse in discussione medesimi versamenti proprio grazie al TMS.

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Esistono due varianti di TMS: il DMTS (Domestic Transfer Matching System) e l’ITMS (International Transfer Matching System). Il primo fa riferimento ai trasferimenti che coinvolgono due società della stessa federazione di riferimento (quindi, gli acquisti che avvengono all’interno del proprio Paese). Il secondo invece tutela le operazioni tra due federazioni diverse (in parole ancora più povere, gli acquisti che avvengono tra due campionati stranieri).

In entrambi i casi, le società sono tenute a specificare molteplici dati: la formula di trasferimento, i dati anagrafici del calciatore, il nome del procuratore e la parcella da riconoscergli, l’importo e la scadenza dei pagamenti ed addirittura il numero dei conti bancari del cessionario e del cedente. Quando la FIFA, attraverso appunto il sistema TMS, è certa dell’inequivocabile corrispondenza tra i due club, c’è il via libera all’affare.

Ma non è finita qui. Quante volte è capitato di assistere ad un’assenza forzata di un calciatore appena acquistato dall’estero? Tutta colpa del “transfer“, che le due federazioni in questione sono tenute a scambiarsi. Nella fattispecie, la federazione del club acquirente richiede a quella del club cedente l’ITC (International Transfer Certificate). Una richiesta che la controparte è tenuta a corrispondere entro 7 giorni.

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Ultimissima fase è quella riguardante la verifica dei pagamenti: una volta svolto questo passaggio senza particolari intoppi, l’acquisto può definirsi totalmente certificato.

Una complessa macchina burocratica che gli amanti del calcio sono abituati a derubricare nella banale firma sui contratti. Ma dietro ad ogni trasferimento si nasconde un laborioso insieme di passaggi volti alla regolarità del procedimento stesso.

(foto: Twitter FIFA)

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