News
Roma, un’altra rimonta in Champions: 3-2, il bel gioco non basta più
La Roma torna da Manchester con una sconfitta che impone una riflessione severa. Il 3-2 subito contro lo United, dopo aver chiuso il primo tempo avanti di due gol, ripropone il problema già emerso contro il Real Madrid: la difficoltà di trasformare una posizione di forza in un risultato concreto. Soulé e Malen costruiscono il vantaggio, Bruno Fernandes e la doppietta di Cunha lo cancellano.
È la seconda sconfitta in rimonta della Roma in questa Champions League. Una distinzione necessaria, perché i vantaggi dilapidati sono già tre, considerando anche il pareggio subito dal Fenerbahçe. La critica, dunque, riguarda una fragilità che si ripresenta, pur in partite differenti.
Dal Real Madrid allo United: due occasioni sprecate
Contro il Real Madrid, il 14 ottobre, la Roma era avanti 3-1 prima di perdere 3-4. A Old Trafford, il 3 novembre, il doppio vantaggio è diventato un’altra sconfitta. Due avversari diversi, due dinamiche differenti, una conseguenza identica: zero punti dopo aver avuto la vittoria alla portata.
Il giudizio più duro nasce proprio da qui. La squadra dimostra di poter mettere in difficoltà avversari importanti, ma continua a lasciare aperte partite che dovrebbe imparare a governare. La qualità mostrata rende ancora meno accettabile la dispersione del vantaggio.
Il problema è come la Roma reagisce alle difficoltà
A Manchester il gol di Bruno Fernandes arriva al 58’, dopo un rigore prima parato da Vasquez e poi fatto ripetere per l’ingresso anticipato in area di Cristante. Cunha completa il ribaltamento segnando all’83’ e all’86’.
Tra il primo gol inglese e il pareggio trascorre abbastanza tempo per cercare una risposta. È questo il punto centrale della critica: la Roma avrebbe dovuto ritrovare ordine, alleggerire la pressione e adattare la propria partita.
Un episodio sfavorevole può riaprire una gara. La capacità di impedirgli di condizionare tutto il resto distingue una squadra ancora incompleta da una squadra affidabile in Europa.
Gasperini deve trovare una soluzione alla gestione del vantaggio
Nel dopopartita, Gasperini ha distinto il crollo contro il Real da quello di Manchester, spiegando che a Old Trafford i segnali di difficoltà erano stati più evidenti. Il tecnico ha riconosciuto la fatica nel contenere gli attaccanti avversari e indicato possibili risposte: un gioco diverso, più palloni lunghi e maggiore capacità di interrompere la pressione inglese. Fonte: dichiarazioni ufficiali di Gasperini.
Queste osservazioni rendono inevitabile una domanda sulla gestione tecnica. Se la squadra non riesce più a sostenere il confronto nello stesso modo, deve trovare un’alternativa praticabile durante la partita.
La responsabilità dell’allenatore riguarda anche questo: preparare il gruppo ai momenti in cui il piano iniziale smette di funzionare. Dopo due sconfitte del genere, la lezione deve diventare una correzione visibile.
Gli errori individuali pesano, la risposta deve essere collettiva
Gli errori difensivi di Balerdi hanno inciso sul finale di Manchester. Sarebbe però riduttivo concentrare tutta l’analisi su un solo giocatore: la cronaca della ripresa racconta una Roma che ha perso pericolosità e ha faticato a reagire alla crescita dello United.
La richiesta alla squadra è concreta: mantenere distanze utili, offrire soluzioni a chi recupera il pallone e conservare lucidità dopo un gol subito. Anche proteggere un pareggio, quando la partita si complica, può rappresentare una scelta di maturità.
In Champions servono punti e continuità
Dopo quattro giornate, la Roma ha quattro punti. Il percorso europeo resta aperto, ma le occasioni sprecate hanno già un peso sulla classifica.
La critica è tanto più necessaria quanto più questa squadra mostra potenziale. Giocare un ottimo primo tempo contro lo United e mettere alle corde il Real sono segnali di qualità. Per competere davvero, però, la Roma deve imparare a sostenere quella qualità quando cambiano ritmo, pressione e inerzia.
