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ANCHE MENO: Le pagelle di Avellino – Bari 2 – 0

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Avellino – Bari 2 – 0

Sì. Avevamo il dente avvelenato. Se c’è una cosa che accomuna e caratterizza il popolo irpino è la memoria lunga: non dimentichiamo mai, né la gratitudine né, soprattutto, i torti subiti.

La vita è una ruota che gira. Figuriamoci il calcio, che della rotondità fa il suo simbolo totemico. Prima o poi doveva succedere. È successo.
L’Avellino è salvo matematicamente. Il Bari è in caduta libera verso un baratro che, onestamente, si è costruito da solo con un campionato disastroso. A Salerno si sono già attrezzati per ammorbidire la caduta degli amici fraterni. Noi invece, per una volta, ci rilassiamo: seduti comodi a osservare il fantasmagorico campionato di Serie B ancora in corsa.

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Li battiamo sul campo e sugli spalti. Sold out già giorni prima. Il clima al Partenio è fervente. La squadra lo percepisce e lo trasforma in un assalto continuo, lungo più di 90 minuti.
Li prendiamo a schiaffi: azioni su azioni. Se il nostro attacco fosse stato più incisivo, il risultato avrebbe assunto proporzioni ben diverse.
Finisce 2 a 0 per noi.
Balliamo sotto la curva, salutiamo gli amici di Bari e Salerno.

Non siamo solo salvi: siamo in alto, molto in alto. Così in alto che qualcuno straparla, qualcun altro vaneggia. Non tutti reggono l’ossigeno rarefatto delle vette.
C’è chi sogna i playoff, chi non vuole porre limiti alla provvidenza. Io no. Troppo complesso l’anno passato, troppi alti e bassi.

Io voglio stare comodo e, per una volta, guardare gli altri.

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Anzi, vorrei vedere sperimentazioni: qualche cambio di modulo (il progetto Russo–Missori sulle fasce, visto a sprazzi, mi intriga), un ripensamento del centrocampo (un ruolo su misura per esaltare le qualità di Palumbo), qualcuno con voglia di riscatto (vedi Favilli), e magari una scommessa da lanciare (dicono molto bene di Spadoni, giovanissimo della Primavera).
E possiamo permetterci il lusso più grande: divertirci senza ansia. Altro che sognare la Serie A.
Il miglior risultato degli ultimi anni lo abbiamo conquistato oggi: rilassarci.
Ahhhhhhhh.

“Forte il pugno che colpirà. In ogni paese, in ogni città. Chi cammina sopra ai corpi, violenta le culture, cancella i ricordi.”

Contro le multiproprietà.

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Le Pagelle dell’Avellino

Iannarilli: 6

Partita in ciabatte, pigiama e vestaglia. Zero tiri in porta del Bari. Senza il raccattapalle a svegliarti ogni tanto, saresti stato il volto della Permaflex. Sbadigli.

Cancellotti: 7

Come in un film di Kubrick: la palla gira e il cavaliere medievale diventa un Robocop moderno. “Vivo o morto, tu verrai con me”. Nel secondo tempo su quella fascia non passa più nessuno. Bionico.

Enrici: 7

Patrick ha preparato questa partita per un anno. Esame di maturità superato: difende, regge, si propone. Gli manca solo il gol. Zero tiri concessi: basta questo. L’ultimo dei Mohicani.

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Izzo: 7,5 (MVP)

Secondo una classifica che circola sui social, tra i giocatori più odiati della Serie B c’è proprio il nostro Izzo. Maleducato, scontroso, senza remore, spavaldo e borioso. In una parola: perfetto. Il difensore ideale. Brutto, sporco e cattivo.

Fontanarosa: 6,5

“Non puoi chiudere baby in un angolo”. Ma sulla fascia sì. Cavallo pazzo è tornato: corre, chiude, marca. Folle, vibrante. Occhi da matto. E a noi piacciono così.

Palmiero: 6

La cura Ballardini lo alleggerisce. Meno costruzione, più comfort. Elegante, ordinato. Porta equilibrio. Nulla di esaltante. “Ma l’impresa eccezionale, dammi retta. È essere normale”.  

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Besaggio: 7

Ho visto il futuro. Il nostro Besaggio è una mezz’ala di spinta: strappa, dribbla, si inserisce e vede la porta. Non si limita a partecipare, incide. Ha passo, ha coraggio, ha fame. Un centrocampista vero, moderno, di quelli che collegano i reparti e cambiano il ritmo della partita. Ambizioso, sempre proiettato in avanti. Fino alla vittoria.

Sounas: 6,5

Ho l’impressione che quando si abbassano i ritmi il nostro greco salga in cattedra. E infatti, nella seconda parte del secondo tempo, prende spesso in mano la squadra: detta i tempi, crea, ispira. Assist, movimenti, personalità. È un diesel: parte piano, ma quando entra in temperatura fa la differenza. Il diesel costa di più. Per un motivo, è migliore!

Palumbo: 6,5

Più che trequartista, Martin gioca da centrocampista a briglie sciolte. Libero, selvaggio, a tutto campo. A volte incomprensibile e inconcludente, altre decisivo e brillante. Il quarto anno delle superiori è un po’ così: confuso, ansiolitico, con la paura di un esame di maturità che sembra più grande di te. Ballardini lo ha capito e lo lascia fare. Arriverà il tempo giusto in cui il nostro bel anatroccolo diventerà un cigno. Uno di quei centrocampisti centrali capaci di legare la squadra, portare palla (non passarla indietro!) e cambiare il ritmo. Di quelli che fanno la fortuna delle squadre che poi fanno il salto di qualità e di categoria (vedi Busioa Venezia). Intanto, mio caro Martin, mi accomodo: ti osservo e ti scrivo. Così mi distraggo un po’. E siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò. L’anno che verrà.

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Russo: 7

Tu lo vedi così silnzioso, quieto, mansueto. Ma dagli un pallone tra i piedi e te lo trasforma in stranezze calcistiche vibranti. Certo spesso inconcludenti, a volte incomprensibili, ma na finta e RafeleRusso scioglie o sang rint e vene. Mittiti paura e l’acqua cheta.

Patierno: 6

Oggi Chicco era stranamente sereno, quasi sorridente. In città gira voce che abbia festeggiato la promozione del Barletta in Serie C, e a dirla tutta qualche traccia dei bagordi si è vista anche in campo. Ma oggi c’era un obiettivo più grande: salvare l’Avellino con tre giornate d’anticipo. Programma rispettato, da vero capobranco. Missione compiuta. Ora puoi pure tornare ai festeggiamenti. Però, Chicco… tieni n’età.

I Subentrati dell’Avellino

Favilli: 6,5

Quei movimenti da attaccante vero, lo confesso, mi eccitano fisicamente. È arrivato il tempo di recuperare o scoprire talenti. Chi avrà davvero l’x factor? Io il mio Golden buzz ce l’ho.

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Tutino: 6

Fa quello che serve. Tiene palla, fa salire la squadra, perde tempo.Perfetto per i finali di gara (e di carriera).

Missori: 6

Troppo poco tempo per incidere davvero. Non era al meglio fisicamente. Ma nello scampolo che ha avuto non ha deluso: presenza e segnali comunque positivi.

Le Borgne: S.V.

Messo in campo nei minuti di recupero per alleggerire il finale di gara. Non tocca palla.

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(Foto: Depositphotos)

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