Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – Funziona tutto come un orologio
La Juventus regola con un roboante 5 a 0 la pur combattiva Cremonese di Davide Nicola. E forse non è un caso che la prima goleada dell’era Spalletti sia venuta proprio nell’incontro con i lombardi. Ricordate? Si era in Autunno e il mister dal cranio lucido aveva appena preso possesso della panchina bianconera.
Dire che si trattava di un periodo complicato per squadra e società era un delicato eufemismo. Dopo aver cambiato tre tecnici nel giro di neanche un anno solare (Thiago Motta, Tudor e il traghettatore Brambilla) la dirigenza davvero non sapeva più a che santo votarsi per scuotere il gruppo.
E per il buon Luciano da Certaldo, tecnico con tante qualità ma non certo quella di avere una pazienza degna di Giobbe, l’avventura torinese appariva come una sorta di missione impossibile. E, invece, dopo poco più di due mesi di impegno e fatica, ecco che il cerchio si chiude: l’allenatore toscano può avere la soddisfazione di vedere in campo una squadra impostata con criterio e che gioca in maniera convincente. Giusto per citare una strofa del brano più celebre di un noto cantautore: “Funziona tutto come un orologio”.
La mano dell’allenatore
Un bravo allenatore riesce sempre a dare una precisa identità alla sua creatura. L’unica questione è sul tempo che ci impiegherà a metterla a punto. Per aderire ai canoni spallettiani ci vuole una squadra che sappia riprendere il possesso della sfera prima possibile e poi sia capace di ripartire a razzo verso l’area avversaria. Il modulo prediletto è il 4-2-3-1.
Una difesa a quattro tanto impermeabile quanto fluida, due centrocampisti centrali di lotta e di governo e tre fantasisti intercambiabili tra di loro e al servizio di un centravanti di manovra. Ieri l’identikit appena fatto corrispondeva a questi nomi.
Dietro, al centro agiva la coppia Bremer e Kelly, sulle fasce Kalulu e Cambiaso. Davanti a loro, in mediana, Locatelli e K. Thuram mentre sulla trequarti si muovono l’imprescindibile Yildiz, l’elegante Miretti e il polivalente McKennie.
In avanti, infine, il canadese David. Undici uomini che si muovono come se fossero una sola entità e dove ognuno sa esattamente cosa fare. Funziona tutto come un orologio.
Bomber per caso
I padroni di casa prendono subito possesso del territorio con autorità e costringono gli ospiti sulla difensiva sin dai primi minuti. Tuttavia a sbloccare il risultato è un evento casuale. Su una palla respinta dalla difesa lombarda in maniera approssimativa si avventa Miretti con un bel tiro al volo.
In verità non siamo certi che la sfera sarebbe finita in rete ma, a scanso di equivoci, il pallone scagliato dal centrocampista incoccia nella nuca di Bremer, cambia improvvisamente angolazione e finisce in rete beffando il portiere dei lombardi.
Juventus in vantaggio, quindi, e felicitazioni dei compagni per il difensore brasiliano, bomber per caso e autore della sua prima rete in campionato.
E quando anche la sorte ti sorride, vuol dire che nulla potrà mai andare storto. Funziona tutto come un orologio.
Percorso di rinascita
Partita quindi subito sui binari giusti. E, casomai ci fosse bisogno di una conferma sul trend positivo dei bianconeri, giunge puntuale dopo pochi minuti.
Una poderosa sgroppata dell’erculeo K. Thuram, seguita da un suo puntuale assist, mettono in condizione David di puntare la porta e confezionare il gol del raddoppio.
E’ la seconda marcatura consecutiva dell’attaccante canadese, una nuova tacca sulla sua cintura e un ulteriore passo in avanti nel suo percorso di rinascita. L’avevano già bollato come un bluff, gli era stata appioppata l’etichetta di elemento estraneo al gruppo. Lui ha sofferto in silenzio, senza mai abbandonarsi ad esternazioni polemiche con la stampa.
E ha scelto di replicare alle critiche nel migliore dei modi, parlando soltanto sul campo. Guardandolo in azione si vede che funziona tutto come un orologio.
Partita chiusa
A questo punto c’è solo da chiudere definitivamente la pratica. E, sul finire del primo tempo, a mandare la partita in archivio ci pensa il giocatore di maggior classe. Kenan Yildiz, tasso tecnico e personalità da numero dieci, si presenta sul dischetto del penalty con l’incarico di far calare il sipario sull’incontro.
Sul suo tiro il palo aiuta il portiere dei rivali a respingere ma la sfera torna, come per magia, proprio sui suoi piedi per il più morbido degli appoggi in fondo al sacco. Tre a zero già nei primi 45 minuti di gioco e secondo tempo da giocare sul velluto per la sua squadra. Funziona tutto come un orologio.
Risultato arrotondato
E, in effetti, al rientro in campo l’incontro non ha più molto da raccontare. Gli ospiti, pur accennando a una reazione d’orgoglio, ormai sono completamente demoralizzati. I padroni di casa, invece, giocano sulle ali dell’entusiasmo, tra scambi di prima e le grida di giubilo del pubblico.
Alla fine, il sempre eclettico McKennie (uno dei più attivi ed intraprendenti) riesce a sublimare la sua ottima partita, mettendo lo zampino nelle due ulteriori reti dei bianconeri. Prima, imbeccato dall’effervescente Miretti, manda in tilt due difensori lombardi, costringendone uno all’autogol.
Dopodichè, su cross dell’iperattivo Kalulu, infila di testa il pallone nell’angolino per il definitivo 5 a 0 finale. E la sua esultanza, abbracciato a tutti i compagni, certifica che funziona tutto come un orologio.
(Foto: Depositphotos)
