Avellino
ANCHE MENO – Le pagelle dell’Avellino
Avellino – Entella: 2-0
Il gruppo si cementa, il Partenio-Lombardi ringhia e ulula come un unico lupo affamato, pronto a sbranare chiunque osi avvicinarsi.
In una città dove il lamento è sport olimpico e l’allenatore da bar una carica istituzionale riconosciuta, raramente si respira un’aria così compatta, unita. E’ quasi commovente.
Prova a dire una parola storta su qualsiasi giocatore biancoverde e ti ritrovi addosso un intero popolo a difenderlo.
E intanto, in campo, il copione è chiaro. Abbiamo dominato, sudato, sporcato i calzoncini e – tenetevi forte – persino giocato bene. Mai la sensazione di essere in balìa dell’avversario, mai quell’ansia di farsi rimontare che tante volte ci ha avvelenato le domeniche. Non solo corsa e botte, stavolta pure trame, verticalizzazioni, tocchi di fino. Stiamo crescendo. Stiamo diventando grandi.
Cambiano i protagonisti, cambia il modulo, cambiano le scelte tattiche. Quello che non cambia è l’atteggiamento cattivo e compatto. Da branco.
“Ogni domenica puoi vincere o perdere. La questione è: sei capace di fare entrambe le cose da uomo?”
Le pagelle dell’Avellino
Iannarilli: 6,5
Per 88 minuti si è chiesto se non fosse meglio portarsi un libro in porta. Mani dietro la schiena, occhiate al pubblico e forse pure qualche pensiero su cosa mangiare a cena. Poi, improvvisamente, qualcuno dell’Entella ha deciso di ricordargli che il calcio prevede anche tiri in porta. Quel qualcuno è tornato a casa in lacrime. Guantoni puliti.
Cancellotti: 7
Bentornato guerriero. Prezioso e concentrato. Questo nuovo ruolo da braccetto gli calza addosso come un abito sartoriale: elegante, pratico e senza pieghe. Fare il terzino in Serie B significa avere polmoni da maratoneta – e quelli non li ha mai ordinati al negozio – ma quando si tratta di intelligenza tattica e senso della posizione, eccolo lì, impeccabile. Tranquilli, Masaniell è turnat.
Simic: 6,5
Non sbaglia, non rischia, non strafà. Difensore Ikea: semplice, solido, senza fronzoli. Montaggio incluso.
Fontanarosa: 7,5
Gioca con furore, piedi educati e senso di posizione. È il tipo che se lo inviti a cena ti sparecchia pure il tavolo da solo. Intelligenza tattica e cattiveria agonistica fuse in un’unica creatura. Difensore moderno.
Palmiero: 6
Ci sono centrocampisti che trasformano ogni pallone in una verticalizzazione assassina, altri che costruiscono arabeschi e trame barocche degne di un architetto del Rinascimento. Palmiero appartiene a questa seconda categoria: lento, elegante, quasi aristocratico nel modo in cui accarezza la palla. La Serie B è un campionato che si nutre di sudore, contrasti e palloni sporchi. In mezzo a tutto questo, lui ogni tanto sembra voler incorniciare i passaggi come fossero quadri da museo. Vorrei vederlo meno artista e un po’ più operaio, con qualche affondo in più e qualche ricamo in meno. Ma forse, chissà, è solo un problema mio.
Besaggio: 7
Cellino, santo subito. Grazie alle sue gestioni tragicomiche, ci è cascato addosso questo gioiellino. 23 anni, cinque polmoni, umiltà tatuata sulla fronte e una quantità industriale di palloni recuperati e giocati. Non è un prestito da rimpiangere: è nostro. Finalmente un giovane da coccolare, non da restituire. Sul suo armadietto è stato affisso un cartello: passo carrabile, non parcheggiare davanti.
Kumi: 6,5
Ha ancora il vizio di correre a vuoto, e i suoi passaggi a volte sembrano cartoline che si perdono per strada. Le giocate cercano di stupire e non sempre ci riescono. Ma il fuoco negli occhi c’è. Lo vedi nei contrasti, nel farsi trovare pronto quando serve sfruttare l’errore del portiere. È acerbo, sì, ma già con la scorza dura.
Missori: 7
Quando parte in progressione sembra un cavallo scappato dal Palio di Siena, dopo averlo vinto. Avversari saltati come birilli al luna park. Cavallo pazzo.
Cagnano: 6
Non la sua giornata più memorabile, ma neanche un disastro. Non brilla. Non crolla. Non verrà ricordato nei racconti epici al bar, ma porta a casa il compitino senza errori gravi. E a volte basta così.
Biasci: 7,5 (Mvp)
Ti avevo chiesto bonus, e me li hai serviti su un piatto d’argento. Goal, tiri all’incrocio e intensità da motorino truccato. Questa volta, solo applausi.
Crespi: 6,5
Nello spirito mi ricordi quei ragazzini di Rioni Mazzini o San Tommaso che, negli anni ’90, sfrecciavano sugli scooter con marmitta Leovinci e la sciarpa biancoverde legata al manubrio. Già la vedo la torre dell’orologio sbucare tra i tatuaggi che porti sulla pelle. Non dubito che presto inizierai anche a usare qualche locuzione locale. “Ralli Valè, ralli n’fermo.”
I Subentrati dell’Avellino
Gyabua: 6
C’era il timore che non lo avremmo mai visto in campo. Dicevano che Biancolino non lo digerisse. Ma si sa che ad Avellino le scoregge diventano temporali.
Russo: 6
Quest’anno giochi sul velluto anche quando i tuoi colpi da rockstar restano in standby. Non fai rumore, ma il campo lo senti comunque scorrere sotto i tuoi piedi.
Lescano: SV
Facù se vuoi ti accompagno io a piedi e scalzo, fino a Montevergine. Mamma Schiavona fa miracoli dalla notte dei tempi.
Palumbo: SV
Pochi minuti, pochi palloni, poco spazio. Non posso giudicarlo, ma almeno si è fatto vedere.
Armellino: SV
Il leader silenzioso. Lo avrei voluto premiare solo per la sua importanza nello spogliatoio. Peccato che oggi la palla non abbia trovato la strada verso i suoi piedi.
(Foto: DepositPhotos)
