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LEVA CALCISTICA ’68 – Euro’ 80: Ho visto i Giganti

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Avete mai visto i Giganti?

Io sì.

Era il giorno 14 di un giugno, che iniziava a diventare caldo, e caldo era il San Paolo quel pomeriggio.

Dopo aver visto l’Olanda vincere contro la Grecia, ero di nuovo nel catino di Fuorigrotta per fare un tifo indiavolato per gli Orange. Questa volta però era la summa di una rivalità di un decennio che si stava chiudendo e, anche se lo stadio presentava qualche vuoto, l’atmosfera era quella dei grandi eventi.

L’arancione delle maglie olandesi, tra le più belle di sempre, brillava letteralmente in contrasto col magnifico verde del prato del San Paolo quel giorno. Il bianco delle maglie della Germania Ovest, invece, esaltava la forza e la potenza degli atleti che le indossavano.

Olanda – Germania Ovest era non solo un classico, ma anche una pletora di calciatori enormi e leggendari.

I fratelli Rene’ e Willy Van de Kerkhof, Arie Haan, Johnny Rep, Hovenkamp, Kist e Ruud Krol erano i beniamini orange.

Schumacher, Kaltz, Briegel, Rummenigge, Shuster, Hansi Muller e Uli Stielike erano i cattivi, anzi cattivoni dato il loro smisurato talento.

Ma chi si prese la scena fu un ometto con baffetti da sparviero, il folletto di Dusseldorf, Klaus Allofs. Piccolo e baricentro basso che, nonostante i limiti fisici, si faceva rispettare anche nel gioco aereo grazie al suo senso della posizione e ai tempi di anticipo. Istinto predatorio naturale, quel pomeriggio sciorino’ tutto il repertorio e mise una tripla, favorito anche dalle azioni devastanti di Kalle Rummenigge e Bernd Schuster, che passarono sopra la difesa olandese con la delicatezza di due elefanti in una cristalleria. Jupp Derwall aveva messo su un gran bel team, che due anni dopo ci saremmo trovato tra i piedi, formato da grandi giocatori di esperienza e giovani di altrettanti grandi prospettive, basti pensare che, nel secondo tempo, fece il suo esordio in nazionale un certo Lothar Matthaus, e si comprende di cosa si parli.

L’Olanda ed i suoi alfieri, con il suo Calcio Totale e la visione progressista del movimento meriterebbero una serie tv a parte, ma quelle viste a Napoli erano semplicemente macerie e residui di orgoglio di recenti leggende e giganti.

I Giganti.

Non lo era nella stazza, comunque, Klaus Allofs, ma gigante lo fu nella storia personale. Di diritto negli almanacchi del calcio tedesco con oltre duecento gol in carriera, tra i primi sei o sette di tutti i tempi, cinquantasei presenze in nazionale e carriera legata, romanticamente, quasi del tutto al Fortuna di Dusseldorf, dove è ancora ricordato con molto affetto. La tripletta di quel giorno gli permise di vincere il titolo di capocannoniere del torneo.

Scommetto che Klausi, da qualche parte in Vestfalia, pensa ai quarant’anni trascorsi da quei meravigliosi dieci giorni vissuti in Italia e a quel fantastico pomeriggio napoletano. E forse sentirà una lacrima scendergli lungo la guancia quando il ricordo, che pensava sopito, si ripresenterà netto e fresco, a rammentargli che, se io li ho visti, lui ci ha giocato con i Giganti.

Per la cronaca, il match terminò con la vittoria tedesca per tre a due, con gli olandesi che salvarono l’onore solo dopo il terzo gol di Allofs, andando a segno con Rep e Willie van de Kerkhof.

L’Europeo Italiano proseguiva.

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