ANGOLO DEL TIFOSO BOLOGNA – Il Presidente dei sogni

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Un senso di vuoto e di tristezza. Questo è seguito alla notizia che il nostro Presidente non c’è più.

I giornali hanno dato il giusto tributo ad un uomo che nel calcio ha portato la sua onestà ed integrità morale. I giocatori acquistati durante la sua presidenza, dal 1993 al 2005, hanno fatto divertire per più di un decennio la Bologna del calcio e non solo.

La società stava fallendo e lui, da imprenditore prima e da uomo poi, non ha esitato a salvare uno dei figli prediletti dei bolognesi. Da quel momento in poi, fuori dalle porte del tribunale, la certezza era che Giuseppe Gazzoni Frascara sarebbe stato una garanzia per lungo tempo ed avrebbe regalato ai tifosi rosso blu momenti di gloria.

Gazzoni in realtà non è mai stato un vero intenditore di calcio giocato, ma di certo ha contribuito a migliorare questo mondo. Alle riunioni di Lega incontrava colleghi più “pallonari” di lui che apprezzavano la sua visione nuova di quel sistema non senza zone d’ombra.

Quando veniva intervistato sulla partita, spesso sorrideva o esprimeva qualche concetto generale, quasi da manuale.

Quando invece il discorso veniva allargato al sistema calcio, Giuseppe Gazzoni dava sempre la sensazione di essere uomo sapiente ed intelligente. Dava spunti di riflessione e, con fare all’inglese, lasciava il discorso aperto volutamente, per permettere a tutti di riflettere sull’argomento.

Non dava mai la sensazione di voler imporre un giudizio ma, con fine intelligenza, serviva spunti di riflessione.

Una persona come lui non si dimentica. Un uomo sempre gentile, che ha fatto scelte coraggiose e vincenti. Il Presidente ha avuto la forza e la voglia di portare Roberto Baggio al Bologna. Una di quelle mosse a metà fra la grande intuizione imprenditoriale e la capacità di regalare un sogno al popolo rosso blu.

Quando vedevamo Roberto Baggio allo stadio con la maglia del Bologna credevamo di essere in paradiso. Le giocate, il carisma, il personaggio, la classe cristallina, tutto questo lo ammiravamo sugli spalti del Dall’Ara. In quel periodo ci sentivamo il Real Madrid.

Tutti quelli che hanno lavorato con Gazzoni lo hanno ricordato e salutato sui social con un video pensiero.

Baggio, Signori, Nervo, Kennet Andersson, Paramatti, Pagliuca. Tutti commossi nel salutare il loro Presidente. Ulivieri lo ha ricordato anche come amico. I magazzinieri lo hanno descritto come persona per bene. Saputo, visibilmente provato nel viso, lo ha ringraziato solo per averlo conosciuto.

Gazzoni e Saputo, se vogliamo, si assomigliano per stile, principi e moralità. Gazzoni, come Saputo, si è sempre rivolto alle persone con gentilezza e rispetto. Per questo il presidente canadese ha voluto in qualche modo avere Giuseppe Gazzoni come Presidente onorario del club.

Come nel 1964, quando Dall’Ara morì alla vigilia dello spareggio scudetto contro l’Inter ed oggi lo Stadio è intitolato a lui. Così la curva degli ultras rosso blu è intitolata a Giacomo Bulgarelli, bandiera del Bologna dell’ultimo scudetto.

Domani ci aspettiamo che a Gazzoni venga intitolato un pezzo della sua casa, lo Stadio,  che per anni lui ha arredato con pezzi di pregio. Per come era, così aristocratico e raffinato nei modi, i distinti sotto la Torre Maratona potrebbero diventare i “Distinti Gazzoni”.

Se la targa con il suo nome non sarà allo Stadio, ognuno di noi porterà comunque dentro l’immagine di un uomo che ha dato tanto alla sua gente.

Grazie amato Presidente.

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