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Gattuso furioso dopo Moldova-Italia: “Regole assurde. Così è una beffa per l’Italia”

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Gennaro Gattuso, nel post-partita di Moldova–Italia 0-2, è apparso visibilmente contrariato. Il Commissario Tecnico non ha gradito i fischi arrivati dagli spalti di Chișinău quando il risultato era ancora sullo 0-0, né le critiche piovute sulla squadra nonostante una serie di prestazioni convincenti e sei vittorie consecutive dopo la sconfitta di Oslo. Ma ciò che più lo ha irritato è stato il regolamento delle qualificazioni ai Mondiali 2026, considerato dal CT un sistema tutt’altro che equo.

Nel dopo gara Gattuso si è sfogato senza mezzi termini, invitando tutti a rivolgere domande “a chi fa i gironi e a chi fa le regole”. Ha ricordato come, nel 1994, le squadre africane fossero soltanto due mentre oggi sono diventate otto e come una volta la miglior seconda ottenesse la qualificazione diretta ai Mondiali. Il CT ha sottolineato che le difficoltà esistono e che la squadra ne è perfettamente consapevole, ma che questo non giustifica un sistema che rischia di penalizzare chi sta disputando un percorso di altissimo livello.

La situazione dell’Italia è infatti paradossale: nel primo Mondiale a 48 squadre, gli Azzurri potrebbero finire ai play-off pur avendo raccolto 21 punti su 24. Alla vigilia dell’ultima sfida del girone, quella di San Siro contro la Norvegia, la squadra di Gattuso si trova a tre punti di distanza dagli scandinavi e con una differenza reti fortemente sfavorevole. Per centrare la qualificazione diretta, servirebbe una vittoria con nove gol di scarto, un’ipotesi che va oltre ogni immaginazione.

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Questa condizione appare ancora più beffarda se si considera il quadro complessivo: soltanto due delle cinquantquattro nazionali europee coinvolte nelle qualificazioni hanno raccolto più punti dell’Italia. La Norvegia è la capolista assoluta del ranking provvisorio e l’Inghilterra la segue a ruota, entrambe con sette vittorie su sette. Subito dopo, per rendimento complessivo, ci sono proprio gli Azzurri. Un dato che evidenzia come la squadra stia disputando una delle migliori campagne qualificazione d’Europa, nonostante il rischio concreto di dover ancora una volta affrontare l’incognita dei play-off.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la struttura dei gironi, che non sono uniformi: soltanto metà sono composti da cinque squadre, mentre alcune nazionali devono ancora disputare due partite. Questo squilibrio rende ancora più complessa la valutazione complessiva del percorso delle varie formazioni e contribuisce a generare situazioni statisticamente distorte, come quella che sta penalizzando l’Italia.

Per Gattuso, insomma, oltre alle difficoltà del campo c’è una beffa evidente, resa lampante dalla gara di Chișinău e dai numeri del girone. La sensazione è che, nonostante un cammino di assoluto livello, gli Azzurri siano costretti a un percorso più tortuoso del dovuto e che il regolamento meriti una riflessione profonda. Una posizione che, dopo le sue dichiarazioni, potrebbe accendere un dibattito destinato a far discutere ancora a lungo.

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(Foto: DepositPhotos)

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