Zanni Cesena

Silvia Zanni: “Voglio fare grande il Cesena senza pormi limiti” (ESCLUSIVA)

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Tempo di lettura: 4 minuti
Zanni Cesena
(Foto: Facebook Cesena FC Femminile)

Silvia Zanni, ventun anni a giugno, scuola Sassuolo, è un attaccante del Cesena, serie B. Pur così giovane, ha già alle spalle una discreta esperienza tra le chiamate nelle Nazionali giovanili, l’esordio con rete nel Sassuolo e le annate in B con le maglie del Ravenna e del Cittadella. Ora veste il bianconero del Cesena e vuole a tutti i costi aiutare la formazione romagnola anzitutto a conquistare una salvezza tranquilla, senza porsi limiti. Silvia ha le idee chiare: vuole a tutti i costi “arrivare”, nel calcio, quindi, con un tale temperamento, è già a metà dell’opera.

La partita in casa della Pro Sesto è finita in pareggio, a reti inviolate. Risultato giusto? Sei soddisfatta della tua prestazione?

“Penso che il risultato non sia veritiero. Abbiamo avuto entrambe occasioni da goal che però per nostra fortuna loro non hanno saputo sfruttare ed occasioni dove purtroppo noi non siamo riuscite ad essere concrete. Per quanto riguarda la mia prestazione non sono soddisfatta ma ho riguardato la partita e penso che comunque anche il campo non ci abbia aiutate”.

Il Cesena ha 15 punti, sei sopra la zona retrocessione in cui è impelagata proprio la Pro Sesto. Il vostro obiettivo stagionale è una salvezza tranquilla o qualcosa in più?

“Come nostro primo obiettivo ovviamente è la salvezza ma crediamo anche in quel qualcosa in più che potrebbe arrivare e darci tanta soddisfazione”.

Al momento del trasferimento hai sposato con entusiasmo il progetto cesenate. Dove vuole andare il Cesena? Si accontenta di questa A2 (la serie B) o ambisce un giorno alla massima serie?

“Il Cesena è una grande società, sempre presente in ogni ambito. Essendo comunque una bella società ed avendo all’interno persone di competenza perché no ambire alla massima serie?”.

Una curiosità: hai scelto la maglia numero 12, quella solitamente del portiere di riserva. Perché proprio il 12? C’è un motivo particolare?

“Per quanto riguarda il numero di maglia 12 mi ha aiutata mio fratello a sceglierlo, essendo lui un portiere. Il mio numero preferito rimane comunque il 28. E’ stato il numero dell’esordio in Serie A e ho pure il tatuaggio”.

Sei definita attaccante versatile, un esterno. Quale piede usi meglio e quale modulo ritieni più adatto alle tue caratteristiche?

“Sono destra quindi come piede uso meglio il destro ma non mi spaventa usare anche il sinistro. Il modulo che ritengo più adatto alle mie caratteristiche è il 4-3-3 ma anche il 3-5-2 non mi dispiace”.

Mister Rossi come ti impiega?

“Mister Rossi mi impiega come esterno quale è il mio ruolo, quindi sono molto contenta”.

Facciamo un passo indietro. Un attaccante vive per il gol. Nelle giovanili del Sassuolo andavi sempre in doppia cifra. Nelle categorie superiori è tutto più difficile. Il gol in questa stagione prima o poi arriverà. E’ un problema rilevante quando non vai a rete o ti soddisfa anche fare assist per le compagne?

“Il goal arriverà ma senza pressioni. La prestazione non è dovuta solo al goal e questo ancora un po’ me lo devo mettere in testa, però fare assist per le compagne penso sia molto più soddisfacente”.

Comunque una rete in serie A l’hai fatta, proprio al tuo esordio con le nero-verdi. Raccontaci quell’emozione.

“Prima di campionato a Bari, stavamo perdendo 3-2. Mi ricordo che mister Piovani era stato espulso e quindi era in una tribuna laterale affianco al campo. Mi ha fatta scaldare e quando mi ha messa su ancora non ci credevo. I tifosi del Bari si facevano sentire con tamburi, fumogeni e cori. E’ arrivato un cross di Dubkova da sinistra un loro difensore di testa l’ha spizzata e io al volo di sinistro ho calciato senza pensare. Ero incredula infatti mi hanno fatto una foto con le mani in faccia e la mia espressione era davvero del tipo “non ci posso credere è entrata”.

Hai fatto parte delle Nazionali giovanili. Giocare con la maglia azzurra ha sempre il suo fascino. Immagino che ti piacerebbe indossarla di nuovo.

“Emozioni indescrivibili quelle della Nazionale. Non mi precludo nulla, voglio lavorare e togliermi delle soddisfazioni. Io ci credo”.

Tra i cadetti, prima del Cesena, hai militato nel Ravenna e nel Cittadella dove hai ritrovato la mister della Primavera nero-verde, Ilenia Nicoli. Ci racconti come sono andate queste due esperienze?

“Premetto che era il mio primo anno fuori casa e mi sono trovata un po’ destabilizzata. L’esperienza a Ravenna penso mi abbia segnata e mi dispiace di aver preso quella decisione di venire via ma non è stato facile prenderla e non è stato facile l’anno in sé perché non mi ero inserita benissimo nel gruppo. Per quanto riguarda Cittadella insieme a Ilenia Nicoli, ho ritrovato un po’ di serenità grazie anche alle compagne. Quest’anno è stato per quanto riguarda l’esperienza personale un anno fantastico, per quanto riguarda il campo con allenamenti veramente di alto livello. Penso che a 20 anni si ha il bisogno di giocare e quindi ho preso la decisione di venire a Cesena perché dove ero non avrei trovato spazio”.

Oltre al calcio, cosa fai nella vita? Cosa sogni di fare da grande una volta conclusa la stagione da giocatrice?

“In primis vorrei diventare una calciatrice professionista. Sto studiando scienze motorie per poter un domani inserirmi nel mondo calcistico. Sono comunque una persona che nell’ambito familiare si è sempre spesa per aiutare gli altri a fare tutto quello che di cui c’era bisogno”.

(Foto: Facebook Cesena FC Femminile)

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