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ANGOLO MILAN – Milan, tutto facile

Angolo del tifoso Milan SERIE A
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Tempo di lettura: 3 minuti

Il lido veneziano si rivela un buon attracco per la ciurma di Pioli che porta a casa il primo clean-sheet del 2022, una partita dominata dall’inizio alla fine e generosa di gol. Ancora tre gol, ancora una prestazione convincente, ottenuta contro una squadra che proprio nel suo stadio di casa, davanti al suo pubblico, ha sfoderato alcune delle sue prestazioni migliori.

La non-strana coppia

Ancora un match che rende oramai ovvio ciò che, fino ad oggi, era già abbastanza evidente. Se gira la fascia sinistra, se la condizione fisica, il Covid, l’allineamento dei pianeti, fanno esprimere Rafael Leao e Theo Hernandez al massimo delle loro capacità, il Milan difficilmente perde una partita. Non perchè gli altri 8 calciatori, non siano all’altezza della missione. Ma perchè quei due, la non-strana coppia, il Jack Lemmon e il Walter Matthau della Serie A, che poco fanno ridere la tifoseria avversaria, sono straordinari. Nel vero senso della parola. Non sono funamboli, non sono perfetti ma hanno doti fisiche straordinarie perchè poco comuni. Unite a qualità tecniche altrettanto straordinarie. E questo mix consente loro di avere tempi di inserimento, soluzioni per andare a a rete o mandare a rete i compagni di squadra, difficilmente leggibili e arginabili. Velocità e tecnica. Fino a venti anni fa, forse, bastava una delle due per avere ragione dell’avversario. Il collettivo che riusciva a sfoderarle entrambe, dominava per anni. Il Calcio odierno dice altro e proprio la storia recente dei rossoneri, dal 2013, ne è la controprova più dolorosa e quindi più veritiera. Il Milan 4.0, forgiato dalle scelte di Maldini, Massara, Moncada e Pioli, da quel fine Ottobre 2019, lavora faticosamente per mettere insieme calciatori veloci, tecnici, a cui insegnare “solo” la duttilità tattica. E se c’è una zona del campo, oggi, in cui questo  laboratorio sta facendo vedere i suoi frutti migliori, questa è sicuramente la catena di sinistra. Il francese in teoria sarebbe un terzino, il portoghese un attaccante laterale. Ma il primo si propone in avanti come fosse un ala e il secondo si diletta in tocchi da numero 10, salvo poi liberare conclusioni a rete, di rara potenza persino per un numero 9.

Il gioiello del secondo gol

L’assist di Leao per Theo, in occasione del secondo gol, è la testimonianza lampante di tutto questo. Sarebbe un grave torto, non mettere in risalto un simile gesto tecnico. Leao indirizza il pallone, senza stop, di prima, con un tocco morbido di interno, inventando un corridoio che poteva essere uno ed uno solo. Theo scatta veloce, partendo da dietro, sa che è per lui e non per Brahim Diaz, la traiettoria sembra dritta nei primi istanti, salvo poi prendere il giro proprio nell’esatto momento in cui Hernandez lo controlla col piede destro, prendendo un vantaggio decisivo su Mazzocchi che correva sbracciando, nella speranza di recuperare. L’intuizione, il tocco, la giusta velocità del pallone e l’effetto, quasi eseguito col compasso, illuminano quel corridoio che porterà il 19 rossonero dritto al secondo gol. Non serve la cronaca per spiegare Venezia-Milan. Non serve elencare quanti passaggi effettuati e quanto possesso palla esercitato. Quanti cross o quanti calci da fermo. È sufficiente immaginare e vedere questa giocata del 17 portoghese, senza necessariamente guardarla in tv, per capire quando, dove e con chi il Milan ha vinto la sfida contro la squadra di Zanetti. Un fregio di calcio purissimo, ricamato su di un drappo di preziosa seta veneziana.

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