Angolo del tifoso
ANGOLO SPEZIA – Cobra kai
Come diceva Vujadin Boskov: “partita finisce quando arbitro fischia”.
Lo Spezia, nell’incontro con il Cagliari, riesce ad agguantare all’ultimo minuto un pareggio tutto sommato meritato, soprattutto per quanto prodotto nel primo tempo.
All’alba della partita partono subito forte gli aquilotti. I primi tre minuti sono addirittura caratterizzati da un possesso palla tutto spezzino.
Dopo l’emozione del minuto di raccoglimento in memoria di Maradona, è il Diego spezzino, Farias, che sale in cattedra e sfiora in due circostanze il goal. La prima al sedicesimo, quando la palla finisce di poco fuori, a pochi centimetri dal palo di sinistra. La seconda al ventiduesima, quando impegna Cragno in un intervento prodigioso con un tiro quasi a botta sicura.
Lo Spezia non demorde e continua a spingere soprattutto sulla fascia sinistra, la fascia dove agisce Ounas, per cercare di costringere il giocatore più in forma dell’attacco cagliaritano a ripiegare all’indietro e a sottrargli metri ed energie per le sue proiezioni offensive.
Così al 36′ Bastoni scende sulla sinistra, salta come birilli uno, poi due, poi tre avversari e crossa rasoterra un pallone facile facile, che Gyasi trasforma nel goal del meritato vantaggio e che festeggia saltellando come un canguro.
Nella ripresa, il Cagliari cerca subito di alzare i ritmi per cercare di impensierire la retroguardia aquilotta.
Al 52′, approfittando di un rimpallo favorevole, Joao Pedro lascia partire un tiro velenoso che si insacca nell’angolino alla destra di Provedel.
Passano appena sei minuti e la squadra sarda trova il goal del 2-1.
Ounas lancia alle spalle di Bastoni un pallone per Zappa, il quale effettua un traversone rasoterra per Pavoletti che devia di tacco in porta.
Lo Spezia subisce due reti sulle uniche vere occasioni create dal Cagliari fino a quel momento.
A questo punto Italiano inserisce energie fresche, facendo entrare tra gli altri Chabot, Deiola e Piccoli. I giocatori spezzini attaccano lasciando qualche spazio dietro.
Ounas calcia a lato, a portiere battuto, una palla rasoterra servitagli da Sottil. Pochi minuti dopo lo stesso Sottil per poco non segna il goal del 3-1 ma Provedel para.
Chabot su calcio d’angolo sfiora il goal del pareggio, mandando la palla di poco oltre la traversa. Farias però, sulla fascia sinistra è l’ultimo ad arrendersi.
Cosi si arriva al 93′ quando l’ispirato Diego imbuca al centro dell’area per Piccoli, il quale viene agganciato in area da Klavan. È calcio di rigore, decretato dall’arbitro Marini, lo stesso che fischiò il rigore del 2-2 a favore del Parma nei minuti di recupero.
Il tempo per controllare che non ci siano giocatori in fuorigioco e sul dischetto si prepara a battere Nzola, dal momento che il rigorista Ricci è uscito.
La sua rincorsa fa pensare ad un tiro spaccaporta ed invece con calma olimpica spiazza il portiere Cragno con un tiro lento ma efficace, segnando al 94′ in zona Caicedo, più che in zona Cesarini, il goal che sancisce il definitivo 2-2.
Punto importante che dà continuità alla classifica dello Spezia e che consente di raccogliere quanto seminato attraverso il gioco e soprattutto grazie al contributo di tutti i giocatori che vengono chiamati in causa.
Lo Spezia dimostra comunque grande carattere e, non ce ne voglia Daniel Larusso e il maestro Miyagi, sembra Cobra kai: non muore mai.
Al prossimo incontro.
Per oggi è tutto dal dojo di sensei Italiano.
