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ANGOLO SPEZIA – Ponte tibetano

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Spezia
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“Il ponte più difficile da attraversare è quello che separa le parole dai fatti”.  Sembrava che almeno il punto, meritato e “stretto” per quanto prodotto, fosse ormai acquisito. Invece gli aquilotti scivolano sull’ultima tavoletta del ponte tibetano e precipitano in basso nella classifica e nel morale.

Lo Spezia ha provato a tradurre in risultati concreti le dichiarazioni fatte in settimana. Lo ha fatto per oltre un’ora e lo ha fatto bene. Non si può muovere nessuna critica ai ragazzi. Impegno e determinazione hanno accompagnato un gioco finalmente continuo. Tuttavia, il risultato non è arrivato. Il calo fisico nel finale e la sfortunata autorete di Moutinho condannano gli uomini di D’angelo, punendoli oltre i loro demeriti.

Il 2023 sembra un continuo dejavu. Ogni volta la stessa storia. Per contare le reti subite all’ultimo minuto, servirebbe l’abaco di zio Paperone. Noi qui, oltre agli errori – che nessuno nega – abbiamo pure una sfiga degna delle peggiori disavventure di Paperino.

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Purtroppo però, noi non siamo a Paperopoli, dove c’è sempre il lieto fine. Qui, nel regno del mugugno e della farinata, il calcio e lo Spezia sono dannatamente e indiscutibilmente passioni reali.

Aspettando gli interventi – che tutti auspicano – sul mercato, per correggere una rosa costruita male, non resta altro che riprovare ad alzarsi. Prima o poi la palla entrerà senza colpire pali o traverse. Prima o poi il goal sarà assegnato senza essere annullato per fuorigioco. Alla fine, questo fatale e maledetto ultimo minuto ci farà gioire.

Il destino si può cambiare, nulla è già scritto, ma è necessario volerlo.

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