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Angolo del tifoso

ANGOLO GENOA – Che peccato

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Punto d’oro per un buon Genoa, che si dimostra all’altezza di questo campionato. Prova convincente per i primi settanta minuti, in cui si è riusciti a gestire il vantaggio; due disattenzioni fatali costano i tre punti, che sarebbero stati meritati. Alla fine è un punto a testa per le due squadre. È un gran peccato, ovvio, ma questo match dimostra che siamo tornati in carreggiata.

Gilardino decide di schierare un modulo differente rispetto a quello visto a Roma e Torino, optando per il 4-4-2. Martinez tra i pali, De Winter fa il suo debutto ricoprendo il ruolo di terzino destro e a sinistra Martin preferito a Vasquez. Inamovibile la coppia centrale Dragusin-Bani. A centrocampo Sabelli e Frendrup esterni, Badelj e Strootman in mezzo. Davanti Retegui con Gudmundsson leggermente alle sue spalle. Modulo che può prendere la forma di un 5-3-2, con Sabelli che scende in difesa, De Winter passa al centro e Frendrup si accentra vicino ai due senatori rossoblù. Niente Malinovskyi che parte dalla panchina.

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Primo tempo che dà conferma alla svista della prima giornata, nella quale non si è praticamente scesi in campo. Il Grifone pressa, crea e si rende pericoloso offensivamente, in fase difensiva riesce a contenere in maniera efficace Kvaratskhelia e Osimhen. Al 40’ arriva la meritata rete del vantaggio: il tocco vincente è di Bani su spizzata di De Winter, dagli sviluppi di un corner.

Nella seconda frazione, il Genoa raddoppia al 56’ con il primo gol al Ferraris di Mateo Retegui. Da quel momento in poi, solo Napoli in pressing. La difesa del Genoa subisce e al 76’ arriva il primo gol dei partenopei con Raspadori, a cui segue quello del pareggio da parte di Politano. Nonostante questo stand-by della difesa, la squadra di Gilardino si ricompatta cercando il gol nei minuti finali. Due contatti dubbi su Frendrup e Gudmundsson nel recupero precedono il triplice fischio di Fabbri al 97’.

Prestazione, come al solito, sontuosa di Gudmundsson: l’islandese non fa differenze, che abbia un Di Lorenzo o uno Zampano da puntare, lo fa senza paura di nessuno. Grande debutto per De Winter, che riesce il più delle volte a fermare Kvaratskhelia. L’unica colpa che si può attribuire al mister è avere inserito Malinovskyi al posto di Sabelli, togliendo un difensore ed inserendo un elemento molto più offensivo, e forse anche aver tardato l’ingresso di forze fresche. Per il resto, continuiamo così, compatti, coesi, con umiltà e spirito di squadra, bravi tutti.

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Forza Grifone.

 

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