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Napoli, ora cosa pensi di fare? Ultimo biennio impone un’attenta riflessione

Calciomercato Napoli Prima Pagina
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Un mercato all’insegna dell’attesa, questo è quanto sta accadendo un po’ ovunque ed era pressoché immaginabile in seguito alla pandemia da Covid-19, ed alla disputa degli Europei nonché della Coppa America.

Dopo uno scoppiettante mercato allenatori, pochi i colpi già messi a segno e tanti rumors. Però qualcosa si è mosso, in Italia soprattutto il Milan ha fatto parlare di sé in questi ultimi giorni, per i due grandi addii, a parametro zero, di Donnarumma, diretto al Psg, e Çalhanoğlu, che nel giro di 24 h si è accordato con i “cugini” dell’Inter.

Ancora c’è da entrare nel vivo, ancora ci sarebbe da capire in casa Napoli quanto tempo bisognerà attendere per capire programmi, strategie, delineare quella che sarà la nuova strada rivoluzionaria all’insegna del nuovo corso targato Luciano Spalletti, che dopo due anni di inattività, ha deciso di rimettersi in gioco in una piazza delusa ma che mantiene intatta la sua fame di calcio.

Una delusione che si evince anche dal pensiero dei tifosi, ormai scettici, disorientati e senza dubbio polemici per quelle che sono alcune scelte sicuramente discutibili del club.

Dal punto di vista comunicativo, siamo verso lo zero assoluto: non una parola dai diretti interessati dopo l’ultima di campionato, Adl che congeda Gattuso via Twitter e silenzio stampa ancora in essere nonostante l’ufficialità del nuovo tecnico. Ma questo Napoli adesso cosa vuole fare o verrebbe da dire, cosa dovrebbe fare?

La spina dorsale over 30

C’è una frangia, di quelli più influenti dello spogliatoio, che viaggia dai 30 in sù. Un dettaglio da non sottovalutare e che per una società come quella partenopea che si autofinanzia, delinea che qualcosa negli ultimi anni non sta propiamente  andando per il verso giusto.

Koulibaly, Insigne, Mertens , giusto per citare i tre calciatori più rappresentativi e quelli più anziani del gruppo anche in termini di anni vissuti all’ombra del Vesuvio.

D’altronde, il capitano Lorenzo Insigne, ha il contratto in scadenza nel 2022 ed è uno dei temi più caldi di questi giorni. Il capitano vuole il rinnovo, il Napoli vorrebbe accontentarlo, ma si sa nel calcio le bandiere non esistono e finché non ci sarà nero su bianco tutto può succedere.

Quale strada ha scelto di tracciare il club? Da Ancelotti, a Gattuso, fino ad arrivare a Spalletti, tutti gli allenatori si dicono soddisfatti della rosa. Alcuni lo hanno detto chiaramente, altri per sentito dire, ma il presidente cosa ne pensa? Citiamo lui in prima persona perché non ha mai deluso le aspettative. È sempre stato un abilissimo stratega, ci ha sempre visto lungo, negli anni prima con Pierpaolo Marino e poi con Bigon/Benitez, ha saputo costruire squadre, sotto abili suggerimenti, fatta di gente di carattere, veri leader, giocatori giovani ed esperti, alcuni dei primi rivenduti a peso d’oro, le cui cessioni hanno anche in qualche modo fatto le fortune di questo club, posizionandolo ai vertici massimi della Serie A.

Il Napoli di Adl ha sfiorato uno scudetto, e questo è stato possibile grazie alla sua politica accorta e lungimirante. Il club ha sempre avuto negli anni degli upgrade, nonostante i mugugni, lo scetticismo – che è tipico dei tifosi che seguono il calcio – gli obiettivi sembravano chiari ma soprattutto i tifosi sì divertivano, erano raggianti, hanno assaporato il gusto delle grandi sfide europee, erano coscienti di potersela giocare a viso aperto con tutti.

Ora siamo al bivio, ma probabilmente ci siamo da qualche anno. Questo è un gruppo che ha peccato malamente di inesperienza, di mancanza di carattere, e per quanto l’avvento del nuovo allenatore in qualche modo porti una sferzata di novità, c’è ancora confusione su ciò che dovrà essere.

Si deve ripartire da alcuni di questi calciatori che invece di trascinare la squadra nei momenti clou, si sono lasciati sprofondare dalla loro inadeguatezza?

Ci vogliono obiettivi chiari, Adl dovrebbe riprendere la sua politica lungimirante che oggi vediamo altrove in Italia. Ad 800 km da Napoli c’è l’Atalanta, che sulla falsa riga del modello partenopeo, continua il suo percorso di crescita nonostante cessioni eccellenti, basti citare quella del Papu Gomez, un giocatore determinante, la cui partenza  non ha spostato minimamente gli equilibri della rosa nerazzurra.

Dunque, attendiamo con piacere che la società, anche attraverso le parole del suo nuovo allenatore, ci mostri quelli che sono le intenzioni, noi tutti, da quest’altra parte, possiamo semplicemente suggerire quella che potrebbe essere la via da intraprendere, che in realtà si conosce benissimo, per poter tornare a divertirsi e proseguire quel percorso di crescita intrapreso.

Ben vengano anche innesti giovani, eravamo abituati, la piazza è in maggior parte cosciente della forza del club in termini economici in questo calcio zeppo di club blasonati invasi dai debiti, e che nonostante tutto continuano a spendere cifre folli.

Il napoletano è un popolo operaio, volto al sacrificio, ma che non vuole mai perdere l’allegria e la voglia di divertirsi.

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