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ANGOLO DEL TIFOSO ROMA – In panne sulla Via Umilia

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Bella serata sabato. Un bel tavolo, una bella compagnia allegra e il mio bimbo che si alterna con la sua “fidanzatina” tra il capriccio e l’allegria, come deve essere. Ottimo risotto di scampi e soprattutto il locale d’infanzia, quando si andava con i miei a mangiare la pizza, ricordando con piacere i primi anni in Tribuna Tevere, quando a pochi seggiolini di distanza, sedeva anche il gestore dello stesso, “romanista fracico”.

Unico neo, l’Armageddon posto davanti ai miei occhi.

Questa squadra non ha ambizione“, dice Fonseca.

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Non siamo stati di Serie A“, aggiunge Dzeko.

Potremmo chiuderla qui.

Ero un pò timoroso, lo ammetto. L’estrema contentezza generale per il punto gagliardo, conquistato nel derby, nascondeva l’insidia. La definizione di Lazio fortunata al posto di Roma imprecisa mi preoccupava. Il ripetere prove di carattere non è proprio nel DNA giallorosso.

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NACAPUTO NACAPONZIO

Ed ecco che una squadra quarta in classifica, partita a spron battuto con lo stesso undici del derby, alla prima occasione si fa bucare da Caputo, non da Ronaldo con tutto il rispetto, e in venticinque minuti si trova sotto di tre gol. VENTICINQUE MINUTI. Ancora Caputo, solo, su un batti e ribatti in area e l’ottimo Djuricic, servito splendidamente (e solo anche lui) da Berardi. Il Sassuolo fa ciò che vuole e al 45′ non so quale divinità impedisca un “bagno” di altri due o tre gol.

Si aspetta la tradizionale “imbarcata” annuale, che ormai tra Gennaio e Marzo è tradizione, come la Pasqua, da queste parti.

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Nel secondo tempo, la Roma rientra almeno con la voglia di resistere e qualcosa comincia a costruire, lasciando comunque il fianco ai contropiedi neroverdi.

Club dei 100

Al 54′ Dzeko incorna il cross di Pellegrini e accorcia. L’unica notizia buona del giorno è l’entrata del bosniaco nell’esclusivissimo “Club dei 100”, settimo giocatore a toccare quella soglia e a soli due gol da Montella e quattro da Manfredini. Però Dzeko non è cattivo e non è decisivo, mi dicono. I cento gol di Dzeko ho scoperto che non si “contano”, ma si “pesano”… che fatica! Detto ciò il bosniaco non mi aiuta nella polemica, quando, poco dopo, sull’istintiva respinta di Consigli su Pellegrini, tira alto un pallone sulla linea di porta, mettendo sul podio il gol mangiato insieme agli storici con Inter e Palermo del primo anno.

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CORONAVIRUS DI CARTELLINI

Mentre fioccano i centocinquanta cartellini gialli ai romanisti, ormai da contratto nazionale evidentemente, il Sassuolo si mangia anche lui un gol gigante con Caputo, salvato poi da Bruno Peres (sì, sì, Bruno Peres nun me dite niente), Pellegrini prende il secondo giallo, dopo che un minuto prima era stato graziato Cristante, prende un rigore per fallo di mano di Boga, che Veretout segna. 3 a 2. E stai lì a pensare “guarda te se la Roma, giocando da schifo e in dieci non rimonta”.

E no. E no, perchè altra tradizione giallorossa (ne parlammo col Genoa) è prendere gol in meno di un minuto da quello fatto. Boga si fa perdonare e in mezzo ai birilli capitolini infila un gran diagonale sotto l’incrocio. Fine.

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Mancini irriconoscibile, ma Smalling non lo aiuta. Se dovessi parlare di Santon, l’imprenscindibile Santon che ha giocato UNA (appunto, una in otto anni) grande partita al derby e quindi ora titolare, dovrei parlare di Florenzi e purtroppo ho già la pressione alta ed evito. Basti dire che il grande terzino di cui ho sentito parlare questa settimana al 45′ viene sostituito, perchè completamente in bambola, sostituito da Peres… niente, ecco che sale la pressione, andiamo avanti.

Centrocampo inesistente, Pellegrini nervoso e in campo solo a tratti, Under e Kluivert invisibili.

Fonseca fa esordire i due nuovi Perez e Villar (col fisico che ricorda un figlio minorenne di Pastore) e la sensazione è che se avesse avuto in panchina Ibanez avrebbe fatto esordire anche lui.

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Sono cattivo ma sembrano i cambi polemici già fatti in precedenza da Spalletti, Garcia e Di Francesco.

Il portoghese in conferenza era apparso molto nervoso per il mercato e forse altro e già in modalità “Garcia fine secondo anno”. Spero di sbagliarmi. Detto ciò, mi ripeto. A dispetto di ingaggi faraonici, la qualità dei giocatori è questa, lo dice anche l’allenatore. Ragazzi che in un campionato medio possono aspirare al quarto posto, tenendosi pronti ad arrivare sesti. Buoni ma non certo fuoriclasse. Aspettiamo naturalmente di vedere i tre nuovi giovani se cambieranno qualcosa, ma il problema, oltre agli infortuni, è la testa.

Per quanto mi riguarda, quest’anno ho un solo obiettivo che mi interessa: vedere la vecchia proprietà salutare il prima possibile, sperando che la nuova faccia meglio. Poi si vedrà.

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