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Angolo del tifoso

ANGOLO MILAN – Rossoneri sulla Luna

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Pulisic Milan
Tempo di lettura: 3 minuti

Sassuolo-Milan del 14 aprile è finita 3-3 e questo già la dice lunga su tante cose.  

La sintesi perfetta di che squadra è oggi il Milan. Alti e bassi, tanti, a profusione.

Nei momenti topici si balla, si passa da passivi pesanti a probabilità concrete di vittoria, tutto nel giro di mezz’ora.

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Chi vede la partita da terzo, si diverte sicuramente. Un tifoso rossonero, molto meno. La cartella clinica del tifoso milanista, non lascia più spazio a dubbi.

Il cuore risente di una pressione arteriosa sempre più al limite, il fegato ha già ceduto, lo stomaco è lacerato da numerose ulcere. Quadro clinico serio ma ancora non compromesso.

Un match lunare

Non era Sassuolo. Era la Luna.

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Inutile parlare di questa partita davvero lunare. Sbagli e sviste troppo macroscopici per non essere imputabili al vero pensiero nella testa degli uomini di Pioli.

Il primo gol del Sassuolo è stato imbarazzante per la facilità e la leggerezza con le quali quel pallone è entrato in area di rigore e sia arrivato sul destro di Pinamonti, libero completamente da marcatura. Il secondo gol ancora peggio.

Kjaer, in evidente stato di lentezza acuta, che sbaglia l’uscita di marcatura alta, Florenzi che si accorge tardi nel triangolo in cui era caduto e che non recupererà più lo stesso avversario che avrà modo di penetrare in area, tirare, sbagliare e poi prendere pure il rimpallo per insaccare il 2-0.

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A Chukwueze viene annullato un gol assolutamente regolare, per un fuorigioco assolutamente inesistente e le immagini del VAR confermano l’assurdità di una regola ridicola, Leao ha una fiammata, al 54’ il Sassuolo sbaglia un’occasione in 4 contro 2, capovolgimento di fronte e accorcia Jovic, 3-2.

Sempre a Chukwu annullato un altro gol straordinario per l’ennesimo fuorigioco di mezza spalla e poi il pareggio del sempre prezioso Okafor.

Quanti gol hanno dato “le seconde linee”? Quanti gol ha segnato chi subentra dalla panchina? Tantissimi.

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Questo deve dare la misura del buon lavoro svolto sul mercato e deve far crescere il rimpianto di non esser riusciti a capitalizzare.

E questo contribuisce a creare aspettative per giovedi. Il corpo dei calciatori era li, la loro mente già a Roma, lo SpazioTempo si curva e arrivati a questo momento della stagione, con i nodi e gli obiettivi che arrivano al pettine, si può essere in più posti nello stesso tempo.

Vale per i calciatori e anche per il coach che li allena.

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Oggi è al Milan, a Milano, a Roma nell’immediato e lontano dal Milan e da Milano nel futuro, seguendo le speranze di tanti tifosi rossoneri. 

La fine di un ciclo

Siamo alla fine di un ciclo sportivo.

È una sentenza che negli articoli calcistici dedicati al Milan, avremo letto migliaia di volte e anche questo deve far pensare.

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Se questo concetto viene menzionato cosi tante volte, ci sarà un perchè.

Nessun rancore, perchè sono stati cinque anni che sicuramente hanno dato più di quello che ci si aspettava, all’inizio. Che sicuramente hanno premiato il coraggio di una dirigenza, di una gestione, di una guida tecnica per tanto tempo illuminata.

Ma la luce di questa guida tecnica pare essersi fatta intermittente e va e viene proprio in frangenti troppo delicati per poter pensare di costruire, in fiducia, un futuro luminoso, di successi.

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Senza stacchi di tensione pericolosi. Se l’anno prossimo dovesse rimanere questo tecnico sarà solo per due ragioni: o avrà vinto l’Europa League, previsione che oggi nessun rossonero si azzarderebbe a fare, se non altro per rigorosa e doverosa scaramanzia.

Oppure perchè non è stato individuato un profilo migliore disponibile. Ma sono evidenti le costanti di questa guida tecnica.

E non credo che una proprietà ambiziosa come quella americana possa permettersele.

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Il tempo

Il tempo è denaro e il Milan ha perso un’altra occasione per mettere più distanza fra sé e avversari in grandi difficoltà.

L’Inter sarà un rebus sportivo e poi finanziario, la Juve sarà in piena rifondazione, anche lei sportiva e finanziaria e il Napoli deve riprendersi da una stagione durante la quale ha totalizzato, fino ad oggi, 41 punti in meno, rispetto alla precedente.
Forse un record della Serie A.

È ora di scavare questo benedetto solco di distanza fra noi e loro. E questa guida tecnica non sembra capace.

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“Unfit” direbbero gli americani.

(Foto: Depositphotos)

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