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Angolo del tifoso

ANGOLO NAPOLI – Gli occhi della tigre

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Atalanta – Napoli era la partita tra le squadre attualmente in testa al campionato, quelle capaci di raccogliere più punti, ma anche – col Milan – di destare probabilmente la migliore impressione complessiva.

L’ha vinta 2-1 la squadra azzurra, portando a casa un match duro, faticoso, molto probante dal punto di vista fisico e psicologico.

L’ha vinta nel momento in cui – su un rigore assegnato dopo un lungo consulto Var – è andata in svantaggio.

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L’ha vinta sull’inquadratura stretta sul viso mascherato di un centravanti fantastico, capace di trasformare la delusione per aver casualmente causato il gol avversario nella rabbia e determinazione di andare subito a riprendersi la vittoria.

Victor Osimhen è l’arma più affilata di un esercito armato fino ai denti, ma è anche il cuore e l’anima di una squadra che da circa tre mesi domina in lungo e in largo su tutti i rettangoli verdi dove scende in campo.

Sotto di un gol, la stragrande maggioranza di calciatori e tifosi pativano l’inizio sfortunato dello scontro di alta classifica. Tutti tranne il centravanti nigeriano, che scrollando la testa, ha puntato occhi dritti verso la porta avversaria, prontamente trafitta pochi minuti più tardi, appena prima di un’azione superba chiusa con un assist al bacio mirabilmente trasformato nel raddoppio immediato di Elmas.

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“I caratteri più solidi”, ha scritto Gibran un po’ di anni fa, “sono quelli cosparsi di cicatrici”, al pari di come “le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza”.

Lo sa bene la squadra azzurra, capace di venir fuori da una trasferta complicata giocata, specie il primo tempo, ad altissima velocità.

E’ forte e solida l’Atalanta di Gasperini, piena di talenti cristallini (Lookman su tutti) e giovani di gran prospettiva (Scalvini e Hojlund).

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E’ più forte, però, soprattutto di testa, il Napoli di Luciano Spalletti, sicuro in porta, attento in difesa, metodico a centrocampo e letale in attacco.

Mancano due partite alla sosta mondiale, centottanta minuti nei quali si proverà a confermare quanto di straordinario si è percepito quasi ovunque nel primo terzo di stagione.

La vera forza, in generale, non si misura in cosa vinci, ma in cosa proteggi.

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I ragazzi vestiti d’azzurro proteggono – ormai è evidente – un sogno magnifico, un desiderio nascosto da troppo tempo e solo sfiorato negli anni recenti quando sembrava pararsi all’orizzonte.

La fame di vittoria, la voglia di primeggiare e il desiderio di stupire in ogni dove hanno il sorriso gentile di un colosso coreano, le smorfie simpatiche di un allenatore e tanti compagni di squadra che condividono lo stesso obiettivo, le movenze felpate di un centrocampista slovacco che pare venuto dallo spazio per creare l’ordine mondiale, l’incedere famelico d’un centravanti nigeriano che è potenza, controllo, dinamismo e terminale offensivo efficace.

Con una maschera in viso che non riesce a nascondere gli occhi della tigre, quelli che si illuminano quando mettono a fuoco il bersaglio e mollano la presa solo quando il risultato è raggiunto.

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Atalanta – Napoli del 5 novembre 2022 è storia, altro capitolo d’un libro ancora tutto da scrivere e magari un giorno da leggere e rileggere.

Vale altri tre punti in più in classifica… O forse qualcuno di più.

Solo il tempo dirà. Con la certezza che – da ogni angolo di napoletanità – non esiste desiderio diverso di quello di attenderlo col cuore colmo di speranza.

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Aspettando la prossima partita, sperando che arrivi presto l’istante e il momento della prossima danza fatata.

 

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