Zona Cesarini: Il Dottor Boranga

Focus On SERIE A
Condividi
Tempo di lettura: 2 minuti

E’ il 5 Maggio del 2018, siamo a Marotta (no Giuseppe), ridente località marittima nel Pesarese, divisa tra i piccoli comuni di Mondolfo e San Costanzo.

In campo scendono la Marottese contro il Villa Ceccolini, terza categoria. I padroni di casa si impongono per 3 a 1 di fronte alle telecamere di Canale 5, ma soprattutto al cospetto del sindaco e dell’allora Presidente FIGC, Mormile.

Tiene banco il portierone biancoazzurro, con tre ottime uscite e un’ammonizione per aver litigato con un avversario, in un tripudio di applausi, poco prima di lasciare il campo per uno stiramento al minuto 72.

Come arriviamo a parlare di questo? Bisogna fare un salto indietro di settantacinque anni, perchè il portiere in questione si chiama Lamberto Boranga e ha più anni che minuti giocati.

GENDE DE FULIGNO

Nato a Foligno nel 1942, fa tutta la trafila nelle giovanili del Perugia, per poi esordire in Serie A nel 1966 con la Fiorentina. Carriera dignitosissima a spasso per le varie categorie in compagini importanti come Reggiana, Brescia, Cesena e anche Parma (dove conquista un’allora storica promozione in B).

Il “portiere senza guanti” lo chiameranno, proprio per la sua tendenza a stare in campo a mani nude.

Ma Boranga ha un’altra passione e nel corso della sua vita da calciatore consegue due lauree, prima in Biologia e poi in Medicina, per dedicarsi a quella sportiva a carriera finita.

Fin qui nulla di strano, se non la leggenda che il Milan, interessato al ragazzo, lasciò perdere, temendo che lo stesso dedicasse “troppo tempo” agli studi e poco al campo.

“ER” MEDICO IN PRIMA LINEA

Ma il mito di Boranga ancora doveva scriversi. Nel 1992 diventa medico sociale della piccola squadra di Bastardo (è un paese, si chiama così, sciallate!) e, in un particolare episodio, il club si trova senza portieri a disposizione. Lamberto, a cinquanta anni suonati, gioca tutta la partita, si lancia e si tuffa e ancora non gli va giù quella sconfitta per 1 a 0.

Fece scandalo nel 2005 quando, medico alla ASL di Perugia, denunciò all’Avvenire l’uso di cocaina nel calcio, consigliando rigorosi test tricologici.

Altra passione, l’atletica, che lo vede vincere premi su premi nelle categorie over 45,50,60 fino al 2014, quando si laurea campione del mondo over settanta di salto in alto.

Vola Boranga e vola talmente in alto che nel 2009 riprende l’attività agonistica, firmando un contratto con l’Ammeto prima e poi col Pappiano. Nel 2018 infine (forse) firma con la neonata Marottese “La mia spiaggia da quando ero bambino. Dove giocavo sull’arenile con gli amici“.

Pensare a ragazzini che oggi si fermano per un mal di schiena fa sorridere davvero.

E siamo tornati al 5 maggio 2018. Tra 20 giorni smetterà Totti, anni 41, e Boranga torna in campo. A fine partita dirà “Mi do un 6. Sul loro gol sarei dovuto uscire. Per fortuna eravamo in vantaggio per 2 a 0″. 

Tirate forte e angolato, bambocci. Boranga ve la para ancora oggi.

Print Friendly, PDF & Email