Le Bombe ‘in pandemia’ dalla A alla Z

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Era appena terminata la prima decade del mese di marzo. Da lontano si udivano voci su un virus che stava mettendo in ginocchio la Cina. Con il passare dei giorni quelle ‘voci‘ si facevano sempre più forti, fino ad abbattere il muro del suono e a risvegliare le nostre coscienze.

Il Coronavirus era arrivato anche da noi e tutto il nostro paese, un po’ alla volta, si è spento. Portando via le nostre passeggiate, le nostre abitudini quotidiane, le nostre passioni e il nostro calcio. Quello sport che appassiona milioni di tifosi, quello sport che fa ridere, piangere, polemizzare, quello sport che adesso, a distanza di tre mesi, è pronto a ripartire.

Tre mesi di lacrime, polemiche e tanto altro. Proviamo a riviverle a modo nostro, con l’ironia che da sempre contraddistingue la nostra rubrica, rigorosamente dalla A alla Z:

A come Andrà tutto bene: la frase must di questa pandemia. Ricordate quando si diceva che saremmo diventate persone migliori? Ecco, era una cavolata. ANDRA’ TUTTO COME SEMPRE. 

B come Balotelli: arriva nella sua Brescia con la voglia di dimostrare di esser cresciuto ma, a quanto pare, la quarantena, oltre a fermare mezzo mondo, ha fermato anche la sua crescita. Ennesima lite, ed ennesima avventura giunta al capolinea.

C come Coppa Italia: il pallone finalmente torna a rotolare e a regalare emozioni. Juventus e Napoli, a discapito di Milan e Inter, regalano la prima gioia ai propri tifosi e si giocheranno il trofeo mercoledì allo Stadio Olimpico.

D come De Luca: il Governatore della Campania è stato il protagonista assoluto durante l’emergenza covid-19. “In Italia ormai non controlla più niente nessuno. Dunque tutto il lavoro di questi giorni è approdato ad una conclusione semplice e sembra quella di Totò in un film: ‘Arrangiatevi, si salvi chi può‘ “. Una frase che mi ha colpito. Una frase che, nel mondo del calcio, potrebbe essere usata un giorno si e l’altro pure. 

E come Euforia: l’attesa, l’emozione di poter ritornare per strada, la gioia di un caffè al bar, la voglia di riveder rotolare un pallone sul tappeto verde. Bentornata vita.

F come Fase: dopo la Fase1 e la Fase2, possiamo annunciare ufficialmente la nascita della Fase si salvi chi può. 

come George Flyod8 minuti e 46 secondi il tempo dell’agonia di George, soffocato sotto il ginocchio di un poliziotto bianco. L’ennesimo episodio che sconvolge il mondo intero. Non è la prima volta che succede ma, mai come stavolta, l’intero mondo, compreso quello dello sport, sta facendo sentire in modo energico la sua voce attraverso le tante iniziative social. George Floyd certamente non era un uomo col quale avresti preso un caffè al bar, ma i suoi errori dovevano essere ‘puniti’ da qualcuno al di sopra di un semplice fascistello in divisa. “Se dovessimo svegliarci una mattina e scoprire che tutti sono della stessa razza, credo e colore, troveremmo qualche altra causa di pregiudizio entro mezzogiorno.” (George David Aiken)

H come Haland: la Bundesliga è il primo campionato europeo a ripartire e l’attaccante del BVB realizza il primo goal post-covid.

I come #IlCalcioNelMercato: dopo il grande successo di #ACasaConVlad, il nostro nuovo format live social è partito con il botto. Non perdetevi la seconda puntata giovedì alle 22.00.

L come Ligue1: dei cinque principali campionati europei la Francia ha deciso di dire stop al calcio già ad inizio maggio. Con il senno di poi, forse la scelta è stata un po troppo azzardata.

M come Ministro dello Sport: in questi tre mesi, la battaglia personale del Ministro Spadafora contro la terza industria del paese è stata evidente. Il Ministro è rimasto sempre nel mezzo, pronto a lanciarsi dal lato giusto degli schieramenti, pregustando un consenso popolare che in realtà non è mai arrivato. Bocciato. 

N come Natura: è stata la cosa più bella di questa Pandemia, la terra che si è riconquistata i suoi spazi, gli animali che giravano nei parchi cittadini, le acque dei nostri mari che son tornate pulite. Peccato che il tutto sia durato troppo poco e l’uomo abbia ricominciato a rovinarsi la vita con le sue stesse mani.

O come Osimhen: l’attaccante del Lille è diventato l’oggetto del desiderio del Napoli. Sarà la nuova telenovela estiva tra una partita e l’altra? Tempo al tempo.

P come Protocollo: più o meno novanta giorni per cercare di trovare un protocollo adeguato per la ripresa del campionato. Panchina lunga, ingresso in campo separato, vietato abbracciarsi, vietate strette di mano, ma consentita la marcatura a mo’ di cozza sugli scogli. Il paradosso del protocollo.

Q come Quarantena: una parola diventata quasi arcaica che all’improvviso si prende la sua rivincita diventando la parola più famosa al mondo. Un giorno ai nostri nipoti potremmo raccontare: “Eh bellu ro’ nonnò io aggià vistò a’ quarantèn”.

R come Rebic: l’attaccante croato nel match contro la Juventus mostra a tutti le sue doti da Karate. Si vocifera che abbia passato l’intera quarantena a guardare la serie completa di Karate Kid.

S come Salvini: grazie per aver reso la mia quarantena terribilmente comica. P.P.P. (Piccola Parentesi Personale).

T come Turris: dopo diciannove anni, il club corallino torna in Serie C. Una Torre del Greco in festa è sempre un bel vedere. Parentesi Tifoso. 

U come Ultras: Il tifo organizzato, in questi mesi di pandemia, si è schierato contro la ripresa del campionato accusando i club di pensare agli interessi propri, senza rispettare le migliaia di vittime. Una protesta, a mio avviso, pretestuosa, piena di retorica, ipocrisia e frasi fatte. Il calcio è impresa, e come tutte le imprese aveva voglia di ripartire, stop.

V come Venti: vista come è trascorsa la prima parte del 2020, il numero 20 sostituisce ufficialmente, nella cabala napoletana, il 17. A’ disgrazzia.

E’ stata una rubrica diversa dal solito. Non solo calcio, ma anche attualità, battute di satira politica e considerazioni di carattere personale.

La Pandemia che ci ha colpito ha modificato le vite di tutti, o almeno così sembrava essere. Ma adesso è tempo di tornare alla vita di tutti i giorni. Quindi dalla settimana prossima torneremo a riparlare sempre e solo di calcio.

Ops, dimenticavo l’ultima lettera dell’alfabeto…

Z come Zero Calcare“Se guarisci so bravo io, se t’ammali sei cojone tu”, la sintesi perfetta per la gestione Covid-19.

SIPARIO!

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