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Napoli 1983 – 84: l’ultimo calvario prima del paradiso

Focus On Napoli
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L’epoca appena antecedente l’arrivo di Diego Armando Maradona a Napoli è stata senz’altro sofferta. Lontani, infatti, erano i sogni di gloria dell’egemonia targata ‘El Pibe de Oro’, essendo ben altri gli obiettivi di quella squadra. Un ciclo chiuso nella stagione 1983 – 84, un anno prima dell’avvento dell’argentino, che vide il Napoli salvarsi per appena un punto.

Ciononostante, la rosa dell’epoca aveva alcune individualità importanti che consentirono quell’anno agli azzurri di piazzarsi all’undicesimo posto ex aequo con l’Avellino, ad una lunghezza dal retrocesso Genoa.

La stagione

In quella stagione il presidente Corrado Ferlaino partì con molto entusiasmo, facendo una buona campagna acquisti, che lo convinse di aver messo su una squadra competitiva. In panchina siedeva Piero Santin, reduce dalle tre stagioni con la Cavese.

Il campionato partì subito in salita, reduce anche l’infortunio di Ruud Krol. L’olandese era l’uomo simbolo dei partenopei: arrivato nel 1980 dall’esperienza al Vancouver Whitecaps, totalizzò nelle sue quattro stagioni all’ombra del Vesuvio ben 107 presenze. Quella stagione vedrà proprio l’addio dell’olandese, che lasciò di fatto il testimone a Maradona l’anno successivo.

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Suo compagno di reparto era uno dei recordman in maglia azzurra, vale a dire Giuseppe Bruscolotti, meglio conosciuto come Palo ‘e fierro. Il difensore nativo di Sassano indossò la maglia partenopea ben 387 volte, portandosi nelle zone nobili delle varie classifiche dei record della storia azzurra.

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Una difesa di alto livello tuttavia non bastò: due batoste per 5-1 contro Fiorentina e Roma, il derby con l’Avellino perso per 2-0 ed una squadra che sembrava avere poco mordente.

Soprattutto perdere un derby non è mai semplice. Sulla panchina degli irpini c’era un certo Ottavio Bianchi, tecnico che si renderà, più tardi, protagonista in azzurro con la vittoria del Tricolore. La partita finì sul risultato di un netto 3-0, sancendo così una delle poche vittorie dei Lupi nel derby.

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Un fotogramma della partita

La piazza si aspettava di più dai suoi beniamini, in particolare dal brasiliano Dirceu, arrivato nell’estate dell’83 insieme a Caffarelli, Masi, Boldini, Frappampina e De Rosa. Anche l’impatto di quest’ultimo non fu dei migliori, ma fondamentale fu una sua doppietta davanti ai 50.000 del San Paolo nel 3-0 imposto alla Lazio, in quello che era un vero e proprio scontro diretto per la salvezza (i biancocelesti finiranno addirittura tredicesimi a fine campionato).

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Nella seconda parte di stagione, Santin lasciò il posto a Rino Marchesi, che riuscì nell’intento di rivitalizzare lo spogliatoio e di dare quei punti utili per scampare la retrocessione. Un’aritmetica salvezza che arrivò alla penultima giornata contro l’Udinese di Zico. Il Napoli uscì vincitore per 2-1 grazie alle reti di Frappampina e Ferrario su calcio di rigore. Si chiuse così una stagione sofferta per i partenopei, ignari quasi dell’epopea che si sarebbe aperta qualche mese più tardi.

L’avvento di Diego

L’estate del 1984 rimarrà per sempre nella mente dei tifosi azzurri. Fu una trattativa estenuante, che sembrava non avere fine. Non fu per niente facile strappare Maradona al Barcellona che quasi fece saltare quell’affare. Ma il lavoro di Ferlaino e Juliano fu certosino, e le pressioni dell’argentino di sbarcare a Fuorigrotta furono altrettanto decisive.

Lo stesso argentino posò in esclusiva per il Guerin Sportivo con la maglia del Napoli della stagione 1983 – 84.

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La copertina del Guerin Sportivo – Ed. n.23 – Anno 1984

Una divisa di gioco che è riconosciuta come una delle più belle della storia del club azzurro. Prodotta dallo storico sponsor tecnico EnnErre, questa maglia ha due particolarità: l’assenza del logo del Calcio Napoli  e lo sponsor ricamato nella trama. Particolare anche la numerazione delle divise, cucite con la tecnica ‘zig zag‘. Tradizionale invece la scelte dei colori: il classico azzurro per la prima, bianca la seconda e rossa la terza. Un cimelio che è diventato ormai un cult per tutti i nostalgici appassionati di quegli anni.

In quell’intervista al GS El Pibe si schierò totalmente dalla parte dei partenopei, che avevano registrato una delle tante frenate del Barcellona nella trattativa. Un vero e proprio tormentone estivo che si concluse nel migliore dei modi, con l’abbraccio tra Diego e la città il 5 luglio 1984. Una soddisfazione per la gente che qualche anno più tardi si trasformò in un riscatto sociale, grazie ai successi che seguirono.

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