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IN CONTROPIEDE – Lazaro alzati e… ah, ma cammina?

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L’Italia è il paese dell’arte. Da secoli siamo stati il punto di riferimento per ogni materia artistica. Dalla pittura alla scultura, dalla letteratura al teatro. Basti pensare che molte delle nostre opere vengono esportate all’estero; diventando, così, un vero e proprio patrimonio di quel paese. Molti, poi, ci rubano le idee e le fanno proprie, come se fosse tutto così dannatamente semplice. Alcuni esempi sono la Gioconda di Leonardo Amore e Psiche di Canova. Senza dimenticare della Commedia dell’Arte, diffusa poi maggiormente in Francia; la Divina Commedia di Dante Alighieri la mafia, esportata poi in America.

Siamo stati inventori di grandi scoperte soprattutto rivoluzionarie: il grande Galileo e il suo metodo scientifico; Antonio Meucci, l’inventore del telefono. Ma una delle più grandi invenzioni che sicuramente deriva dai nostri antenati è la truffa. Esempio banale: se cercate su google “Da chi è nata la truffa?”, vi uscirà la pagina Wikipedia di un truffatore italiano: Charles Ponzi.

Ma questa nostra insolita ed orribile abitudine di truffare e di cercare dei sotterfugi per ogni cosa, ci ha stampato addosso troppe etichette; che ora però gli altri credono di poter sfruttare. Il paese con il maggior tasso di evasione fiscale; elevatissimo numero di falsi invalidi. Noi che siamo riusciti a fare del “non lavoro”, un lavoro. E ora chi viene da qualche paese straniero crede di poter raggiungere la nostra penisola e rubarci il mestiere? Errato!

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Ultimo caso shockante in Italia è quello dell’atleta Valentino Lazaro, tesserato dell’Inter. La squadra nerazzurra lo aveva prelevato dall’Hertha Berlino per qualche manciata di cipolle e un tacchino. Ecco che, però, dalla Germania hanno provato a rubare il lavoro ai cinesi, contraffacendo una persona e spacciandola per il nostro Manuel Lazzari. Ma noi ci siamo accorti che manca una Z. Inoltre già il suo nome è un chiaro insulto alla nostra terra. Di Valentino ce n’è solo uno e parliamo di merce di qualità, mica i pezzotti tedeschi.

Ad ogni modo, questo “atleta” è rimasto comodamente seduto, senza svolgere alcuna partita,  timbrando il suo cartellino da due patate e un peperone sottaceto. Perché ha ammesso di: “non essere in grado di poter svolgere alcuna attività fisica, meno che non sia idonea ai suoi handicap”. Riconosciuto come invalido dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, ha guadagnato molti denari senza praticamente fare nulla. Mentre, però, comodamente comprava il pane e andava ad un corso di salsa. Fortunatamente l’Internazionale di Milano ha monitorato la situazione e prontamente si sta attrezzando per l’espulsione dell’austriaco.

Questi stranieri che arrivano da oltre i nostri confini – che sia nord, che sia sud, che sia west, che sia old – credono di poter svolgere i loro comodi in terra altrui? Dobbiamo smetterla di dare libertà agli altri di invadere il nostro territorio. O quantomeno potremmo trasformarlo in una sorta di Monopoly: se passi sulle mie proprietà, devi pagare. La storia è sempre stata a nostro favore: noi siamo gli artisti per eccellenza; tutti provano a copiarci ma nessuno è stato in grado di farlo meglio di noi. Perché, modestamente, come truffiamo noi non sa farlo nessuno.

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