ANGOLO DEL TIFOSO ROMA – La “Lanterna” illumina i giallorossi

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Trasferta sempre insidiosa quella di Genova, qualunque sia la classifica dei rossoblu. Il Genoa ha comunque una genetica predisposizione alla lotta, cosa che la Roma deve storicamente costruire in ogni ciclo. Leggendo le compagini, ti accorgi che il mercato di gennaio, al Genoa, è stato all’insegna del vintage con i ritorni di Perin, Behrami, Destro e (pare) De Maio… a un certo punto aspettavo Skuravi e Aguilera e saremmo stati in una puntata di “Ai Confini della Realtà” .

Partita per me molto “influencer”, nulla di social per carità, ma premetto subito che il match l’ho seguito in condizioni precarie, poichè il pupo ha un muesli di febbre, tosse e raffreddore, quindi cartoni per lui sul megaschermo e partita sul telefonino per papà.

PARTENZA TURBO (O TURCO?)

Si capisce subito che la Roma vuole fare la partita, ma il Genoa sfrutta ogni ripartenza. Al 6′ il redivivo Under rientra sul sinistro e, da fuori area, lancia un tiro cross che nessuno tocca, beffando all’angolino un colpevole Perin. Apro parentesi: capisco il livore dei tifosi contro Preziosi e sicuramente aver sostituito uno dei migliori portieri della Serie A per rendimento (Radu) con una ex gloria, amata certo, ma spesso infortunata e soggetta a svarioni, non ha aiutato.

0 a 1 si diceva.

La Roma prosegue col possesso palla e, seppur in difficoltà, a costruire e certifica la correttezza del risultato con buona pressione. Per ben due volte Dzeko, servito dall’ottimo Spinazzola, si mangia di testa il raddoppio, facendo saltare l’aerosol del bambino che si mette le mani in testa ad imitare il genitore.

Se fossi stato genoano avrei scommesso tutto sul gol di Spinazzola. Il folignate in area al 44′ fa un cross e la Roma raddoppia grazie all’ausilio di Biraschi (Spinazzola-Ausilio? perchè mi ricorda qualcosa?).

Una delle tante tradizioni giallorosse è il gol subito in meno di un minuto. Ricordo solo la Roma, in varie occasioni,  segnare un vantaggio o un pareggio e in meno di 60 secondi subirne un altro. Pandev (neanche quotato il gol del macedone) viene lanciato e scavalca Santon, sorprendendo sia i centrali che Pau Lopez, 1-2.

ROSSOBLU CI CREDONO

Il secondo tempo vede il Genoa tenere il pallino del gioco. La Roma regge abbastanza bene e riparte con qualche buona situazione. Partita molto fallosa ma, come col Torino, il numero di cartellini dei liguri è molto inferiore alla media dei falli.

Pau Lopez compie un miracolo su Goldaniga che indirizza di testa sotto l’incrocio e lo spagnolo con la punta delle dita devia in angolo.

Minuto 74′, Perin scivola su un rinvio (“hai mandato via Radu, Preziosi, ne vogliamo parlare?”) e serve Pellegrini che filtra per Dzeko, buco del centrale e crollo sia del Genoa che dell’altissima torre di Lego, impostami dall’infante smocciolante: 1 a 3 e salone da sgombrare.

La partita si chiude col Genoa alla ricerca del gol e, nel recupero, altro grande intervento dello spagnolo su Pandev da pochi centimentri.

La Roma non ruba l’occhio ma, seppure in formazione precaria, si presenta in ripresa, di fronte a due partite al momento proibitive: la trasferta di coppa con la Juve e il derby contro la più in forma del campionato. Alcuni ritorni però incoraggianti e alcuni sconfortanti: il fantasma di Santon, colpevole sul gol, è più forte solo del vero Santon, spiace ma il ragazzo gioca in un contesto ormai superiore al suo valore. Bene Kluivert, dopo lo spezzone di Coppa Italia, veloce, aggressivo, pimpante. Ancora minuti per Cristante, ormai multiruolo, rientrato in forma, e meno male poichè Veretout appare veramente stanco. Sempre ottimo Diawara, ormai certezza, e finalmente Under partecipe, vivace e presente. Altro “cameo” per Bruno Peres… chissà che l’aver messo “l’anni de Cristo” sulla maglia non gli porti bene.

SPINAZZOLA

Ho già espresso il mio pensiero sulla cialtronesca e supercazzolesca operazione Spinazzola-Politano, che francamente sembrava più un’“I…patetica telefonata” che una cosa vera. Dico poi che non considero Spinazzola un giocatore indispensabile ma un buon ragazzo, che dà quello che ha e che si è inserito bene nel gruppo. Da qui ad essere trattato come manciata di spicci dal tuo club ce ne passa. Ancor meno, essere usato da capro espiatorio per far saltare una trattativa dal “Signor” Marotta, adducendo la scusa che il giocatore sia finito. Meglio dell’ottima prova e delle  sue parole non si potrebbe spiegare:

Era importante oggi, ho corso tanto, mi sono allenato a Milano da solo in palestra, poi mi sono allenato appena tornato a Roma. Resto qui e penso che Petrachi abbia già parlato e non voglio aggiungere altro, penso alla Roma. Ho una carica di rabbia per quello che mi hanno detto. Mi hanno detto che sono rotto, ma sono chiacchiere. Gioco con la Roma, ho giocato con la Juventus, l’Atalanta e la Nazionale, allora tutti i medici sono incompetenti? Ho dimostrato che sto bene e sono molto carico. Ma i problemi sono altri, noi calciatori dalla vita abbiamo tutto“.

RISPETTO