#LBDV – Anastasi, buon viaggio ‘Pelè bianco’

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Venerdì sera ci ha lasciati il ‘Pelè Bianco‘, Pietro Anastasi. Centravanti vecchia scuola, ha firmato la vittoria dell’Europeo del 1968.

All’età di 72 anni, Pietro Anastasi è passato a miglior vita. Una lunga malattia ha avuto la meglio, ma il suo ricordo continuerà a vivere nel ricordo dei tifosi un pò meno giovani, quelli che esultavano attaccati ad una radiolina e guardavano il calcio, spesso, in bianco e nero.

PIETRO ANASTASI, IL CALCIATORE

Quando associano il tuo nome a quello di uno dei calciatori più grandi della storia del calcio, qualcosa vorrà pur significare. Pietro Anastasi è stato uno dei centravanti più forti ed iconici dell’Italia degli anni ’70. Ha vestito la maglia dell’Inter per due stagioni, ma il suo nome è legato indissolubilmente ad altre due maglie, quella bianconera della Juventus e quella azzurra della nazionale italiana. Duecento cinque partite in Serie A con la Vecchia Signora e 78 reti realizzate. Ne è diventato simbolo e capitano, dal 1974 al 1976. Ha vinto tanto Anastasi in bianconero, tre campionati, giocando anche una finale di Coppa Campioni. Con l’Italia, invece, ha contribuito a scrivere una delle pagine più belle della nostra storia: ad appena vent’anni, infatti, Anastasi fece parte della spedizione azzurra che alzò al cielo l’Europeo del 1968. Segnò anche nella ripetizione della finale: una mezza-sforbiciata dal limite dell’aria che decretò la vittoria azzurra sulla Jugoslavia.

ANASTASI, IL SIMBOLO

«Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a malincuore il Meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord.» – Così lo scrittore italiano Alessandro Baricco sul Pelè bianco. Anastasi ha rappresentato tanto per l’Italia degli anni settanta. Era un simbolo della divisione tra nord e sud: un meridionale che ha dovuto lasciare la sua casa, la Sicilia, per trasferirsi al nord in cerca di fortuna. Ma Pietro è stato anche un simbolo in campo: ha fatto innamorare migliaia di tifosi in giro per la penisola. Gente che aveva bisogno di aggrapparsi a qualcosa. E grazie a lui, Gigi Riva e gli altri ci è riuscito.

BUON VIAGGIO, PELE’ BIANCO

Pietro Anastasi ci ha lasciato a causa di una grave malattia, la SLA. La Sclerosi Laterale Amiotrofica è un avversario impossibile da battere, come accaduto anche per un altro grandissimo del nostro calcio come Stefano Borgonovo. Pietro Anastasi se n’è andato e il mondo del calcio lo celebra e lo ricorda a testimonianza di quanto fosse amato e benvoluto. Magari un minuto di silenzio sarebbe stato un tributo giusto e doveroso…

Noi ti salutiamo, caro Pietro, e siamo certi che anche chi non ti ha visto giocare, ti ringrazierà per quella rete del ’68.

Buon viaggio, Pelè bianco…